Se il cessate il fuoco in Siria dovesse fallire, la CIA autorizzerebbe la fornitura massiccia di sistemi d’arma ai ribelli per controbilanciare le forze sul terreno.E’ questo il piano B che i funzionari della CIA hanno rivelato poche ore fa al Wall Street Journal.Il “Piano B” diverrebbe operativo qualora il cessate il fuoco dovesse fallire ed i combattimenti estendersi su larga scala. Qualora si verificassero queste condizioni, la Central Intelligence Army invierebbe tramite gli alleati nella regione, sistemi d’arma in grado di respingere le forze governative appoggiate dalla Russia.A beneficiare dei sistemi d’arma saranno i gruppi armati identificati dagli Stati Uniti come ribelli moderati. Il piano della CIA è stato svelato agli alleati poco prima che entrasse in vigore il cessate il fuoco, il 27 febbraio scorso, durante una riunione segreta avventa in Medio Oriente. La CIA avrebbe rassicurato gli alleati e garantito sull’equipaggiamento avanzato che sarebbe stato fornito qualora le trattative fallissero. Spetterà comunque alla Casa Bianca approvare la consegna finale dei sistemi. Arabia Saudita e Turchia spingono per armare i ribelli con sistemi terra-aria, seppur limitati in alcune loro caratteristiche. Il riferimento è chiaro: negli anni ’80, quando centinaia di missili Stinger americani giunsero in Afghanistan, cambiarono per sempre le sorti del conflitto contro l’Unione Sovietica. La Casa Bianca resta ancora cauta, temendo la destinazione finale dei MANPADS.Sappiamo che lo Stato islamico possiede centinaia di MANPADS (della famiglia Strela, Stinger e di produzione cinese) trafugati prima dagli arsenali di Saddam e poi da quelli dell’esercito regolare lealista. Senza considerare, infine, gli oltre mille veicoli abbandonati dalle truppe regolari ed ottenuti dall’Isis senza colpo ferire: molti di questi erano dotati di armamento antiaereo supplementare. Il Califfato non dovrebbe possedere una piena capacità difensiva antiaerea a corto raggio, ma ci sono comunque dei precedenti che preoccupano. I russi, ad esempio, hanno schierato in Siria cannoniere a rotore di ultima generazione in risposta ai missili terra-aria presenti nel paese. Nessun aereo russo impegnato nei primi mesi del conflitto era dotato di contromisure elettroniche contro i MANPADS. I sistemi di disturbo L370 Vitebsk, dovrebbero essere in grado di contrastare la minaccia MANPADS.Come è ormai noto, la CIA ha avviato il programma volto a destabilizzare il governo di Assad nel maggio del 2013:è diviso in cinque fasi. La prima era indirizzata al reclutamento dei “comandanti di fiducia” a cui fornire, nella seconda fase del programma, equipaggiamento e formazione sulla strategia da adottare. La terza fase, prevedeva la fornitura di equipaggiamento “speciale”, come i missili TOW (acronimo di Tube-launched Optically-tracked Wire-guided). La quarta fase prevedeva la fornitura dei missili anticarro, iniziata nel gennaio del 2014, tramite l’Arabia Saudita. Nel 2013, l’Arabia Saudita ha acquistato 13.975 missili anticarro, fornitura interamente consegnata. Per contratto, il governo saudita deve informare gli Stati Uniti della destinazione finale dei missili. L’approvazione statunitense è implicita. La quinta fase, che avrebbe dovuto ricreare un Afghanistan 2.0, non è mai divenuta operativa per timore che anche i missili terra-aria cadessero nella mani dei terroristi. L’entrata in scena della Russia, ha stravolto l’intera strategia della CIA.Nelle prime fasi della guerra, il Dipartimento della Difesa si era posto l’obiettivo di addestrare delle unità in Siria per combattere lo Stato islamico. Si rivelerà essere uno dei più grossi fallimenti della storia del Pentagono. Quella forza moderata addestrata in Siria che avrebbe dovuto contrastare lo Stato islamico (54 unità invece di 5,400), non esiste più. La Casa Bianca sperava di addestrare 5400 siriani l’anno per una forza che avrebbe dovuto annoverare 15 mila effettivi entro il 2017. Per addestrare 54 ribelli, il Pentagono ha speso 41,8 milioni di dollari. Il Pentagono ha confermato che ha ripreso l’addestramento dei ribelli siriani e che continua la formazione dei 500 operatori JTAC (Joint terminal attack controller) in grado di coordinare gli attacchi aerei in ruolo di Close Air Support direttamente sul campo. Dimostrare l’efficacia del ruolo della CIA in Siria è impossibile, considerando che tutte le operazioni sono classificate e che solitamente si discostano dalla linea pubblica intrapresa da Washington. Il piano B della CIA andrebbe letto sotto un’altra ottica: l’asimmetria. La storia insegna che il divario tecnologico e numerico, sebbene possa essere incolmabile tra le parti, non sempre sancisce la vittoria della compagine più forte. Anzi, proprio la consapevolezza di essere “più forti”, a volte, impedisce di ipotizzare controffensive efficaci o difese da possibili sortite, elaborate in un modo del tutto inaspettato, ma ugualmente letali.L’ago della bilancia, sembrerebbe pendere per quella forza sul campo (Siria/Russia) con un assetto strategico tattico migliore ed un supporto logistico di prim’ordine. Ma se quello stesso vantaggio tecnologico venisse  annullato, si trasformerebbe in debolezza. La CIA mira a riscrivere le singolarità in atto in Siria, riequilibrando i valori e con esiti incerti.

Articolo di Franco Iacch