Le manifestazioni dei gilet gialli accompagnano ormai puntualmente tutti i fine settimana dei cittadini europei. La folla sugli Champs Élysées, le cariche della e alla polizia, i blindati per le vie di Parigi e la Marsigliese cantata a squarciagola. Questo movimento atipico ha urtato gli equilibri sociali e politici non solo in Francia, ma in tutta Europa, dove non si sono sprecate manifestazioni di apprezzamento più o meno sincere.

Un sondaggio per capire cosa la gente pensa davvero dei gilet gialli

A tre mesi dall’inizio delle manifestazioni si può ora fare chiarezza sulla percezione che le persone comuni hanno rispetto ai gilet gialli. Perché al netto delle speculazioni politiche è utile, anche in vista delle prossime elezioni europee, capire che cosa pensano davvero i cittadini rispetto a questo movimento. In tal senso ci può aiutare un recente sondaggio pubblicato dal Centre d’étude de la vie politique (Centro Studi della vita politica) francese, Cevifop, dal titolo: “In che cosa i francesi ripongono fiducia oggi?”.

Il sondaggio ha preso in esame, nel periodo tra il 13 e il 24 dicembre scorsi, oltre 2mila persone dai 18 anni in su provenienti da tutto il territorio nazionale francese. I risultati sono sorprendenti per la loro uniformità. Ben più della metà tra le persone intervistate sembrano essere a fianco delle rivendicazioni dei gilet gialli. Nello specifico: il 72% ritiene che le richieste dei manifestanti siano legittime e “condivise da molti francesi”, secondo il 62% degli intervistati i gilet gialli rappresenterebbero inoltre un rinnovamento per la democrazia francese e, infine, il 60% si dice apertamente sostenitore del movimento.

Una Francia non spaccata, ma unita contro Macron

Insomma il quadro che emerge da questo sondaggio, pur con i limiti interpretativi che tale strumento porta con sé, non è quello di una Francia spaccata a metà tra popolo ed élites. Lo scenario sembrerebbe invece quello di una maggioranza consapevole della crisi socioeconomica, nonché politica, della Francia e quindi simpatizzante per l’unico movimento che si è messo in gioco in prima persona. Anche gli episodi di violenza che hanno caratterizzato alcune giornate delle manifestazioni dei gilet gialli sembrano non aver scalfito l’opinione dei cittadini francesi.

E se da una parte c’è una maggioranza compatta, dall’altra c’è una minoranza che continua nella sua corsa verso il baratro. Il sondaggio infatti mostra anche l’inarrestabile disaffezione dei francesi verso monsieur Le President, Emmanuel Macron. “Diciotto mesi dopo l’elezione di Macron, il disincanto è generale. Il Capo di Stato, inteso come funzione e come persona, è l’epicentro del malcontento”, viene scritto su Liberation, a margine dell’analisi del sondaggio. In particolare solo il 20% tra gli intervistati dichiara di aver fiducia in Emmanuel Macron. Insomma, nonostante le promesse pre natalizie fatte dall’enfant prodige per sedare le manifestazioni, la fiducia dei cittadini comuni pare ormai persa. L’atteggiamento snob mostrato pubblicamente in numerose occasioni, come la ramanzina ad un adolescente, le drastiche riforme sociali, ma soprattutto il fallimento del progetto geopolitico francese, dall’Europa alla Libia, hanno messo ko l’inquilino dell’Eliseo.