Del libro di John Bolton, ormai prossimo all’uscita, sono trapelati alcuni frammenti che ribadiscono una verità ormai sotto gli occhi di tutti: l’ex Consigliere di Sicurezza Nazionale di Donald Trump è il testimone chiave dei democratici per il processo di impeachment. Le chances di una sua testimonianza a Capital Hill giocano ora infatti a favore dei Democratici.

Bolton è tornato sotto i riflettori della guerriglia politica in corso a Washington in questi giorni. A causa di alcuni frammenti trapelati dal suo ultimo libro, il conflitto legato all’impeachment sta per aggravarsi di nuovo. Bolton potrebbe diventare il testimone ideale per i Democratici in quanto i contenuti del suo libro rivelano esattamente quello che il partito ha sostenuto finora: un reato di impeachment da parte del presidente per pressioni all’Ucraina al fine di indagare su un rivale politico.

Anche se Bolton non ha testimoniato durante l’udienza alla Casa Bianca (che aveva istruito tutti gli ufficiali di governo, attuali ed ex, a non cooperare a causa del privilegio esecutivo), già allora era ritenuto un tassello fondamentale nella questione impeachment. Il motivo? La testimonianza dell’ex funzionaria e stimata esperta di Russia Fiona Hill, la quale aveva dichiarato durante l’investigazione portata avanti dalla commissione dei servizi di intelligence che, tra le altre cose, Bolton le aveva detto di non volere avere niente a che fare con “qualsiasi accordo” fosse stato concordato fra Trump ed il presidente ucraino.

Bolton sarebbe rimasto scioccato alla notizia che si trattasse di una campagna contro gli avversari politici di Trump supportata da Rudy Giuliani e altri in Ucraina. Secondo la testimonianza di Hill, Bolton ha sostenuto che proprio Giuliani fosse “una bomba a mano che avrebbe spazzato via tutti”.

Tuttavia, le ultime rivelazioni vanno dritte al nocciolo delle accuse del processo di impeachment. Nel libro, Bolton scrive che Trump lo aveva istruito a trattenere il supporto militare in Ucraina legalmente approvato dal Congresso fino all’inizio delle indagini da parte del governo ucraino (indagini ai danni anche del rivale politico Joe Biden e di suo figlio Hunter).

Oltre allo stesso Bolton, anche il Segretario di Stato Mike Pompeo ed il ministro della Difesa Mark Esper avevano categoricamente bocciato questa opinabile condotta nei confronti dell’Ucraina, facendolo presente a Trump circa una decina di volte. Bolton aveva anche informato il Procuratore Generale William Barr e gli avvocati della Casa Bianca sulle attività di Giuliani.

Stando al libro di Bolton, Pompeo avrebbe anche ammesso che le accuse in circolazione contro l’ambasciatore statunitense a Kiev, Marie Yovanovitch (in seguito licenziata), fossero ingiustificate. Sembrerebbe che la Yovanovitch fosse d’intralcio durante gli sforzi per sollevare polveroni in Ucraina sugli avversari politici di Trump per ordine diretto della Casa Bianca; una tesi che lei ha confutato più volte ma che è diventata invece sempre più verosimile in seguito alla pubblicazione di un video, filmato in segreto, in cui il presidente dichiara: “sbarazzatevi di lei”.

In ogni modo, il libro di Bolton potrebbe essere solo l’inizio, in quanto lui stesso potrebbe avere altro da offrire, essendo ora disposto a testimoniare.

D’altra parte, il consiglio di difesa del presidente potrebbe trovarsi di fronte ad un dilemma. Fino ad ora i Repubblicani hanno rifiutato di richiedere ulteriori testimoni a causa di mancanza di prove e di accuse dirette contro il presidente. Tuttavia Bolton potrebbe smuovere gli equilibri, e i Repubblicani ne sono consapevoli. Inoltre, è plausibile che alcuni di loro fossero già al corrente del contenuto del libro, rimasto da fine Dicembre in attesa di approvazione nella Casa Bianca; una procedura ordinaria per ex ufficiali di governo al fine di impedire che informazioni legalmente classificate come riservate vengano diffuse.

Mentre una sterzata improvvisa rimane ovviamente molto improbabile, così come l’allontanamento del presidente dalla carica, alcuni dei Repubblicani hanno iniziato a prendere posizioni sulla questione alla luce degli ultimi sviluppi. Mitt Romney, per citarne uno, ha già dichiarato di voler ascoltare la testimonianza di Bolton, ed è anche convinto che molti altri Repubblicani lo seguiranno. Se almeno quattro Repubblicani moderati supportano i Democratici nella loro richiesta per la testimonianza di Bolton, il meglio di questo processo (finora abbastanza noioso) deve ancora venire.

Inoltre, se da un lato l’allontanamento del presidente rimane estremamente inverosimile, anche in seguito a queste rivelazioni, dall’altro offre ai Democratici la possibilità di porre fine al processo senza perderci la faccia e al tempo stesso di compromettere il futuro del presidente, il che potrebbe essere un fattore fondamentale il prossimo novembre.

Traduzione a cura di Stefano Carrera

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