Russia e Cina hanno rinnovato il Trattato di buon vicinato, amicizia e cooperazione firmato 20 anni fa, lanciando un chiaro messaggio agli Stati Uniti. Nello stesso momento in cui Vladimir Putin e Xi Jinping annunciavano al mondo intero il rafforzamento della loro partnership strategica, sull’infuocato confine sino-indiano si stavano registrando strani movimenti militari. Con un’azione lampo, tra uomini e aerei da combattimento, l’India ha trasferito 50 mila truppe nei pressi del bordo cinese, dove adesso sarebbero presenti ben 200 mila soldati, il 40% in più rispetto a un anno fa. La mossa di Narendra Modi, sostengono fonti interne al governo indiano, non sarebbe altro che una risposta a Pechino. Che, a sua volta, avrebbe spostato forze aggiuntive da Tibet e Xinjiang nelle aree contese lungo l’Himalaya.

Qualche giorno prima, invece, Putin e Joe Biden si sono incontrati in un importante vertice bilaterale in quel di Ginevra. Il faccia a faccia tra i due è sicuramente servito per chiarire diverse questioni rimaste in sospeso, dal caso Navalny al New Start passando per il tema dei diritti umani. Ma, per lo meno indirettamente e dal punto di vista del leader del Cremlino, quel meeting può essere letto come un avvertimento a Pechino. Detto in altre parole, la Russia – che sa di rappresentare la parte più debole dell’alleanza con la Cina – ha fatto capire ai cinesi di poter teoricamente giocare una partita anche sul tavolo americano. E, se per qualche motivo Washington riuscisse a calamitare Mosca, o per lo meno ad allontanarla dall’abbraccio cinese, per il Dragone potrebbero essere guai seri.

Un’alternativa per Mosca

Sia chiaro: difficilmente la Russia mollerà la Cina per intraprendere un complicato riavvicinamento agli Stati Uniti. A maggior ragione dopo l’estensione dell’ultimo trattato di cooperazione. Eppure Biden ha nel suo arco alcune frecce spendibili per cercare quanto meno di danneggiare la profonda “amicizia” russo-cinese. Innanzitutto Washington ha dalla sua il jolly dell’allentamento delle sanzioni economiche. Dopo di che, il governo americano potrebbe fare da garante per una sorta di pacificazione tra la Russia e l’Unione europea.

Non è finita qui, perché bisogna considerare attentamente il legame che unisce Mosca a Nuova Delhi, con quest’ultima che potrebbe giocare un ruolo più rilevante di quanto non si possa immaginare. Già, perché nei mesi precedenti il Cremlino si è detto disponibile a offrire all’India un pacchetto di modernizzazione in ambito militare. Le parti hanno parlato di ipotetici contratti di fornitura di Mig-29 e Sukhoi Su-30Mki, ma anche di unità del sistema di difesa missilistica S-400. La pandemia di Covid-19 ha inoltre avvicinato Russia e India anche dal punto di vista sanitario, visto che è stata trovata la fumata bianca per la produzione del vaccino Sputnik nel territorio indiano.

Rischio accerchiamento

Nel caso in cui gli Stati Uniti riuscissero a mantenere aperto un canale duraturo con la Russia, e qualora Mosca e Nuova Delhi dovessero avvicinarsi sempre di più, Washington potrebbe “utilizzare” strategicamente questi due Paesi in chiave anti Cina. A quel punto Pechino si ritroverebbe circondata, pressata da un lato dalla spina indiana, e dall’altra dall’ambigua posizione russa. Restano tuttavia da chiarire alcuni aspetti fondamentali ai fini del completamento della seguente analisi.

Intanto bisogna mettersi nei panni della Russia: come dovrebbe comportarsi Mosca per ottenere i migliori vantaggi? Difficile immaginare la netta rottura del Cremlino con Pechino; più probabile un suo graduale e tiepido avvicinamento con Washington, senza tuttavia vanificare l’alleanza con l’alleato cinese. Rimane poi la prospettiva indiana. Le tensioni con la Cina potrebbero spingere sempre di più Modi a cementare l’alleanza con gli Usa nel Quad e, al contempo, esplorare i rapporti con Mosca. Ultima considerazione: non sappiamo chi, tra russi e cinesi, abbia spinto di più per prolungare il trattato di cooperazione. Di sicuro, la recente intesa è servita alla Cina per prevenire il rischio di un accerchiamento.

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