La Corea del Nord non è riuscita a raggiungere gran parte degli obiettivi economici prefissati dal piano quinquennale avviato nel 2016. Ad annunciarlo è stato Kim Jong Un in persona, durante un discorso tenuto in occasione dell’apertura dell’ottavo Congresso del Partito dei Lavoratori. Il leader nordcoreano, riportano i media di Stato, ha sostanzialmente ammesso il fallimento dei piani di sviluppo economico stabiliti cinque anni fa.

Quel che più fa riflettere è che questi obiettivi “non sono stati raggiunti in gran parte in quasi tutte le aree”. Secondo quanto riportato dalla Kcna, l’agenzia statale nordcoreana, Kim Jong Un ha chiesto di ripetere “i successi e le vittorie che abbiamo ottenuto attraverso i nostri sforzi scrupolosi”, ma “senza di avere di nuove queste dolorose lezioni”. Insomma l’ultimo quinquennio, per la Corea del Nord, almeno da un punto di vista economico è stato “il peggio del peggio”. E pensare che, negli ultimi anni, Pyongyang aveva mandato segnali incoraggianti, con una modernizzazione che sembrava prendere gradualmente piede all’interno della capitale.

Piano in frantumi

La strategia di Kim, quella di unire lo sviluppo scientifico al miglioramento del benessere dei cittadini, si è inabissata per due variabili; una nota e prevedibile, l’altra inaspettato. La prima variabile coincide con la solita, vecchia spada di Damocle che pende sul capo della Corea del Nord da anni: le sanzioni economiche. Sanzioni, ricordiamolo, imposte nel 2006 dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite per impedire, tra l’altro, la proliferazione nucleare.

L’altro motivo, invece, fa rima con la pandemia di Covid-19. Anche se nel Paese non sono stati ufficialmente registrati contagi, il governo è stato costretto a blindare la nazione. Ma questo ha comportato anche l’interruzione del legame sino-coreano, l’unica grande linea commerciale che consentiva a Pyongyang di restare in piedi (e, perché no, in certi periodi anche progredire) nonostante le sanzioni. Se alle due variabili citate ne aggiungiamo una terza, le inondazioni dovute al maltempo che hanno devastato interi raccolti, c’è tutto per avere tra le mani uno scenario devastante.

Segnali di insofferenza

Il 2016, anno in cui si tenne l’ultimo Congresso (il primo dopo 36 anni), sembra appartenere a un’altra era geologica. In quei giorni, un baldanzoso Kim si presentava al mondo intero come presidente in grado di trasformare la Corea del Nord in “un grande Paese socialista entro il 2020”, grazie allo sviluppo di un arsenale nucleare e a una crescita economica stabile. L’inizio è stato convincente, mentre le relazioni con gli Stati Uniti, grazie allo storico incontro tra Kim e Donald Trump, sembravano finalmente giunte a un punto di svolta (positivo).

Proprio quando tutti aspettavano la svolta, ecco la pandemia di Covid-19 a complicare le cose. Sarebbe tuttavia riduttivo sostenere che il fallimento del piano quinquennale nordcoreano sia dovuto solo ed esclusivamente all’emergenza sanitaria. Quest’ultima ha senza ombra di dubbio influito moltissimo, ma ha aggravato tendenze che, a detta di vari analisti, erano già in atto. Come, ad esempio, settori economici gravati da anni di inefficienza. Certo è che Kim, ancora una volta, ha ammesso pubblicamente un errore alquanto grave.

In ogni caso, nell’estrema periferia del Paese iniziano ad apparire segnali di insofferenza. Secondo alcune indiscrezioni riportato dal sito Daily Nk, alla fine di dicembre – e fino al prossimo 15 gennaio – il governo avrebbe dichiarato l’inizio di un “periodo di sicurezza speciale”, con un occhio di riguardo per la provincia di Yanggang, al confine con la Cina. A quanto pare, il periodo speciale servirebbe a prevenire defezioni e incidenti “sconvenienti” nell’area. Non solo: i cittadini sono invitati a “proteggere” attivamente le statue di Kim Il Sung e Kim Jong Il, salvaguardare il confine sino-coreano ed eliminare qualsiasi “comportamento anormale”, come le telefonate internazionali, le attività di cambio di denaro e qualsiasi tentativo di attraversare il confine con la Cina. Sempre secondo quanto riferito da Daily Nk, le autorità avrebbero affermato che i locali devono “prepararsi per un attacco da parte dei nemici” e assicurarsi che non ci siano “blackout” elettrici durante il periodo speciale. Interessante, infine, registrare un’altra indiscrezione: la gente del posto si starebbe lamentando poiché il governo non sarebbe ancora riuscito a risolvere molti dei problemi che affliggono il Paese.

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