Il Pentagono all’attacco delle università: 30 atenei Usa sotto indagine per i legami con la Cina

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Il Pentagono alza il tiro contro la Cina, ma non solo. Il Dipartimento della Guerra degli Stati Uniti, in una nota diffusa nelle scorse ore, ha inviato notifiche formali a 30 istituzioni universitarie statunitensi, ordinando l’avvio immediato di «revisioni complete» su tutti i rapporti accademici, finanziari e di ricerca intrattenuti con «entità straniere di interesse», ovvero la Repubblica Popolare Cinese. Scadenza? Il 31 agosto al fine di mantenere l’ammissibilità a futuri finanziamenti federali per la ricerca.

Il bersaglio: la lista contenuta nella Sezione 1286

Nel mirino di Hegseth ci sono le università Usa che mantengono legami con organizzazioni inserite nella cosiddetta Sezione 1286, istituita dal National Defense Authorization Act (NDAA) nel 2019. Si tratta di 130 istituzioni accademiche e di ricerca situate in Cina, Russia e Iran che, secondo Washington, si sono rese protagoniste di «attività che aumentano la probabilità che gli sforzi di ricerca e sviluppo finanziati dal governo statunitense vengano illecitamente sottratti».

Al vaglio anche le organizzazioni collegate ai cosiddetti Confucius Institute, ovvero sia i centri culturali cinesi, già messi al bando in numerosi stati americani, perlopiù a guida repubblicana.

L’indagine annunciata dal Pentagono è condotta dall’Ufficio del Sottosegretario alla Guerra per la Ricerca e l’Ingegneria e ha come obiettivo quello di «proteggere gli investimenti in ricerca finanziati dai contribuenti americani» da «trasferimenti tecnologici non autorizzati, furto di proprietà intellettuale» e «sfruttamento da parte di potenze avversarie».

L’elenco completo delle istituzioni a cui è stato ordinato di rivedere i propri legami con le entità elencate nella Sezione 1286, come riportato da Defense Scoop, riguarda: Georgetown University, Massachusetts Institute of Technology, University of Texas at Austin, University of California-Berkeley, Emory University, Harvard University, Penn State University, Oklahoma State University, Johns Hopkins University, New York University, Duke University e altre.

Come riferito dal Guardian, lo scorso novembre, molte università, tra cui Harvard, Yale, Stanford e Duke, sono andare incontro a una possibile sospensione dal programma Diplomacy Lab del Dipartimento di Stato, che mette in contatto i ricercatori universitari con gli uffici politici del Dipartimento di Stato su progetti di politica estera. a causa delle loro pratiche di assunzione basate su diversità, equità e inclusione. Un memo interno e un foglio di calcolo ottenuti dal Guardian all’epoca mostravano che il Dipartimento stava procedendo a rimuovere 38 istituti dal programma e ad aggiungerne 10.

Le parole del Pentagono

Nella nota, ilDipartimento della Guerra afferma di avere «tolleranza zero» per le «partnership accademiche che compromettono la nostra sicurezza nazionale», secondo quanto dichiarato da Emil Michael, Sottosegretario alla Guerra per la Ricerca e l’Ingegneria. «Le istituzioni che ricevono finanziamenti dai contribuenti americani devono mantenere i più alti standard di sicurezza nella ricerca, e questi audit obbligatori garantiranno la piena responsabilità di tutti».

Joseph Jewell, assistente di Hegseth per la Scienza e la Tecnologia ha aggiunto che «le università sono partner fondamentali nell’esecuzione di un’ampia gamma di programmi di ricerca del Dipartimento, che deve quindi garantire che i nostri investimenti siano ben protetti dallo sfruttamento straniero».

Attraverso questi audit, sostiene il Pentagono, Washington punta a «anticipare meglio le minacce emergenti, adattarsi alle tattiche avversarie in evoluzione e mantenere la posizione di leadership globale dell’America nell’innovazione».

L’indagine viene annunciata mentre è attualmente in discussione la controversa Sezione 224, nell’ambito del National Defense Authorization Act da 1.150 miliardi di dollari, una misura storica che prevede l’integrazione operativa tra le forze armate statunitensi e quelle israeliane, con un focus particolare sulle armi cyber e sulle tecnologie critiche. La norma, già approvata dalla Camera a maggioranza repubblicana, è ora al vaglio del Senato.

Fonti:

U.S. Department of War, “The Department of War Releases Updated List of Foreign Institutions Engaging in Problematic Activities to Counter Unauthorized Technology Transfer,” 23 luglio 2026, https://www.war.gov/News/Releases/Release/Article/4553101/the-department-of-war-releases-updated-list-of-foreign-institutions-engaging-in/.

“Pentagon Threatens to Cut Federal Funding to 30 Universities over Foreign Academic Partnerships,” The Guardian, 18 agosto 2026, https://www.theguardian.com/us-news/2026/aug/18/pentagon-funding-colleges-harvard.

Theresa Maher, “DOD Orders Probe of 30 Academic Institutions to Quell Foreign Influence Concerns,” InsideDefense.com, August 18, 2026, https://insidedefense.com/insider/dod-orders-probe-30-academic-institutions-quell-foreign-influence-concerns.