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Abolizione dei tamponi per i viaggiatori internazionali di ritorno dai Paesi verdi ed ambra (quelli a minor rischio), nessun passaporto sanitario per prendere parte ai grandi eventi oppure per andare in discoteca, possibile abrogazione, nel prossimo futuro, di alcune prerogative straordinarie contenute nel Coronavirus Act (2020) come quella che consente di chiudere interi settori dell’economia o di porre limiti agli eventi. Il premier inglese Boris Johnson, che guarda con attenzione a quanto potrà accadere nei mesi invernali, sta preparando una strategia per fronteggiare il Covid-19 e non ha intenzione di farsi trovare impreparato. Tra gli impegni che verranno assunti ci sarà anche quello di vaccinare a tappeto la fascia di età compresa tra i 12 ed i 15 anni, il rifiuto di un nuovo lockdown, la possibilità di introdurre alcune restrizioni, come le mascherine al chiuso, qualora aumentino i casi. La vera domanda, però, è se queste contromisure si riveleranno sufficienti o meno.

Il punto della situazione

Il Regno Unito ha uno dei tassi di vaccinazione più alti del mondo, con più del 65 per cento della popolazione che ha ricevuto due dosi di un vaccino in grado di offrire protezione nei confronti del Covid-19. Quarantotto milioni di adulti hanno ricevuto almeno una dose ma il Joint Committee on Vaccination and Immunization, un comitato consultivo di esperti indipendenti che fornisce consulenza ai dipartimenti sanitari del Regno Unito, ha deciso di non raccomandare le vaccinazioni a sei milioni di adolescenti di età compresa tra i 12 ed i 15 anni.

Il numero di morti provocate dal Covid oscilla intorno alle cento al giorno, anche se in alcune occasioni ha superato questa soglia. Si tratta di cifre decisamente più basse di quelle invernali, quando i decessi giornalieri erano anche mille ma più alte di quelle della primavera quando le morti non superavano le 40. Il numero di nuovi casi giornalieri sta crescendo velocemente (ed in maniera allarmante) fino a toccare i 41mila nell’arco di ventiquattro ore.

Il tasso medio di ricoveri ospedalieri, tra le persone che hanno ricevuto una diagnosi di Covid-19, è stato di 7.40 su 100mila nella settimana che si è conclusa il 5 settembre e la sua scorporazione per fasce di età offre spunti interessanti. Il tasso di ammissione tra i gruppi di età più giovane sono simili a quelli osservati a metà gennaio mentre per quanto riguarda gli over 85 è otto volte inferiore rispetto al picco di gennaio mentre per chi ha tra i 45 ed i 54 anni è quattro volte inferiore. Quanto accaduto negli ultimi mesi ha dato adito ad un crescente ottimismo che riguarda la variante Delta, molto contagiosa, che potrebbe essere tenuta a bada da alti tassi di vaccinazione e da una certa cautela pubblica.

Lo stato d’animo dei Tories

I Tories, come ricordato dallo Spectator, godono di ottima salute nonostante siano passati due anni dalla travolgente vittoria alle elezioni generali e ben undici anni dalla conquista del potere. Si tratta di un dato fotografato dai sondaggi che vedono il Partito Conservatore molto più avanti di quello Laburista. Ad aiutarli ci sono anche gli errori commessi dagli avversari politici ed un leader dell’opposizione, Keir Starmer, molto poco amato. Non tutte le cose vanno per il verso giusto dato che non si può ignorare l’elefante nella stanza chiamato Covid. In Inghilterra non ci sono più restrizioni, escluso l’obbligo di isolarsi per chi risulta positivo, per chi è vaccinato oppure ha meno di 18 anni. Ci sono, però, preoccupazioni per quanto riguarda l’autunno e per quello che potrebbe significare per i casi. Il ritorno a scuola potrebbe provocare un’impennata di Covid proprio come accaduto in Scozia, dove le attività sono già riprese. Il livello di immunità raggiunto dalla popolazione dovrebbe contribuire a rendere la situazione gestibile ed il sistema sanitario dovrebbe reggere all’urto dato che è stato indebolito il legame tra infezioni ed ospedalizzazioni. L’economia potrebbe, però, risentirne come dimostrato dal rallentamento della ripresa di luglio. Più persone potrebbero decidere di stare a casa e di non spendere denaro.

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