Altro che “bazooka”: l’amministrazione Trump è pronta a varare un piano “salva America” epocale per fronteggiare l’emergenza coronavirus che prevede di stanziare 3mila dollari a famiglia. Il segretario al Tesoro Steven Mnuchin, intervenuto su Fox News, si è detto fiducioso che il piano sarà presto approvato dal Congresso e troverà l’appoggio bipartisan dei democratici e dei repubblicani. Mnuchin ha illustrato i vari aspetti del piano su cui stanno attualmente lavorando i legislatori. Innanzitutto ci saranno dei “prestiti di mantenimento delle piccole imprese”, che garantirebbero alle piccole imprese due settimane di flusso di cassa per pagare i dipendenti.

“Ciò consentirà alle piccole imprese di mantenere le persone e assicurarsi che quando apriremo l’economia, saranno attive e funzionanti” ha spiegato. “Il pacchetto – ha sottolineato il ministro parlando del maxi provvedimento di 4 mila miliardi di dollari – consentirà alla Federal Reserve di usare l’imponente stanziamento per consentire ad una larga base dell’economia americana di affrontare i prossimi 90-120 giorni”. In uno scenario a lungo termine, ha rimarcato il ministro Usa, ci si aspetta che l’economia americana possa riprendersi una volta terminata l’emergenza. “Quello che dobbiamo fare è avere un ponte per superare questo. E questa non è una crisi finanziaria che andrà avanti per anni”.

Già stanziati 8,3 miliardi di dollari

Come riportava La Repubblica qualche giorno fauna prima tranche di spesa pubblica legata all’emergenza coronavirus è già stata approvata dal Congresso e firmata dal presidente: si tratta degli 8,3 miliardi di aiuti immediati alle agenzie sanitarie direttamente impegnate nella lotta all’ epidemia. Una seconda tranche di 50 miliardi è stata sbloccata dalla Casa Bianca con la dichiarazione dello stato di emergenza ed è andata alla protezione civile (Federal Emergency Management Agency), più alcuni sussidi alle piccole imprese perché paghino il salario ai dipendenti in malattia.

A questo si aggiunge il fatto che ieri il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump ha annunciato un ulteriore aumento degli aiuti concessi dal governo federale a New York, California e Washington, i tre Stati del paese maggiormente colpiti dalla pandemia di coronavirus. L’inquilino della Casa Bianca ha dato ordine all’Agenzia federale per la gestione delle emergenze (Fema) di fornire migliaia di nuovi posti letto ai tre stati epicentro dell’emergenza sanitaria negli Usa.

“Ecco perché l’America non finirà come l’Italia”

Secondo i dati della John Hopkins University, ad oggi sono 35.224 i contagiati negli Stati Uniti, mentre i morti sono saliti a 471. Il primo caso, ricorda la Cnn, è stato segnalato il 21 gennaio: era un uomo dello stato di Washington rientrato dalla Cina. Da allora il bilancio più grave arriva da New York, con 114 morti. Poi ci sono lo stato di Washington, con 95 vittime, e la California con 32. Tuttavia, come riporta La Stampa, secondo Anthony La Fauci, direttore dell’Istituto nazionale per le malattie infettive e allergiche al NIH (Istituto nazionale della salute), nonché il principale esperto di malattie infettive del Paese, gli Stati Uniti non finiranno come l’Italia.

“Se si guarda alla dinamica del contagio in Italia – ha sottolineato ai microfoni della Cbs – non riusciamo a spiegarci per quale motivo stiano soffrendo in questa terribile maniera. C’è però la possibilità che all’inizio non abbiano impedito l’ingresso di infezioni provenienti dalla Cina o da altre zone del mondo. Da noi è andata diversamente: fin da subito e in modo molto deciso, il presidente Trump ha messo restrizioni di viaggio a chi proveniva dalla Cina e, più recentemente, anche dall’Europa, oggi la nuova Cina. Ribadisco, non so perché questo accada in tale misura (in Italia ndr), ma è ipotizzabile che una volta che così tanti contagi si sono diffusi, si siano moltiplicati in modo esponenziale”. A quel punto, ha spiegato, “non è stato più possibile far fronte allo tsunami che, purtroppo, i nostri colleghi e i nostri cari amici in Italia si trovano ad affrontare”.

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