“Già da mesi qui a Madrid possiamo sederci nei ristoranti, certo soltanto in gruppi di massimo 4 o 6 persone, ma la vita è diversa rispetto a quella che mi raccontano dall’Italia”: la frase pronunciata al telefono da Francesco, ragazzo che lavora nella capitale spagnola, riassume in poche parole il contesto politico che sta vivendo in queste ore Madrid. Qui nelle elezioni regionali di martedì il trionfo del centrodestra ha assunto le dimensioni di uno schiaffo morale all’ideologia del lockdown portata avanti dai socialisti al governo centrale. Un insegnamento che potrebbe non valere solo per la Spagna.

Il continuo braccio di ferro con il governo nazionale

Forse in questo momento Madrid rappresenta l’emblema principale di come il lockdown, dopo la prima ondata, si è trasformato da un mezzo consigliato dalla scienza per limitare i contagi a una vera e propria ideologia. La quale, come tale, è via via stata immessa nel campo dell’opinabilità e dunque del dibattito politico. Per il Partito Popolare di centrodestra, al governo all’interno delle istituzioni locali madrilene, le chiusure anche durante la seconda ondata dei contagi non erano necessarie. La giunta guidata da Diaz Ayuso ha sempre visto i lockdown, anche territoriali, come extrema ratio. Al contrario, il Partito Socialista del premier Pedro Sanchez, non appena il numero dei contagi dava segni di crescita, ha imposto misure drastiche. Il braccio di ferro tra la Madrid “locale” e quella invece dei palazzi del potere nazionale è andato avanti lungo tutto l’autunno.

A settembre il tira e molla ha assunto toni politicamente drammatici. Dalla Moncloa, il palazzo che ospita la sede della presidenza del governo, sono arrivate normative volte a chiudere locali e attività commerciali, oltre all’imposizione del coprifuoco alle 22:00. Dalla sede della Municipalità invece, che a Madrid ha funzioni sia corrispondenti alla nostra regione che alla provincia essendo il suo territorio corrispondente con l’hinterland della capitale spagnola, sono arrivate scelte di segno opposto. Limitazioni sì, ma senza danneggiare l’economia: è stata questa l’idea portata avanti da Diaz Ayuso. Una posizione difesa anche nelle aule giudiziarie, con diversi ricorsi capeggiati dalla Municipalità contro il governo nazionale. Alla fine ha prevalso l’idea del governo locale. E così Madrid, già da diversi mesi, ha potuto assistere al ritorno della “movida” e i negozi hanno potuto accogliere diversi cittadini. Le autorità sanitarie locali si sono limitate a chiudere alcuni quartieri o determinate zone più a rischio. Senza però danneggiare l’economia dell’intera area madrilena.

Le aperture pagano

Sul fronte sanitario la “lezione” di Madrid sarà possibile esaminarla nei prossimi mesi. Da un lato è vero che la città spagnola ad aprile ha registrato un tasso di contagiosità inferiore ad esempio alla Lombardia, dove ad aprile il tasso di moralità da Covid è stato di 136 vittime ogni centomila abitanti, mentre a Madrid la cifra si è fermata a 98. Dall’altro però a fine aprile il numero di contagiati è salito, seppur senza arrivare a cifre in grado di far temere una vera e propria quarta ondata. Ma la lezione invece appare ben chiara a livello politico: i cittadini oggi vogliono tornare alla normalità e sono disposti a fare sacrifici soltanto in caso di situazioni locali critiche. Il Partito Popolare nelle elezioni di martedì ha ottenuto il 44% dei voti, i Socialisti di Sanchez si sono fermati invece al 17%. Segno di come la linea anti lockdown nell’elettorato madrileno è stata ampiamente premiata.

Da qui le considerazioni che potrebbero valere anche per la Spagna e per l’Europa. Nelle future tornate elettorali, quei governi che premono per chiusure ad oltranza saranno irrimediabilmente penalizzati. Gli echi del voto madrileno potrebbero arrivare in tutto il Vecchio Continente: il lockdown non è più recepito come un metodo voluto dalla scienza, ma come uno strumento politico indigesto. I tempi rispetto alla primavera del 2020, quando ancora la guerra contro il virus era combattuta con poche armi scientifiche, sono cambiati. Il risultato delle consultazioni a Madrid lo ha ampiamente dimostrato.