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Il Pentagono ha dato il via alla prima operazione informatica determinata a scoraggiare eventuali l’interferenze russe nelle prossime elezioni a medio termine. Il Cyber ​​Command degli Stati Uniti – divisione preposta alla guerra informatica e cibernetica sorta sotto l’amministrazione Trump – ha lanciato un’operazione preventiva per impedire, o meglio “avvertire” i propri omologhi russi che tutte le loro attivitĂ  verranno monitorare, e che gli operativi russi sono giĂ  nel mirino delle armi cibernetiche americane.

A riferirlo al Washington Post sono stati dei funzionari della Difesa, che hanno affermato che giĂ  da alcuni giorni il Cyber Command ha ricevuto il via libera presidenziale per “operare con libertĂ  nel cyberspazio“, al fine prioritario di evitare e prevenire incursioni cibernetiche nei terminali del governo, e in quelli degli attori politici coinvolti; per salvaguardare le elezioni negli Stati Uniti e dunque la libertĂ  dei cittadini nell’esprimere il loro voto democratico senza essere influenzati dalle armate di troll e da eventuali ondate di disinformazione mosse da quelli che alcuni membri del congresso hanno soprannominato i “cyber-fantasmi di Putin”. L’operazione avrĂ  il secondo focus principale di impedire il furto di informazioni sensibili da organi governativi. 

La notizia arriva in concomitanza con la denuncia del consigliere della sicurezza nazionale del presidente Trump, John Bolton, che rivolgendosi ai funzionari di Mosca ha bollato come “intollerabili” le interferenze russe (presunte, ndr) nelle scorse elezioni presidenziali. “Abbiamo esaminato ciò che i nostri avversari hanno fatto in precedenza e cosa potrebbero fare in futuro. Le forze che stanno lavorando sono ben addestrate, pronte a fare ciò che è necessario per garantire le elezioni del 2018” ha dichiarato il generale Paul Nakasone, comandante in capo del Cybercom che lavorerĂ  a stretto contatto con l’Nsa – l’Agenzia per la Sicurezza Nazionale.

Una serie di “avvertimenti virtuali“, che potrebbero assumere la forma di messaggi testuali. pop-up o e-mail, saranno dunque recapitati ad una lista di operativi intercettati e monitorati, per rimanere sotto il livello del vero e proprio attacco cibernetico – ed innescare quindi un eventuale contrattacco – ma per dimostrare che i bersagli sono a tiro. Le liste del Cyber Command includono hacker militaridel Gru e “troll” che sarebbero sul libro paga di alcuni oligarchi russi. I messaggi potrebbero indicare ai destinatari che le attivitĂ  in corso, se perpetrate, potrebbero essere oggetti di sanzioni da parte degli Stati Uniti.

“La dirigenza del governo degli Stati Uniti ha chiarito che non accetterĂ  alcuna interferenza o tentativo straniero di minare o manipolare le nostre elezioni in alcun modo”, ha detto il portavoce di Cybercom, Joseph Holstead, non rilasciando alcuna conferma o informazioni riguardante l’operazione. “Questo include lo sforzo di tutto il governo per proteggere le infrastrutture elettorali e prevenire operazioni “maligne” per influenzare gli elettori”. 

Non è chiaro quanto efficace possa essere un deterrente simile, anzi, alcuni analisti ritengono che gli operativi russi che finiranno in questa mailing list minatoria potrebbero essere al contrario istigati a reagire, impiegando armi cibernetiche e alzando il livello del conflitto che vorrebbe rimanere sotto la soglia di una vera e propria “cyber battaglia”.

Non è uno scherzo questa volta avvertire gli operativi delle agenzie di spionaggio dell’Esercito russo che nei prossimi giorni probabilmente ci sarĂ  “posta per loro”.

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