Giornata elettorale decisiva in Polonia dove oggi i cittadini sceglieranno il nuovo presidente nel ballottaggio tra il candidato di centrodestra moderato, il sindaco di Varsavia Rafal Trzaskowski sostenuto da Coalizione Civica e dalle altre formazioni liberali e centriste che appoggiano il governo del suo compagno di partito Donald Tusk, e il nazionalista conservatore Karol Nawrocki, storico e presidente dell’Istituto per la Memoria Nazionale vicino al Partito Diritto e Giustizia che ha guidato il Paese dal 2015 al 2023 ed esprime il capo di Stato uscente Andrzej Duda.
Un voto decisivo per la Polonia: arrivo in volata?
Si parte dalla sostanziale parità. Trzaskowski conduce nella media dei sondaggi per 51-49 contro lo sfidante, in un testa a testa che sarà decisivo per capire sia la futura postura della Polonia in Europa sia gli scenari interni al Paese e lo sviluppo del mandato di Tusk, leader ambizioso che vuole fare del rilancio dell’asse tra Varsavia e i partner dell’Ue il perno della sua agenda ma ha bisogno di poter invertire molte riforme dei governi di Diritto e Giustizia. Tra queste, il fronte più critico resta quello della giustizia, con la Commissione Ue che ha contestato la svolta centralistica di Varsavia, ma restano anche problemi per la repressione dei diritti Lgbt nel Paese centroeuropeo.
Nawrocki mira a conquistare la presidenza per farne un contropotere all’esecutivo, contestando l’agenda di Tusk su molti dossier. Arrivato secondo col 29% contro il 31% dello sfidante, l’indipendente di destra rivendica rispetto allo sfidante una maggiore autonomia dal governo, mentre Trzaskowski si presenta come l’uomo che può assieme a Tusk mantenere in Europa la Polonia come protagonista.
“Il Presidente della Repubblica di Polonia ha un ruolo esecutivo formale limitato. Tuttavia, gode di poteri significativi: può porre il veto sulle leggi approvate dal parlamento e deferirle alla Corte Costituzionale, influenzando il processo legislativo e compromettendo la stabilità politica”, nota EuNews, sottolineando come il voto tra i due candidati sarà anche uno specchio di unb “contesto interno che è caratterizzato da una forte polarizzazione tra aree urbane e rurali , con le prime orientate all’integrazione europea e le seconde più sensibili alle questioni identitarie e sociali”.

Dan in campo per i moderati
Il sindaco di Varsavia ha incassato il sostegno di Polonia 2050 e del Partito Popolare Polacco, di stampo conservatore, ma anche dei progressisti di Nuova Sinistra, tutte formazioni che appoggiano Tusk e Coalizione Civica nell’esecutivo. Con loro anche un importante sostenitore dall’estero, il neo-eletto presidente romeno Nicosur Dan, che la scorsa settimana era a Varsavia in appoggio a Trzaskowksi, evidenziando le similitudini tra il voto nel suo Paese e quello polacco e la rilevanza della sfida posta all’Europa da Nawrocki, paragonato al candidato sconfitto a Bucarest, George Simion.
A favore dell’uomo della destra nazionalista si è invece schierato Viktor Orban dall’Ungheria, mentre sul fronte interno Nawrocki ha dovuto cercare un compromesso politico importante facendo sponda con le formazioni di estrema destra che hanno registrato un vero e proprio exploit al primo turno. Pesanti potrebbero essere i consensi che può apportare Sławomir Mentzen, finanziere che alle presidenziali è stato candidato alla carica di capo dello Stato dalla Confederazione Libertà e Indipendenza, ottenendo un brillante terzo posto col 14%, il doppio del dato dei sondaggi, perorando un nazionalismo radicale e un forte identitarismo. Ancora più radicali le posizioni politiche del quarto classificato, Grzegorz Braun, che ha ottenuto il 6% come esponente della Confederazione della Corona Polacca. Braun, noto in passato per uscite antisemite, dichiarato antidemocratico, monarchico e cattolico tradizionalista.

Nawrocki e il sostegno dell’estrema destra
Nawrocki ha incassato il sostegno dei due ex rivali a destra, ma ha dovuto fare concessioni. Per andare incontro all’elettorato dei due partiti, in particolare, ha preso l’impegno a fermare la spinta della Polonia per accelerare l’ingresso dell’Ucraina nella Nato e nell’Ue.
La destra polacca ha sostenuto strumentalmente Kiev contro Mosca mentre preparava il colossale riarmo capace di portare al 5% la spesa militare in rapporto al Pil, ma per ragioni di revanscismi identitari e interessi concreti, come la problematica del mercato del grano che vede i contadini polacchi insidiati dall’export ucraino, oltre che per una sostanziale alterità tra gli opposti nazionalismi di Polonia e Ucraina, ha sempre fatto presente importanti distinguo sull’appoggio al Paese invaso.
Per Diritto e Giustizia sostenere l’Ucraina serve a far sanguinare Mosca, mentre le due Confederazioni hanno al loro interno frange di sostenitori apertamente filorussi. Nawrocki ha dunque dichiarato che sospenderà, in caso di elezione, le politiche governative volte ad armare ulteriormente Kiev. Anche su questo fronte il voto a Varsavia sarà impattante. Due settimane dopo Bucarest, la Polonia è un nuovo crocevia. E l’Europa guarderà col fiato sospeso.
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