Nel Regno Unito esiste un piano da 5,6 milioni di sterline per contrastare la Brexit e chiede un nuovo referendum. I documenti, rivelati dal Daily Mail, dimostrano che dietro a questa campagna milionaria, portata avanti da Best for Britain, c’è il finanziare George Soros, fondatore dell’Open Society Foundations , che già in passato aveva investito 400mila sterline per sostenere la battaglia politica dei pro-Remain.

Secondo il tabloid inglese, la strategia è quella di modificare la posizione del Labour sulla Brexit, oltre a una promuovere una imponente campagna pubblicitaria per sensibilizzare gli elettori. Complessivamente, Best for Britain ha già raccolto 2,4 milioni di sterline per sostenere l’iniziativa ma la presidente Gina Miller ha chiesto ai donatori più ricchi di contribuire: “Abbiamo meno di sei mesi per fermare la Brexit”, ha spiegato.

La reazione dei conservatori

L’ex ministro Owen Paterson ha definito l’iniziativa di Soros “un piano cinico per manipolare l’elettorato britannico e fermare la Brexit, che ora è stato messo a nudo. Soros pensa di poter spendere una fortuna per determinare la direzione del nostro grande Paese. La maggior parte degli elettori vuole che andiamo avanti. Quei parlamentari che stanno cercando di ritardare la Brexit devono ammettere ora che il loro piano è quello di fermarla – come questi documenti dimostrano in maniera inequivocabile”. 

Richard Tice, del gruppo pro-Brexit “Leave Means Leave”, ha dichiarato: “George Soros, il miliardario che non vive nel Regno Unito, non si fermerà davanti a nulla con i suoi amici elitari per fermare la Brexit, spacciando falsamente il suo piano come voto popolare”. Vergognosamente, sottolinea, “vogliono negare ai più poveri nella nostra società di trarre il massimo vantaggio dalla Brexit”.

Cos’è Best for Britain

Lanciata dall’imprenditrice Gina Miller, tra i membri del consiglio di amministrazione di Best for Britain troviamo Lord Malloch-Brown, già ministro degli esteri sotto Gordon Brown, e l’amministratore delegato Eloise Todd, che ha lavorato a Bruxelles per l’Ong di Bono. Quando è stata lanciata la campagna Best for Britan nel 2017, i suoi sostenitori hanno affermato di aver rispettato e accettato il risultato del referendum dell’Ue. Ma era solo una tregua. Nelle settimane successive, il gruppo ha tappezzato tutto il Paese di cartelloni pubblicitari invocando un secondo referendum. Nel documento diffuso dal Daily Mail, si fa riferimento inoltre a obiettivi strategici precisi: “Fermare la Brexit” e “vincere con il voto popolare per rimanere in Europa”. Una strategia che prevede di influenzare gli elettori e convincerli a cambiare idea e trasformare il partito laburista in una “colonna anti-Brexit”. 

Campagna già partita

Gli incontri organizzati da Best for Britan si sono già svolti a Bedford, Glasgow, Stirling, Bangor, Dudley ed Exeter. Altri eventi sono previsti a Canterbury, Reading e in Scozia il mese prossimo.  La “guida per combattere la Brexit” è stata distribuita questa settimana durante un evento a Bedford, dove il parlamentare laburista Mohammad Yasin ha affermato che l’obiettivo principale “è quello d riunire i parlamentari contrari alla Brexit” e “vincere con un nuovo referendum”.  Per quanto riguarda Soros, in passato lo stesso magnate non ha fatto mistero di aver finanziato la campagna contro la Brexit. Come riporta il Guardian, Soros ritiene “cruciale tentare di cambiare la mentalità delle persone sull’uscita dall’Ue”. Secondo il finanziare, il voto sulla Brexit è stato infatti condizionato “da agitatori senza scrupoli”. Best for Britain, ha aggiunto, “ha il mio sincero sostegno”. 

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