40 miliardi di dollari per il 40% dei voti: si può riassumere in questo modo l’esito delle elezioni legislative di metà mandato in Argentina, dove la coalizione La Libertà Avanza, guidata dal presidente Javier Milei, si è assicurata una netta vittoria contro la sinistra peronista del Partito Giustizialista.

Vince la destra, sinistra KO in Argentina

40,7%, per la precisione, la quota di voti raggiunta dal campo conservatore e libertario del capo di Stato di Buenos Aires, un margine di nove punti un mese dopo la durissima sconfitta alle elezioni amministrative che aveva fatto traballare la sua leadership e, soprattutto, poche settimane a valle del salvataggio statunitense di un’economia e di una borsa sommerse dalla crisi del Paese.

Ricevendo, due settimane fa, alla Casa Bianca l’omologo argentino il presidente Usa Donald Trump aveva ribadito il suo sostegno all’agenda neo-liberista di riforma economica e apertura al mercato del Paese del Cono Sud, scommettendo sul piano di salvataggio dell’Argentina e spingendo al rialzo la borsa, che in un mese ha guadagnato il 18%.

Come nota il Clarin, “la coalizione di Milei ha ancora bisogno del sostegno di circa 15 rappresentanti per raggiungere il quorum necessario per aprire una sessione e approvare le leggi, ma aver superato un terzo della Camera permetterà a Milei  di dissipare lo spettro dell’impeachment e di assicurarsi la protezione dal veto all’azione presidenziale” da parte del Congresso argentino. 

La riscossa di Milei

Milei è riuscito, in poco tempo, a far dimenticare scandali come quello della criptovaluta Libra e quello del caso delle tangenti all’Agenzia Nazionale della Disabilità e a tirare una linea oltre le difficoltà economiche degli ultimi mesi. In un certo senso, quello argentino è stato un voto di fiducia sul piano proposto da Trump e dal segretario al Tesoro Scott Bessent per stabilizzare l’economia argentina e sulla proposta di Milei di puntare sul legame con i partner diretti del Paese come alternativa al confronto con il Fondo Monetario Internazionale.

Il risultato è stato festeggiato apertamente da molti investitori. “Sui mercati valutari basati sulle criptovalute, dove il peso argentino viene scambiato 24 ore su 24, il peso si è rafforzato di oltre il 9% rispetto al dollaro, invertendo la sua recente debolezza”, nota il Financial Times. La grande finanza internazionale ha sottolineato la sua contentezza per il risultato di Milei. “L’entità della vittoria di Milei si colloca al livello più ottimistico delle aspettative pre-elettorali. Il suo partito detiene ora il capitale politico necessario per accelerare le riforme strutturali. Milei è ora in grado di portare avanti un ambizioso programma di deregolamentazione”, ha detto a Reuters Alejo Czerwonko, responsabile per i mercati emergenti americani di Ubs Gloal Wealth Management.

L’obiettivo Usa: Milei come faro per la regione

Del resto, questo è il motivo di fondo per cui Trump ha sostenuto Milei: un successo del presidente argentino rappresenterebbe un successo dello stesso Trump. Un’avanzata dell’agenda di riforma pro-mercato del presidente aprirebbe la strada agli investimenti americani e del resto anche Bessent ha fatto capire che, come ricorda Politico, ” se l’Argentina continuerà a perseguire le politiche favorevoli al mercato e attente al bilancio avviate da Milei, il sostegno arriverà” in continuazione.

L’obiettivo? Per la testata, “Washington ha interesse a vedere Milei avere successo non solo perché stabilizzerà l’Argentina, ma anche perché il suo successo fungerà da faro per gli altri paesi del continente”, che nel 2026 vedrà andare al voto Brasile, Cile e Colombia proprio mentre gli Usa provano a riprendere spazio nel loro storico cortile di casa. Di cui Milei si è offerto per essere uno dei guardiani.

Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

Abbonati e diventa uno di noi

Se l’articolo che hai appena letto ti è piaciuto, domandati: se non l’avessi letto qui, avrei potuto leggerlo altrove? Se pensi che valga la pena di incoraggiarci e sostenerci, fallo ora.

Non sei abbonato o il tuo abbonamento non permette di utilizzare i commenti. Vai alla pagina degli abbonamenti per scegliere quello più adatto