La pandemia non placa lo scontro politico in atto fra Stati Uniti e Venezuela. Come ha dichiarato oggi il segretario di Stato americano Mike Pompeo, secondo quanto riportato dall’agenzia Adnkronos, se le parti politiche in Venezuela arriveranno a “formare un governo di transizione che svolga elezioni credibili entro un anno”, gli Stati Uniti allora sarebbero “disponibili a revocare tutte le sanzioni”. Pompeo ha sottolineato che questa “rappresenta un’opportunità per il popolo venezuelano”. Il Segretario di Stato ha inoltre spiegato che gli Stati Uniti non hanno abbandonato la loro visione: per l’amministrazione Trump, infatti, “Maduro deve andarsene”. Il piano Usa è stato discusso dal Presidente Donald Trump nella sua telefonata di ieri con Vladimir Putin, uno dei sostenitori di Maduro insieme a Cina e Cuba.

Petrolio e coronavirus: gli Usa sperano che Maduro imploda

Mike Pompeo, riporta la Reuters, ha formalmente annunciato la proposta di una “transizione democratica” dell’amministrazione americana per il Venezuela, che offre per la prima volta una “via di uscita graduale” dalle severe sanzioni statunitensi, incluso il settore petrolifero vitale, se Maduro e i suoi alleati collaboreranno. Tuttavia, non sarà facile portare Maduro su una strada di riconciliazione politica con il leader dell’opposizione, Juan Guaido, riconosciuto dagli Stati Uniti e da oltre 50 altri paesi come legittimo presidente ad interim.

La forte resistenza di Maduro – che ha l’appoggio dei militari – è diventata una fonte di frustrazione per il presidente Donald Trump, hanno detto privatamente funzionari statunitensi citati dalla Reuters. L’amministrazione americana spera tuttavia che il crollo del prezzo del petrolio e la pandemia convincano il presidente Maduro a desistere. “Forse questa pressione porterà a una discussione seria all’interno del regime” ha spiegato alla Reuters il rappresentante speciale degli Stati Uniti per il Venezuela, Elliott Abrams. La proposta degli Stati Uniti, approvata dallo stesso Donald Trump, prevede che Maduro “si faccia da parte” e che l’Assemblea nazionale elegga “un governo di transizione inclusivo accettabile per le principali fazioni”.

Il futuro di Maduro

Lo stesso Abrams ha spiegato alla Reuters che il piano dell’amministrazione Trump non prevede che Nicolas Maduro venga esiliato e ha spiegato che potrebbe “correre” alle eventuali elezioni. Tuttavia, Mike Pompeo ha insistito sul fatto che “Nicolas Maduro non governerà mai più il Venezuela”, benché abbia rimarcato il fatto che l’amministrazione americana spera che l’attuale presidente del Venezuela prenda sul serio la proposta. Le possibilità che il Partito Socialista di Unito di Maduro accolga il piano di Pompeo sono vicine allo zero. Il deputato socialista Saul Ortega ha definito la proposta degli Stati Uniti una “pericolosa escalation contro il nostro popolo”.

Al contrario, le autorità venezuelane intendono processare l’uomo sostenuto da Washington. Il Procuratore Generale del Venezuela, Tarek William Saab, ha invitato l’autoproclamato presidente Juan Guaidò a presentarsi davanti alla corte questo giovedì: il capo dell’opposizione è finito sotto inchiesta ed è accusato di aver ordito un colpo di stato.