Il riposizionamento russo in Medio Oriente dopo l’inserimento di Mosca nel contesto della guerra in Siria si sviluppa insistentemente. L’idea di ricostituire un processo di pace nella turbolenta regione continua a solleticare i pensieri del Presidente Vladimir Putin, sempre più interessato a far assumere alla Russia il ruolo di potenza conciliatrice dell’area.Per approfondire: Perché gli Stati Uniti difendono IsraeleViste le modalità con cui il Cremlino insiste nel cementare i buoni rapporti con lo stato di Israele, Putin ha lanciato sul tavolo dei negoziati la carta più pesante del mazzo. Il piano del Presidente russo sarebbe quello di condurre a Mosca un dialogo tra il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu ed il Presidente Palestinese Mahmud Abbas – alias Abu Mazen – per cercare di riportare un clima pacifico nella regione.Tali dichiarazioni, fornite dal portavoce di Putin Dmitry Peskov a RIA Novosti, sono il risultato delle consultazioni tenute dal Vice Ministro degli Esteri della Federazione russa con delega per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov il quale, nelle giornate del 5 e 6 settembre, ha incontrato proprio Netanyahu. Dal canto suo, il Primo Ministro israeliano ha espresso assenso verso la possibilità di un incontro con il suo omologo palestinese in qualunque momento egli lo desideri, a Mosca, pur non sottostando ad alcun tipo di condizione (come, ad esempio, il rilascio di prigionieri politici).Intervenuto da Varsavia, dove si trovava per una visita ufficiale con il Presidente Duda, Abu Mazen ha fatto sapere che sarà anch’egli disponibile ad incontrare Netanyahu a Mosca, di rimando alle parole dell’Ambasciatore palestinese nella Federazione Russa, Abdel Hafiz Nofal che, a RIA Novosti aveva confermato la disponibilità del Presidente dell’autorità palestinese a tale incontro.In nodo da sciogliere, a questo punto, resta la data di questo incontro. Al momento non sembra che sia stata pianificata nel breve periodo e che, invece, sia stata inoltrata da parte dell’esecutivo di Tel-Aviv una richiesta per posticipare tale incombenza. Secondo quanto riportato da Middle East Online, a Ramallah non sarebbero particolarmente fiduciosi riguardo all’evenienza di tale meeting, sostenendo che, una postposizione dell’incontro da parte di Israele equivarrebbe ad un responso negativo al riguardo. D’altro canto, il Ministro degli Esteri palestinese, Riyad al-Malki ha dichiarato al quotidiano Al Ayyam che, qualora Tel-Aviv sia disposta a fare un passo indietro sulla questione dei prigionieri e sulla costruzione di nuovi insediamenti tale incontro potrà essere “più di una opportunità per una foto ufficiale”.banner_occhi_cristianiSempre secondo quanto riportato da Haaretz, l’idea di tenere a Mosca questi nuovi dialoghi di pace sul Medio Oriente sia partita dal Presidente egiziano Abdel-Fattah al-Sissi, che pare aver suggerito tale possibilità al Presidente Putin, in un contesto di ghiotte opportunità per il riposizionamento della Russia nella regione. A Mosca si sono detti tutti molto soddisfatti per ciò che concerne lo sviluppo della questione; anche il portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, si è detta soddisfatta dei risultati dei contatti tra i rappresentanti diplomatici dei tre attori coinvolti, e si auspica che sia scelta la giusta tempistica per concludere un accordo molto atteso da tutti.Sono diversi anni, infatti, che la questione palestinese tiene banco nell’agenda della politica internazionale, senza che però si sia arrivati ad una soluzione sostenibile. L’ultimo colloquio tentato dagli Stati Uniti due anni fa si è concluso in un nulla di fatto. Oggi la Russia, forte della sua agenda mediorientale, coglie un’altra importante opportunità per concludere una strategia pragmatica ed efficace nella regione, visti anche i non buoni rapporti che ormai intercorrono tra Obama e Netanyahu e un’Arabia Saudita non propriamente contenta delle manovre portate avanti da Washington negli ultimi mesi.

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