La geopolitica della corsa allo spazio
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Peter Thiel è tornato a fianco di Donald Trump. Il tycoon di origini tedesche, 54 anni, co-fondatore di Paypal e volto conservatore della Silicon Valley, è pronto a lasciare il cda di Meta a maggio per concentrarsi sulle prossime elezioni di metà mandato e sostenere i candidati del Gop più vicini all’ex presidente Donald Trump, secondo numerose indiscrezioni emerse negli ultimi giorni. Come ricorda Business Insider, Thiel  ha creduto nella piattaforma Facebook sin dall’inizio, essendo entrato a far parte dell’azienda nell’aprile 2005 dopo aver stanziato circa 500.000 dollari per poco più del 10% delle azioni.

È diventato un mentore e confidente del fondatore Mark Zuckerberg, che ha attribuito a Thiel il merito di avergli insegnato come guidare la sua azienda. “Sono profondamente grato per tutto ciò che ha fatto per la nostra azienda, dal credere in noi quando pochi altri lo avrebbero fatto, all’insegnarmi così tante lezioni sugli affari, l’economia e il mondo”, ha dichiarato Zuckerberg in una nota. Il fondatore di Facebook ha poi aggiunto, a proposito del magnate conservatore: “Abbiamo sempre saputo che a un certo punto avrebbe dedicato il suo tempo ad altri interessi”. In una dichiarazione resa nota lunedì, il diretto interessato ha sottolineato: “È stato un privilegio lavorare con uno dei grandi imprenditori del nostro tempo. L’intelligenza, l’energia e la coscienziosità di Mark Zuckerberg sono straordinarie. I suoi talenti serviranno bene a Meta mentre guida l’azienda in una nuova era”. Secondo il New York Times, Thiel vede le prossime elezioni di medio-termine come cruciali per cambiare la direzione del Paese, e per questo motivo sosterrà i candidati che porteranno avanti l’agenda politica dell’ex presidente Donald J. Trump. 

Uno dei maggiori donatori del partito repubblicano

Sempre secondo quanto riporta il Nyt, l’imprenditore e co-fondatore di Paypal nell’ultimo anno è diventato uno dei maggiori donatori del partito repubblicano. Di recente ha versato 10 milioni di dollari alle campagne di Blake Masters, che si candida per un seggio al Senato in Arizona, e JD Vance, che invece si candida, sempre al Senato, ma in Ohio. Ma secondo il Corriere della Sera, Thiel scommette anche su Ted Cruz, senatore ultra-conservatore del Texas, sul leader dei repubblicani alla Camera Kevin McCarthy e sui candidati che cercano di defenestrare i deputati del Grand Old Party che hanno votato a favore dell’impeachment di Donald Trump, a partire da Liz Cheney, figlia dell’ex vicepresidente Dick Cheney e acerrima nemica di The Donald.

Ma chi è Peter Thiel e perché vuole aiutare Trump nella sua vendetta? L’imprenditore è stato uno dei pochi magnati della Silicon Valley liberal a sostenere pubblicamente la campagna presidenziale di Trump nel 2016. È stato uno dei pochissimi volti della Valley – se non l’unico –  a esprimere pubblicamente il suo disaccordo nei confronti delle piattaforme hi-tech che intendono “limitare” e “moderare” il discorso pubblico su spinta dei democratici, manifestando il suo pieno sostegno nei confronti del free speech e della piena libertà d’espressione, senza limitazioni o censure. Dopotutto, come ha dichiarato lui stesso a un evento pubblico nei mesi scorsi, “meglio le teorie cospirative dei QAnon e del Pizzagate che un ministero della Verità”. 

La Silicon Valley? “Un stato a partito unico”

Forbes inserisce l’imprenditore repubblicano alla posizione 273 degli uomini più ricchi del pianeta con un patrimonio di 2,7 miliardi di dollari. Oltre a essere co-fondatore di Paypal, è amministratore delegato della società di venture capital, Founders Fund. Ha investito in Airbnb e in Affirm, così come in Stripe e SpaceX. Ha co-fondato Palantir Technologies, società di software specializzata nell’analisi dei big data, ed è stato uno dei primi grandi investitori di Facebook, a dimostrazione del suo invidiabile fiuto per gli affari che lo ha reso uno degli uomini più ricchi del mondo. Come tutti i magnati che si rispettino negli Stati Uniti, ha una sua fondazione filantropica, la Thiel Foundation, che offre 100 mila dollari ogni due anni a un piccolo numero di imprenditori per perseguire i propri sogni di gloria. A differenza di altri tycoon della Silicon Valley non abita nella progressista San Francisco ma dal 2018 si è trasferito a Los Angeles dopo aver definito la Silicon Valley “uno stato a partito unico”.

La visione di Thiel

È ancora una volta il New York Times a descrivere la visione del mondo del noto imprenditore hi-tech. Secondo Peter Thiel, infatti, sostenere Donald Trump è il modo migliore per affrontare un establishment e una globalizzazione che hanno fallito e per contrastare una politica migratoria che danneggia la classe media americana. Di recente ha preso parte ad almeno sei raduni conservatori e libertari nei quali ha criticato apertamente il Partito Comunista Cinese, individuando in Pechino il pericolo numero uno per la sicurezza nazionale del Paese e per la sua economia. Anche se non ha pubblicamente sostenuto Donald Trump nel 2020 come aveva fatto nel 2016, continua ad avere un ottimo rapporto di amicizia con The Donald. I due si sono incontrati di recente a New York e presso la villa di Mar-a-Lago di Trump a Palm Beach, Florida. Thiel avrebbe inoltre finanziato una società di app gestita da John McEntee, uno dei più stretti collaboratori di Donald Trump.

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