La sorte del leader nordcoreano Kim Jong-un continua ad essere avvolta da un velo di mistero; e mentre le voci sulla sua morte – avvenuta forse dopo essere stato sottoposto ad una delicata operazione chirurgica rivelata dalle fonti d’intelligence statunitensi – continuano a circolare in tutto il mondo, informazioni ufficiali diffuse dal regime e immagini satellitari che hanno localizzato il suo treno blindato, continuano a sostenere l’ipotesi che il giovane capo politico, appena 36enne, potrebbe essere soltanto in convalescenza. Intanto una foto della quale non è stata verificata l’attendibilità, sta circolando su diversi media asiatici che si rifanno a “fonti attendibili”: ritrae un uomo dalle fattezze del Maresciallo Kim, sdraiato in quello che sembrerebbe essere un feretro, con gli occhi chiusi e un drappo rosso che avvolge il suo corpo.

Sullo sfondo delle voci che danno Kim Jong-un come “morto o in fin di vita” – uno stato vegetativo in seguito alla delicata operazione cardiaca subita il 12 aprile – la radio di Stato della Corea del Nord ha divulgato notizie riguardanti attività del leader di Pyongyang. “Il compagno Kim Jong-un” – comunica l’emittente statale – “ha espresso gratitudine agli operai e collaboratori che hanno contribuito alla creazione della città di Samjiyon“: la “città ideale” che si trova ai piedi del monte Paekdu, inaugurata dallo stesso Kim lo scorso dicembre, e luogo reso sacro dalla nascita di suo padre, il “caro” leader Kim Jon-Il. La notizia è stata rilanciata dall’agenzia sudcoreana Yonhap, che però non ha specificato “in quale forma il messaggio del leader sarebbe stato trasmesso” – se fosse infatti sopraggiunto attraverso un discorso pronunciato alla radio, la voce del leader basterebbe a far crollare ogni tesi riguardane la sua morte. Avvalorando semmai l’ipotesi che Kim Jong-un sia soltanto in convalescenza nel suo complesso privato sulla costa orientale del Paese. Alcune foto satellitari avrebbero infatti localizzato il suo treno blindato – unico mezzo sul quale il maresciallo Kim si sposta – sul tratto ferroviario che collega Pyongyang a Wosan. Le immagini satellitari sono state rilasciate 38 North. La sola presenza del treno “non dimostra dove si trovi il leader nordcoreano o fornisca indicazioni sulla sua salute, aggiunge sostanza alle notizie secondo le quali Kim si troverebbe in un’area riservata all’élite nordcoreana sulla costa orientale”, spiega il sito web specializzato in studi sulla Corea del Nord. Il treno, lungo ben 250 metri, infatti potrebbe trovarsi in quella località anche per ragioni non collegate alla presenza di Kim – per quanto altrettanto remota come ipotesi. Il treno sarebbe stato localizzato il 21 aprile, ed è rimasto lì fino al 23 aprile, quando sembrava essere stato “riposizionato” per una partenza.

Una strategia per confondere le acque? Plausibile, ma questo si tradurrebbe nella volontà dei vertici politici e militari nordcoreani di “temporeggiare” prima di comunicare al popolo quale sarà la figura d’alto livello che dovrà succedere al Maresciallo Kim, prendendo il potere a Pyongyang e in tutta la Repubblica Popolare Democratica di Corea. Tra le figure che gli analisti considerano più probabili, sarebbe la sorella minore, Kim Yo Jong, già consigliera politica del leader e discendente diretta del “presidente eterno”, nonché fondatore della nazione, Kim Il Sung.

Il mistero sulle condizioni di salute del leader nordcoreano, che ha scatenato una serie di ipotesi e congetture sulla sua possibile morte, sarebbe iniziato dopo l’inaspettata assenza di Kim al Palazzo del Sole di Kumsusan, mausoleo dedicato proprio al nonno Kim Il-sung, nel giorno dell’anniversario della sua nascita – il 15 aprile. Questa è stata la prima volta dalla sua ascesa al potere nel 2011, in cui il giovane leader non ha presenziato alla cerimonia considerata di massima importanza per la Nazione. È da allora che si rincorrono le voci sulla sua morte – suffragate da alcuni report dei servizi segreti americani che citano appunto un’operazione chirurgica forse non andata a buon fine – e dalla presenza di alcuni movimenti “inusuali” nella capitale. Il ministro degli Esteri della Corea del Sud, Jeong Kyeong-doo, ha riferito di “un insolito aumento delle attività di ispezione per la prontezza operativa, in particolare dell’artiglieria e della forza aerea”; mentre fonti di Reuters riportano la presenza di un’equipe di medici cinesi che si sarebbe recata in Corea del Nord per visitare proprio Kim Jong-un. Il quale secondo alcune indiscrezioni soffrirebbe di ipertensione arteriosa e diabete – le stesse malattie che hanno causato la morte di suo padre Kim Jon-Il (1941-2011).

“Potenzialmente ci troviamo di fronte ad una crisi seria”, asserisce Andrei Lankov, storico della Corea del Nord, che sottolinea come a suo giudizio nell’attuale situazione ci sia “sicuramente” qualcosa di insolito. Secondo Danny Russel invece, ex-direttore del Consiglio di sicurezza degli Stati Uniti e assistente segretario di stato per l’Asia e la regione del Pacifico che in passato si è occupata intensamente dei rapporti con la Corea del Nord, bisogna sempre essere cauti con le informazioni che circolano intorno alla Corea del Nord: “Per anni abbondavano voci su Kim, suo padre, Kim Jong Il, e suo nonno, Kim Il Sung (che sparì per un mese nel 1986, ndr) e la maggior parte erano falsi” – ha avvertito il diplomatico americano – “Mentre prestavo servizio al governo, stavo ricevendo numerosi rapporti di intelligence su presunti incidenti, malattie e tentativi di omicidio contro leader nordcoreani, solo per farli riapparire in pubblico”. Una tesi che molti analisti hanno messo al vaglio, ritenendo che tutto questo “mistero” potrebbe non essere altro che una strategia mediatica per far tornare Pyongyang al centro della cronaca internazionale; dato che l‘impasse dei negoziati con la Casa Bianca, e lo scoppio della pandemia da Covid-19 ha messo nell’ombra la figura del dittatore nordcoreano e ogni pretesa avanzata dal suo Paese in ambito internazionale.

L’agenzia di stampa nordcoreana Kcna – unica fonte che potrebbe veramente confermare la morte del leader – ad oggi non ha rilasciato nessun comunicato riguardo lo stato di salute del maresciallo. Ma l’attività di stampa, stranamente è molto ridotta. Il mistero su Kim Jong-un, colui che possiamo considerare l’ultimo “dittatore” socialista del mondo, rimane dunque fitto. Ma la sua assenza dalle scena pubblica nelle ultime due settimane non può in nessuno modo confermare, da sola, la sua morte. Allo stesso tempo però non ci si può non abbandonare alla constatazione secondo la quale il modo migliore per contrariare chi ti reputa “morto” sia da sempre nella storia quello più semplice: mostrarsi vivo. Se ciò non accade è sicuramente per un motivo preciso. Il primo tra questi, tuttavia, spesso è altrettanto semplice: non lo si è.

 

 

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