In Europa si starebbe cominciando a parlare di “Ee big four”. Si tratterebbe, spiega Italia Oggi, di un nuovo asse fra quattro grandi paesi dell’Unione europea, che provano a prendere il posto dell’asse franco-tedesco, in crisi per le continue divergenze tra Parigi e Berlino. La convergenza fra interessi nazionali diversi – spesso in conflitto fra loro – questa volta nasce dalla necessità di riformare le regole comunitarie sulla concorrenza, rendendo più facile la nascita di grandi gruppi europei, in grado di compere con i colossi cinesi e statunitensi.

Secondo quanto riporta Politico – il primo a coniare il termine “Ue big four” – Francia, Germania, Italia e Polonia hanno esortato il vicepresidente della Commissione europea Margrethe Vestager ad accelerare il programma di riforme. Per più di un anno, Parigi e Berlino hanno spinto per nuove norme sull’antitrust dell’Ue dopo che Vestager ha bloccato una mega fusione nel settore ferroviario tra la francese Alstom e la tedesca Siemens.

Parigi e Berlino sostengono che l’accordo avrebbe creato un colosso di cui l’Europa ha bisogno – un Airbus del settore ferroviario – mentre Vestager ha sostenuto che la fusione avrebbe danneggiato i consumatori europei. Alla fine di gennaio, Vestager ha affermato che il processo di revisione delle regole comunitarie sulla concorrenza “richiederà del tempo”. Parigi, Berlino, Roma e Varsavia hanno però perso la pazienza e hanno scritto una lettera – pubblicata da Politico – chiedendo alla vicepresidente Vestager di accelerare i tempi.

Il nuovo asse Parigi-Berlino-Roma-Varsavia

Sottolineando che “la natura della concorrenza globale è cambiata”, i ministri dell’economia dei quattro Paesi hanno invitato “la Commissione ad adottare un piano di lavoro nelle prossime settimane con proposte e regole pratiche per affrontare queste sfide specifiche”. La lettera è stata firmata dal ministro dell’economia tedesco Peter Altmaier, dal francese Bruno Le Maire, dall’italiano Stefano Patuanelli e dalla polacca Jadwiga Emilewicz. I quattro Paesi europei, nota Politico, sono ora disposti a far sentire il proprio peso e nella lettera sottolineano di essere “fiduciosi” del “coinvolgimento di Vestager nella strategia a lungo termine per il futuro dell’industria europea” che porterà a una maggiore “collegialità nella valutazione delle regole sulla concorrenza”.

In un chiaro riferimento alla concorrenza della Cina, i quattro ministri osservano che “le società europee devono ora competere con società straniere che a volte beneficiano di un sostanziale sostegno statale o di mercati domestici protetti”. Secondo quanto riportato da Politico, la pressione per la riforma delle regole sulla concorrenza proveniva originariamente da Francia, Germania e Polonia. L’Italia è la nuova arrivata in questa campagna di pressione sui vertici dell’Ue.

Salvini: “Prioritario avere migliori rapporti con la Germania”

Chi pensa che sia corretto allargare l’asse franco-tedesco all’Italia, migliorando la relazioni di Roma con Berlino, è il leader leghista Matteo Salvini. Incontrando la stampa estera a Roma, Salvini ha sottolineato che “il famoso fronte franco-tedesco dal nostro punto di vista dovrebbe essere allargato, avere migliori rapporti con la Germania è una delle priorità non solo dal punto di vista economico ma anche geopolitico. Penso alla Libia, il fatto che una parte dei problemi deriva anche dalle mire di alcuni paesi europei, la Francia, che ha interessi economici. Rapporti più stretti tra Italia e Germania servirebbero ad arginare la potenza o la prepotenza di qualcuno”.

Il riferimento di Matteo Salvini è chiaramente rivolto a Macron e agli interessi francesi in Libia: per questo la strategia del leader leghista si concentra su Berlino e sul migliorare i rapporti con la Germania. Soprattutto se il successore di Angela Merkel alla guida della Cdu dovesse essere un conservatore vicino all’ala destra del partito come Friedrich Merz o Jens Spahn.

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