Ebbene sì: sotto le scaglie di un apparente europeismo, anche i leader più europeisti di tutti nascondono una corazza sovranista. Quelli che fino a pochi mesi fa denunciavano nelle sedi Ue l’avanzata di pericolosi partiti sovranisti – già, proprio loro – si stanno comportando proprio come i diavoli contro i quali avevano sempre puntato il dito. Probabilmente non se ne rendono conto. O forse sì, ma poco importa perché il risultato non cambia.

Da quando la pandemia provocata dal Covid-19 ha scosso le fondamenta dell’Unione europea, i “veri” sovranisti sono usciti di scena. Al loro posto ecco i sovranisti di “riserva”. Stiamo parlando di tutti coloro che teorizzano un ipotetico, nuovo europeismo e che affiancano questo concetto allo slogan “prima noi”, dove “noi” sta per la nazione di appartenenza di un certo leader.

L’esempio più eclatante di questo nuovo esponente politico risponde al nome di Angela Merkel. Che la cancelliera paladina dell’Europa sia improvvisamente caduta nella trappola del sovranismo? In realtà Frau Merkel ha sempre ragionato anteponendo le ragioni della Germania a quelle del resto d’Europa. Semplicemente, oggi che l’Ue è divisa in mille blocchi, l’atteggiamento di Berlino risulta più evidente del solito.

Merkel e il “sovranismo europeo”

Basta un particolare per evidenziare il sovranismo europeo di Merkel. Il prossimo luglio la Germania assumerà la presidenza di turno del Consiglio Ue. In vista di quella data, Berlino ha preparato il suo slogan: “Make Europe Great Again“. Un motto, questo, che rimanda clamorosamente al “Make America Great Again” di Donald Trump.

Tralasciando lo scontro tra Merkel e il presidente americano, appare evidente come il governo tedesco voglia accentrare su di sé la cabina di regia dell’Unione europea. Per “Rendere l’Europa di nuovo grande” sarà necessario applicare una politica estera comunitaria in linea con quella sposata dalla Germania.

Oggi questo significherebbe, ad esempio, avere rapporti con la Cina nonostante il malcontento degli Stati Uniti, sulla carta alleati europei di vecchia data. Detto altrimenti, il sovranismo che intende portare avanti Merkel – rigorosamente mascherato da europeismo – punta a rendere valido il piano di Berlino per tutti i Paesi membri dell’Ue.

Allineare Bruxelles a Berlino

Il sovranismo europeo di Merkel è solo una questione di interessi. Non a caso, l’attuale Ue assomiglia molto più a un’accozzaglia di Paesi tenuti insieme per interessi economici che non una vera comunità dalle radici culturali comuni. In uno scenario del genere, ulteriormente sfilacciato dalla crisi economico-sanitaria portata dal nuovo coronavirus, la Germania ha capito che è il momento di imporsi in maniera soft.

Serve una bussola comune e Berlino, intuendo il vuoto all’interno dell’Ue, è pronto a mettere una museruola a Bruxelles e ad allineare tutti gli altri Stati membri. Una cosa è certa: le mosse che intenderà portare avanti Angela Merkel – bisogna ancora capire con esattezza quali saranno – non vanno a rafforzare tanto l’Europa quanto la Germania.

D’altronde questo nuovo sovranismo tedesco, non certo inedito, è riemerso dalle ceneri con un obiettivo ben preciso. Quale? “Rendere l’Europa nuovamente grande”, ma solo a una condizione: che tutto, dall’economia alla politica estera, ruoti attorno agli interessi di Berlino

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