L’amministrazione presidenziale di Volodymyr Zelensky, carismatico leader eletto Capo di Stato nell’aprile 2019 ed ex attore, sta attraversando una fase politica piuttosto turbolenta, che potrebbe avere ricadute sull’azione di governo. Il primo ministro Oleskiy Honcharuk, membro di Servo del Popolo, il partito di Zelensky che occupa la maggioranza dei seggi in Parlamento, ha infatti lasciato l’incarico e dovrebbe essere sostituito dal suo vice Denys Shmyhal, un ex imprenditore ed impiegato nell’amministrazione pubblica. Secondo alcuni il Capo di Stato sarebbe insoddisfatto delle performance in ambito economico dell’esecutivo ma in realtà non è del tutto chiaro il reale motivo che ha portato alle dimissioni del premier. Il tasso di approvazione di Zelensky è però in calo ed un rimpasto dell’esecutivo (dovrebbero lasciare anche altri ministri) potrebbe essere una tattica politica adottata dal presidente per guadagnare tempo.

Le crisi

La dipartita di Honcharuk, il più giovane primo ministro della storia ucraina, è giunta pochi giorni dopo l’incontro che ha avuto luogo tra Kiev ed esponenti del Fondo monetario internazionale in merito ad un prestito di 5.5 miliardi di dollari che dovrebbe essere erogato all’Ucraina per sostenerne la ripresa economica. Le parti non sarebbero ancora riuscite a trovare un accordo a causa di divergenze  su alcune disposizioni legislative che dovrebbero essere adottate dalle autorità ucraine e pertanto il prestito non è ancora stato sbloccato. La necessità di far ripartire l’economia nazionale è, però, solo uno dei problemi che Zelensky si trova ad affrontare. C’è la necessità di porre fine al conflitto nel Donbass che si trascina ormai da anni e che ha provocato oltre tredicimila morti e gravissimi danni infrastrutturali alle regioni colpite. Il presidente non ha lesinato sforzi in tal senso ed effettivamente si è riavvicinato progressivamente a Mosca, abbassando le tensioni nella regione e creando un clima più positivo per una risoluzione della guerra nell’Est del Paese. La moderazione di Zelensky, però, non è piaciuta a tutti e ciò si è riflesso sulla popolarità del Capo di Stato.

Le prospettive

L’operato del presidente ucraino incontrava, nel mese di settembre 2019 (a cinque mesi dalla sua elezione), il consenso di circa il 73 per cento della popolazione del Paese. Questo dato, però, ha subito un netto calo nei mesi successivi arrivando a toccare il 52 per cento a novembre ed il 49 per cento ad inizio gennaio, secondo quanto riferito da un sondaggio diffuso nel Paese. Servo del Popolo, il partito del Capo dello Stato, non ha invece subito un calo così netto del tasso di approvazione: aveva ottenuto il 43 per cento dei voti alle consultazioni legislative di luglio 2019 e si attestava intorno al 39 per cento delle intenzioni di voto ad inizio gennaio. Il carismatico presidente ucraino dovrà compiere, nei prossimi mesi, un grande sforzo, anche a livello di comunicazione, per raggiungere gli obiettivi prefissati.