Dopo un periodo di relativo silenzio, ora possiamo dirlo: Donald Trump è tornato. Scampato al secondo tentativo di impeachment dopo essere stato accusato dai democratici di aver istigato l’assalto al Campidoglio di Washington dello scorso 6 gennaio, bannato dalle piattaforme social – Facebook, Twitter, YouTube – l’ex Presidente Usa, dalla Florida, è tornato alla carica bocciando il piano di Joe Biden sulle infrastrutture definendolo “un omaggio alla Cina”. In un comunicato pubblicato sul suo nuovo sito 45office, The Donald ha sottolineato che il piano di Biden avrà effetti nefasti per i lavoratori americani: “Schiaccerà i lavoratori americani e decimerà la produzione statunitense, concedendo allo stesso tempo privilegi fiscali speciali a multinazionali straniere”.

Trump: “Aumento delle tasse, tradimento dei globalisti”

“Questo aumento delle tasse è un classico tradimento globalista da parte di Joe Biden e dei suoi amici: i lobbisti vinceranno, gli interessi speciali vinceranno, la Cina vincerà, i politici di Washington e i burocrati del governo vinceranno, ma le famiglie americane laboriose perderanno”, ha aggiunto. Secondo l’ex inquilino della Casa Bianca “il crudele e spietato attacco di Biden al sogno americano non deve diventare legge”. Trump ha poi voluto sottolineare che “la nostra economia sarà distrutta”, come il “confine meridionale”, con un riferimento alla gestione dei flussi migratori da parte dell’amministrazione Biden alla frontiera con il Messico.

La proposta di Biden, l’American Jobs Plan, presentata mercoledì pomeriggio a Pittsburgh, in Pennsylvania, sarebbe parzialmente finanziata aumentando l’aliquota dell’imposta sulle società dal 21% al 28% e l’imposta minima dal 13% al 21% circa, misure che invertono le Riduzioni fiscali 2017 volute proprio dall’ex Presidente Usa. Il piano prevede una spesa di circa 2 trilioni di dollari nel corso di otto anni, con gli aumenti delle tasse che coprono i costi per un periodo di quindici anni. “Il piano radicale di Joe Biden per attuare il più grande aumento delle tasse nella storia americana è un enorme omaggio alla Cina e a molti altri Paesi, che dislocheranno migliaia di fabbriche, milioni di posti di lavoro e trilioni di dollari in queste nazioni competitive”, ha detto Trump.

E l’lex Presidente Usa punta a creare una piattaforma social

Come evidenziato da IlGiornale.it, l’ex Presidente degli Stati Uniti Donald J. Trump non solo non può avere un account su Facebook e Instagram – oltre a YouTube – ma non può nemmeno essere intervistato. Caso emblematico l’intervista di Lara Trump, moglie del figlio dell’ex Presidente Usa, Eric, pubblicata sulla sua pagina Facebook e subito rimossa. Nell’intervista, durata circa 18 minuti, e pubblicata fra i podcast di Lara Trump, il tycoon è tornato a prendere di mira i social network e i media mainstream per aver censurato lo scandalo del computer di Hunter Biden, figlio del Presidente Usa Joe Biden: ha poi criticato l’agenda green del suo successore e si è scagliato contro la cancel culture imperante e contro il politicamente corretto. Tutto in perfetto stile Trump.

Sempre a proposito dei social media, secondo Fox News, l’ex Presidente Usa e il suo team starebbero studiando il lancio di una nuova piattaforma social alternativa a Big Tech e finanziata dallo stesso The Donald. “Stiamo andando avanti”, ha confermato una fonte alla rete vicina al partito repubblicano. “E il presidente Trump avrà la sua voce indietro, in un modo o nell’altro”.