“I sondaggi stanno ora dimostrando che le persone iniziano a capire la crisi umanitaria e il crimine alla frontiera. I numeri stanno salendo velocemente, oltre il 50%. I democratici saranno presto conosciuti come il Partito del crimine. È ridicolo che non vogliano la sicurezza delle frontiere!”. A renderlo noto con il consueto tweet è il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che sta portando avanti lo shutdown delle attività federali pur di ottenere il finanziamento necessario per sigillare il confine con il Messico. 

Come lui stesso scrive, i sondaggi stanno cominciando a dargli ragione e il muro comincia a piacere agli americani. Secondo i risultati di un sondaggio di Abc News e Washington Post pubblicato domenica mattina, il 42% degli americani sostiene la realizzazione del muro al confine meridionale. Un dato in netta crescita rispetto al 34% dello scorso anno.

Sempre più americani vogliono il Muro con il Messico

Il 54% degli intervistati si oppone tuttora alla costruzione della barriera al confine. Tuttavia, l’opposizione si sta drasticamente riducendo, dato che soltanto l’anno scorso i contrari superavano il 63%. Secondo lo stesso sondaggio, soltanto un quarto degli americani, il 24%, ritiene tuttavia che vi sia una reale emergenza al confine meridionale, come invece sostenuto a più riprese da Trump. La richiesta del presidente Usa di stanziare circa 5,6 miliardi di dollari in fondi per la sicurezza delle frontiere ha portato a quello che è, ad oggi, il più lungo shutdown nella storia americana dato che i democratici al Congresso non intendono soddisfare le richieste del tycoon. 

La brutta notizia per The Donald è che, mentre il supporto per la costruzione del Muro è finalmente cresciuto nell’opinione pubblica, la maggioranza degli americani incolpa proprio il presidente e i suoi colleghi repubblicani per lo shutdown: il 53% afferma che Trump e il Gop sono i principali responsabili dello stallo, mentre solo il 29% punta il dito contro i democratici del Congresso. Il 13% degli intervistati attribuisce invece la colpa a entrambe le parti, alla stessa maniera.

Qual è lo stato d’avanzamento del muro?

Il confine tra Stati Uniti e Messico è lungo 1.955 miglia (3.145 chilometri) e attraversa vasti deserti e montagne tra California, Arizona, New Mexico e Texas. Circa 654 miglia hanno già una specie di barriera artificiale, per buona parte costruita dopo il 2006. A cosa servono i 5,6 miliardi di dollari chiesti da Donald Trump? Come riporta il Guardian, il presidente ha parlato di “barriera” o “muro”, senza entrare troppo nei dettagli del progetto:  “La barriera o il muro può essere in acciaio anziché in cemento se questo funziona meglio”, ha detto Trump all’inizio di questo mese.

Come ricorda Francesco Manta su Gli Occhi della Guerra, la costruzione delle barriere lungo la frontiera tra Messico e Stati Uniti risale al 1994, sotto la presidenza di Bill Clinton, articolata in tre diverse operazioni messe in atto nei tre stati americani che condividono i 3145 km di frontiera con il Messico: Gatekeeper in California, Hold-the-Line in Texas e Safeguard in Arizona. Secondo gli ultimi dati di riferimento, la lunghezza delle barriere fisiche ad oggi presenti lungo il confine raggiungerebbe i 930km, cui si aggiungono altre aree lungo le quali sono presenti telecamere e sensori elettronici costantemente monitorati dalla Us Border Patrol, la forza di polizia che si occupa della sicurezza ed impenetrabilità dei confini continentali americani. Trump vuole semplicemente completare un muro che i democratici hanno iniziato a costruire in tempi non sospetti. E gli americani cominciano a dargli ragione.