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Politica

Malesia, quelle strane connessioni dietro al matrimonio del sovrano

Cambiare vita per amore? A volte lo si sogna, sia per la voglia di trovare una persona diversa rispetto a quelle che si incontrano nella quotidianità, oppure semplice volontà di dare una sferzata importante alla propria esistenza. E chissà se...

Cambiare vita per amore? A volte lo si sogna, sia per la voglia di trovare una persona diversa rispetto a quelle che si incontrano nella quotidianità, oppure semplice volontà di dare una sferzata importante alla propria esistenza. E chissà se a Re Muhammed V di Kelantan, sovrano della Malesia, forse la vita tra i palazzi del potere di Kuala Lumpur semplicemente inizia ad un certo punto ad andare stretta. O magari il fascino di una ragazza straniera di 25 anni è tale da offuscare responsabilità e doveri derivanti dalla sua “prima” vita, quella cioè di capo di Stato di una delle nazioni più rampanti del sud est asiatico. Fatto sta che, dopo un mistero lungo diverse settimane, il 6 gennaio scorso diventa ufficiale l’abdicazione di Muhammed V. L’oramai ex sovrano preferisce andare via dalla Malesia e sposare miss Mosca, ragazza di 25 anni conosciuta un anno e mezzo fa. Oksana Voevodina, questo il suo nome, è in effetti molto bella, descritta anche come intelligente ed in tasca avrebbe una laurea in economia ottenuta nella capitale russa. Lei, per amore di lui, si è anche convertita all’Islam. Ma pur convertita, il suo passato fatto di reality show e foto giudicate fin troppo sexy dal palazzo reale, dicono a Kuala Lumpur, pongono il Re davanti una scelta: o la corona od il matrimonio. Muhammed V opta per la seconda opzione.

A questo punto, tra i sudditi ma anche tra tutti i curiosi in giro per il mondo che iniziano a cercare sui motori di ricerca le foto dell’ex modella russa, scatta la fatidica domanda: Muhammed V ha fatto bene od ha fatto male a lasciare il trono? E soprattutto, ci vuole più coraggio a rimanere controvoglia in sella ad un paese in cui si ha la corona, oppure a cambiare effettivamente vita? 





L’abdicazione in un momento delicato per la Malesia

Certo è che non si tratta solo di amore. Quando di mezzo ci sono teste coronate o capi di governo, gli affari di cuore diventano anche affari di Stato. Certo, chi in passato si “appassiona” alle vicende di Carlo e Lady Diana in Inghilterra oppure a quelle relative a Monica Lewinsky ed alle amanti dell’ex presidente Clinton negli Usa, lo fa indubbiamente per l’innata voglia di sbirciare tra le pagine del gossip più curiose. Ma è ben noto come gli esempi prima citati diventino immancabilmente questioni che investono le sfere politiche ed istituzionali. Non è da meno la “fuitina”, come si direbbe in Sicilia, del sovrano malese. Lui, salito al trono nel 2016, deve restare a Kuala Lumpur per altri due anni prima di tornare nel suo regno. La Malesia infatti è una monarchia federale, il Re viene scelto tra i nove sovrani di altrettanti Stati monarchici che compongono la federazione malese. Un mandato di cinque anni, poi per l’appunto si ritorna nel regno di riferimento. Ma per Mohammed V, sovrano del Regno federato di Kelantan, altri due anni nella capitale malese come Re ad un certo punto non rientrano più nei suoi piani. 

