“Voglio vedere yacht, turisti, l’amore e la pace nelle nostre località del Mar Nero, non voglio fregate che solcano il mare”. Con queste parole il premier bulgaro Bojko Borisov ha chiarito la posizione di Sofia in merito alla proposta della Romania di istituire una flotta multinazionale nel Mar Nero per fronteggiare l’influenza russa nell’ottica di una politica di “contenimento” già inaugurata con la presenza dei quattro battaglioni multinazionali negli stati baltici (Lituania, Lettonia, Estonia) ed in Polonia.Per approfondire: Romania: “Una brigata nel Mar Nero”Nella giornata di ieri, il premier di Sofia ha indetto urgentemente una conferenza stampa insieme al presidente Rosen Plevneliev e al ministro della Difesa, Nikolaj Nenchev, per smentire categoricamente le indiscrezioni riportate dai media circa una spaccatura fra le istituzioni bulgare. Borisov ha sottolineato che anche Plevneliev è contrario alla proposta avanzata da Bucarest.Nessuna ostilità tra Sofia e Mosca, assicura Borisov. Il primo ministro, soffermandosi sui legami storici e la comune matrice cristiano-ortodossa che unisce i due paesi, ha colto l’occasione per “bacchettare” la stampa e allentare la tensione con il Cremlino: “Smettiamola di speculare raccontando che verranno create flotte contro chiunque. La Bulgaria è un paese pacifico, e la sua politica estera non ha bersagli”.“Nessuno può mettere in dubbio la nostra posizione pro-Nato”, ha chiarito Borisov, aggiungendo però che sarebbe inaccettabile istituire una flotta nella maniera proposta dal presidente romeno Klaus Iohannis e che vengono prima gli interessi della nazione. Il paese, con i suoi 350 chilometri di costa, solo lo scorso anno ha guadagnato dal settore turistico circa 2,9 miliardi di euro. Si tratta dell’11% della produzione economica complessiva che rischierebbe di sfumare a causa delle operazioni militari.Per approfondire: Tensione Nato-Russia sul Mar NeroLa questione della creazione della “flotta della discordia” però resta aperta. Probabilmente verrà discussa in occasione del prossimo vertice Nato in agenda per l’8 e 9 luglio a Varsavia. Il ministro della Difesa Nenchev – che ha ammesso di aver solo parlato dell’iniziativa, sponsorizzata da Bucarest e Ankara, con il ministro della Difesa romeno, Mihnea Motoc – ha aggiunto che il tema potrebbe essere affrontato prossimamente a livello Nato.“Siamo intenzionati a prendere una decisione sull’ampliamento della nostra presenza militare nella zona del Mar Nero. Abbiamo già rafforzato il nostro pattugliamento dei cieli, le esercitazioni e stiamo discutendo di creare in Romania delle strutture per la dislocazione di una brigata multinazionale dell’Alleanza”, aveva dichiarato di recente il segretario generale dell’Alleanza Jean Stoltenberg.Dal canto suo, anche la Russia si è fatta sentire. “Il Mar Nero non sarà mai un lago della Nato”, aveva reso noto Alexander Grushko, rappresentante permanente della Russia presso la Nato rispondendo all’accusa mossa dal presidente turco Recep Tayyip Erdogan secondo cui “il Mar Nero è stato trasformato in un lago russo a causa dell’assenza della Nato”.Per approfondire: Nato-Russia, scontro inevitabile?Sempre Grushko aveva già commentato l’idea di una flotta Nato nel Mar Nero ammonendo le potenze extra-regionali. “Sappiamo che tra gli Stati del Mar Nero, Bulgaria, Romania e Turchia sono potenze marittime e hanno flotte nel Mar Nero. Ma è di fondamentale importanza che la convenzione di Montreux rimanga inviolabile. Si tratta di uno degli accordi internazionali fondamentali che garantiscono stabilità e sicurezza regionale. Crediamo che non ci dovrebbero essere tentativi di cambiare questo regime per rendere più facile per le potenze extra-regionali essere presenti nel Mar nero”, aveva dichiarato Grushko lo scorso aprile.Nel frattempo, proprio in questi giorni, si sono concluse le prove tecniche del famigerato “buco nero”. Silenzioso e praticamente invisibile, il terzo sottomarino diesel-elettrico di classe Varshavyanka, costruito appositamente per la Flotta del Mar Nero della Federazione Russa, si prepara ad entrare in acqua.

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