L’azienda americana TargetSmart, che si occupa di ricerche di mercato ed è legata al Partito Democratico, ha dato una buona ed inaspettata notizia al presidente Donald Trump. Gli elettori che si stanno registrando per prendere parte alle elezioni presidenziali di novembre sono in maggioranza anziani, bianchi e più conservatori del solito. Questa scoperta è rilevante perché il trend è particolarmente evidente in quegli Stati chiave, tra cui ci sono Ohio e Pennsylvania, decisivi per ottenere la riconferma alla Casa Bianca. Per qualche motivo, nonostante le registrazioni attraversino una fase di calo generale a causa della pandemia, il Partito Democratico ha più difficoltà nell’attirare nuovi elettori ed i Repubblicani stanno recuperando lo svantaggio accumulato nei mesi precedenti. Gli stay at-home emessi da diversi Stati hanno portato appena 200mila persone a registrarsi nel maggio del 2020 rispetto al milione e mezzo che lo aveva fatto nello stesso mese del 2016. La pandemia ha impedito a milioni di persone di registrarsi e ciò risulta evidente in ogni angolo degli Stati Uniti: in Carolina del Nord i nuovi elettori registrati sono passati dai 112mila di gennaio ai 35mila di aprile mentre in Florida la curva è crollata passando dai 77mila di gennaio ai 21 mila di aprile.

Il ruolo dell’affluenza

La maggior parte dei sondaggi non sembra lasciare troppe speranze alle ambizioni di Donald Trump. RealClear Politics, 270toWin e FiveThirtyEight, tre prestigiosi aggregatori di indagini demoscopiche con stime aggiornate al 9 luglio, vedono Joe Biden superare Donald Trump di circa 9 punti percentuali. Un dato ovviamente negativo ma che potrebbe essere bilanciato da una scarsa affluenza alle urne che, tradizionalmente, tende ad avvantaggiare i Repubblicani e che negli Stati Uniti tende verso il basso. Basti pensare che, prendendo in esame le consultazioni presidenziali svoltesi tra il 1996 ed il 2016, ha oscillato tra il 49 per cento ed il 58 per cento degli aventi diritto. Trump ha una strada verso la vittoria e quella strada passa per la sua base elettorale, che lo ha eletto nel 2016 e che, secondo lo stesso Capo di Stato, costituirebbe una sorta di maggioranza silenziosa: la classe media bianca di mezza età degli Stati Uniti rurali.

Economia, Biden e i giovani

Il successo di Donald Trump non può prescindere da tre fattori: una ripresa economica significativa nella seconda parte dell’anno, uno o più errori commessi da Joe Biden o dagli organizzatori della sua campagna elettorale ed il riuscire a motivare la propria base elettorale nel recarsi alle urne. Una riduzione della disoccupazione ed un ritorno alla crescita sembrano, al momento, fuori discussione mentre Joe Biden, pur non brillando, è riuscito ad evitare passi falsi clamorosi. Il Capo di Stato può però sperare che le fasce elettorali a lui più ostili, come i giovani, disertino le urne. E non sarebbe la prima volta. Nel 2016, ad esempio, appena il 46 per cento di chi aveva tra i 18 ed i 29 anni ha preso parte alle elezioni presidenziali mentre questa percentuale è aumentata esponenzialmente al crescere dell’età fino a raggiungere il 70.9 per cento tra chi ha più di 65 anni. Biden non sembra quel candidato funambolico in grado di entusiasmare i giovani. Forse ciò accade sulla carta ma a contare saranno le schede depositate il giorno delle elezioni e Trump può contare sul supporto granitico mostratogli dai Repubblicani. Il presidente dovrà ora cercare di elaborare una strategia per conquistare cuori e menti di quel 5-8 per cento di americani necessari per poter ottenere la vittoria.

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