Quattro attori coinvolti, quattro relazioni incrociate e altrettanti interessi contrapposti non sempre complementari. Dislocato su più scenari, sta andando in scena un gioco geopolitico che potrebbe modificare indirettamente gli equilibri esistenti tra Stati Uniti e Cina, con la collaborazione di Israele e Filippine. Che rapporto possono mai avere Paesi così distanti e diversi tra loro? In realtà più intenso di quanto si possa immaginare perché, come nel domino, le particolari esigenze di uno influenzano i piani degli altri con effetti piuttosto importanti e visibili. Per capire meglio lo scenario è bene prima scindere il tutto in quattro punti chiave a sé stanti per poi collegarli in un secondo momento.

L’esercito israeliano addestra i filippini

Il primo punto riguarda il legame tra Israele e le Filippine. Manila, come ha più volte ripetuto il presidente Rodrigo Duterte, deve fronteggiare la piaga del terrorismo islamico. Le risorse e i mezzi sono quelli che sono, gli uomini dell’esercito filippino non sempre hanno una adeguata preparazione e la coordinazione tra i reparti è da rivedere. Per questo motivo Israele ha deciso di addestrare le Forze Armate delle Filippine (Afp) per aiutare il Paese asiatico nella lotta contro i terroristi, molti dei quali legati a pericolose organizzazioni internazionali. I soldati israeliani stanno addestrando i colleghi filippini e insegnando loro tattiche di controterrorismo e altre strategie simili; l’intensa relazione strategica tra le parti è definita dalla comune lotta al terrorismo e non solo. A Tel Aviv interessano sicuramente le affinità valoriali della causa ma il governo israeliano è spinto anche da motivi economici; Israele, infatti, da tempo vende alle Filippine armi, hardware e sistemi missilistici, e condivide con Manila informazioni sugli estremisti islamici internazionali.

Le preoccupazioni di Cina e Stati Uniti

Qui arriviamo al secondo punto. Nel vendere particolari dispositivi alle Filippine, Israele potrebbe involontariamente offrire alla Cina uno o più assist da spingere in rete a porta vuota. Alcune tecnologie israeliane sono infatti unite a doppia mandata con l’esercito americano, dal momento che sono le stesse adottate dagli Stati Uniti. E nel caso in cui dovessero finire in mano cinese, per Washington sarebbe un problema non da poco. Il terzo punto riguarda invece l’atteggiamento delle Filippine. Manila ottiene le armi da Israele per combattere i terroristi ma chi può assicurare che Duterte non decida di impiegare questi strumenti per attaccare la Cina durante una delle tante dispute sul Mar Cinese Meridionale? Solo poche settimane fa il governo filippino aveva attaccato duramente, a parole, Pechino per l’affondamento di una nave di pescatori. Sullo sfondo c’è poi da considerare la competizione tra Stati Uniti e Cina, con gli americani ancora orgogliosi di avere armamenti sofisticati e più sviluppati della controparte cinese; la Casa Bianca non intende quindi correre alcun rischio di svelare segreti militari riservati.

Il legame

Tornando alle Filippine, Manila ha instaurato un solido legame militare con Israele. Il 6% della popolazione filippina è musulmana e vive nel sud del Paese, dove si trova tra l’altro l’isola di Mindanao, finita più volte nell’occhio del ciclone per casi legati al terrorismo islamico. Come ha scritto Asia Times, dieci soldati delle Forze di Difesa israeliana (Idf) hanno addestrato 180 colleghi dell’esercito filippino che sono adesso qualificati per trasmettere quanto appreso al resto dei soldati. Tra il 26 giugno e il 4 luglio scorsi si è tenuto il Counter Terrorism Trainer’s Training, un addestramento concentrato su come combattere un’insurrezione nelle aree urbane e rurali mediante mezzi convenzionali e l’utilizzo di droni.