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Giappone e India hanno firmato un accordo che punta a rafforzare la reciproca cooperazione tra le rispettive forze armate. L’intesa è stata raggiunta in una fase storica molto delicata, caratterizzata da tre differenti breaking point: l’ascesa della Cina nella regione indo-pacifica, le tensioni lungo il confine sino-cinese tra Pechino e Nuova Delhi e il ritiro dalla scena del premier nipponico Abe Shinzo.

Il nuovo patto di ferro, probabilmente destinato a cambiare le sorti dell’Asia, è stato siglato dal sottosegretario alla Difesa indiano, Ajay Kumar, e dell’ambasciatore del Giappone in India, Suzuki Satoshi. Scendendo nel dettaglio, l’accordo, della durata decennale, con proroga automatica per altri dieci anni salvo diverse decisioni di una parte o entrambe, riguarda principalmente la reciproca cooperazione tra le forze armate indiane e le forze di autodifesa giapponesi. I vari punti toccati comprendono, tra le altre attività concordate dalle parti, le forniture durante gli addestramenti, le operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e il soccorso umanitario internazionale.

Detto in altre parole, il documento stabilisce un quadro per il rafforzamento della cooperazione nella difesa e nell’interoperabilità tra le forze militari indiane e giapponesi nell’ambito del partenariato speciale strategico e globale. Ricordiamo che il Giappone è il sesto Paese con cui l’India ha stretto questo tipo di accordo, dopo Stati Uniti, Francia, Australia, Corea del Sud e Singapore.

Ingabbiare la Cina

Giusto un anno fa il Giappone si faceva promotore, con la sponsorizzazione degli Stati Uniti, della Free and Open Indo-Pacific Strategy (Foip), ovvero della Strategia indo-pacifica libera e aperta. Stiamo parlando di una risposta concreta pensata da Tokyo per offrire un’alternativa alla Belt and Road cinese ai Paesi che ne volevano (e vorranno) far parte. L’obiettivo? Unire due continenti, cioè Asia e Africa, e due oceani, Pacifico e Indiano. Anche se il Giappone ha chiarito che la Foip è soltanto un’iniziativa esclusivamente economico-finanziaria, la sensazione è che la strategia sia stata pensata per frenare l’avanzata cinese a tutto campo, e non solo in ambito economico. È inoltre importante sottolineare come la nazione giapponese sia coinvolta nel Quadrilateral Security Dialogue, un dialogo strategico-militare, assieme a Stati Uniti, Australia e India.

Tornando all’accordo, secondo quanto riferito da The Economic Times, il patto nippo-indiano sarebbe stato avviato da Narendra Modi e Abe Shinzo nel 2018. Ieri, 10 settembre, i due leader avrebbero avuto un colloquio telefonico. Come ha spiegato il Ministero degli Esteri indiano, entrambi hanno espresso fiducia nella continuità del rafforzamento delle relazioni tra i rispettivi paesi, esaminato lo stato della cooperazione e accolto con favore la firma dell’accordo sulla forniture militari, convenendo sul fatto che tutto ciò rafforzerà la cooperazione bilaterale in materia di difesa e contribuirà alla pace e alla sicurezza nella regione indo-pacifica.

Il Patto della Marina indo-giapponese

Il cuore dell’accordo è stato denominato dalla stampa indiana Patto della Marina indo-giapponese. Stiamo parlando di un patto logistico reciproco tra le marine dei due Paesi, nato per garantire una regione indo-pacifica libera dalle politiche aggressive della Cina. In altri termini le forze indiane e giapponesi potranno presto scambiarsi carburante cibo e ricambi vari durante esercitazioni bilaterali e altre operazioni. Le forze di Nuova Delhi e Tokyo saranno quindi in grado agire più facilmente in aree caldissime come il Mar Cinese meridionale e il Pacifico.

“Entrambi i primi ministri hanno affermato che la politica di base dell’enfasi su Giappone-India rimane invariata e concordano sul fatto che i due Paesi debbano continuare a lavorare a stretto contatto in settori come la sicurezza, l’economia e la cooperazione economica”, ha scritto in un comunicato il Ministero degli Esteri giapponese. Appare quanto mai evidente come il governo indiano stia cercando di tessere un reticolo di alleanze per ingabbiare la Cina. Anche se non sarà facile bloccare l’ascesa del Dragone, sempre più desideroso di imporre la propria leadership nel Pacifico.

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