Dopo aver conosciuto Oksana Voevodina, decide di pensare unicamente ai suoi affari di cuore. Che qualcosa tra i palazzi del Regno non quadra, lo si capisce a novembre quando il Re risulta in congedo dalle sue funzioni per problemi di salute non meglio specificati. Il rientro è previsto il 1 gennaio, ma di Mohammed V nessuna traccia. In compenso, iniziano a circolare voci e soprattutto foto sul suo matrimonio con l’ex miss Mosca. Il 6 gennaio arriva l’ufficialità: il Re abdica. Il sovrano, 49 anni compiuti ad ottobre, sposa la ragazza russa a Mosca. E lo fa in un momento in cui la Malesia non se la passa proprio al meglio. Il paese è alle prese con uno degli scandali finanziari più gravi di sempre nel continente asiatico e non solo. Si indaga infatti sui conti della Malaysia Development Berhad, società di sviluppo gestita dal governo, da cui risultano spariti almeno tre miliardi di Dollari. Somme probabilmente in gran parte intascate dall’ex primo ministro Najib Razak, delfino dello storico premier Mohamad Mahathir, capo di governo dal 1981 al 2003 e protagonista indiscusso della politica malese.

A causa di questo scandalo, Razak perde le elezioni del maggio scorso ed il suo partito per la prima volta è all’opposizione. A vincere è incredibilmente proprio Mohamad Mahathir, che a 92 anni diventa nuovamente premier dopo aver fondato una nuova coalizione. Tra il vecchio/nuovo primo ministro e Mohammed V non corre proprio buon sangue. Anzi, il rapporto tra i vari sovrani e Mahathir risulta spesso conflittuale. Chissà se il ritorno al potere dell’anziano premier abbia o meno influito sulla scelta del Re di abdicare. Fatto sta che il paese adesso si trova ad affrontare una crisi così importante, che mina la credibilità non solo del precedente primo ministro ma delle istituzioni statali nella loro interezza, con un sovrano che abdica e sceglie di ritirarsi a vita privata nel mezzo della tempesta. Certo, il coraggio a Mohammed V non è mancato nel rinunciare a tutto e nel seguire una scelta di cuore. Ma non si può dire che, nel complesso, la sua sia una scelta destinata a dare ai malesi nuova fiducia verso uno Stato di gran lunga messo in discussione.

Gli scenari futuri

In Malesia, come detto, il Re si sceglie tra i nove sovrani delle nove monarchie che compongono lo Stato federale. Si vota tra i nove nomi rappresentanti altrettante casate. Quasi un conclave, con tanto di schede bruciate al termine delle votazioni. I cittadini a Kuala Lumpur non aspettano fumate nere o bianche in piazza, ma l’elezione qui ha un solenne significato tanto quanto quella per il pontefice in Vaticano. Tanto che il Re viene chiamato “Yang di-Pertuan Agong“, letteralmente “Sovrano dei Sovrani eletto”. Anche perché il regnante ha anche una certa importanza sotto il profilo religioso e nel rapporto con le autorità islamiche locali. La Malesia deve eleggere in fretta un nuovo Yang, per fine gennaio è convocata la prima votazione. La necessità adesso per i nove re in lizza è ridare autorevolezza all’istituzione dopo le abdicazioni di Mohammed V. 

Qualche movimento dinastico anticipa forse importanti indiscrezioni circa il futuro nome del Re. Nello Stato del Pahang infatti, si registra un’altra abdicazione. Questa volta non c’è nessun matrimonio segreto in vista, ma solo l’anzianità del sovrano uscente di quel regno che lascia al figlio Abdullah. Ed è lui il più popolare tra i nove sovrani che si contendono la corona. Abdullah di Pahang infatti, è presidente della locale federazione calcistica, nonché membro del comitato esecutivo della Fifa. Da anni parla della possibilità della Malesia, uno dei primi Stati asiatici emergenti ad applicare la strategia del “soft power” organizzando già dal 1999 gran premi di Formula Uno e motomondiale, di ospitare un grande evento sportivo proponendo il suo paese per i mondiali di calcio del 2034. Potrebbe essere lui il successore di Mohammed V, ma a prescindere a Kuala Lumpur adesso si fanno scongiuri: un’altra miss o un altro amore segreto ed il regno, questa volta, potrebbe vacillare sul serio. 

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