A più di un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia di Covid-19, la modalità in cui il virus Sars-CoV-2 si è manifestato per la prima volta rimane ancora poco chiara.

Intorno alle ricerche per capire come il virus si sia diffuso originariamente è stata alzata una cortina fumogena da parte della Cina che ha sostanzialmente intralciato il lavoro dei ricercatori dell’Oms, che hanno più volte lamentato la mancanza di collaborazione da parte delle autorità cinesi, accusate di “filtrare” l’accesso alla documentazione che è stata ottenuta solo “di seconda mano”, ovvero esclusivamente dagli scienziati cinesi. Senza considerare che, dopo mesi dal primo insorgere dell’epidemia, le prove della sua origine sono state sostanzialmente eliminate dall’attività di “decontaminazione” effettuata dai cinesi.

Sappiamo che i nuovi virus che compaiono negli esseri umani di solito derivano da virus animali, sono cioè zoonosi, ed effettuano quello che viene definito “salto di specie” che permette loro di diffondersi nell’uomo, ma una serie di coincidenze eccezionali avvenute a Wuhan prima e durante l’inizio della pandemia supportano fortemente la teoria della fuoriuscita di Sars-CoV-2 da un laboratorio. In linea di principio – come detto – quando un nuovo virus, che ha una somiglianza genomica con un altro esistente in animali non da laboratorio, compare nell’uomo, è plausibile presumere che abbia avuto origine da quegli animali. Questo vale per i coronavirus, ed è per questo motivo che è stato ampiamente ipotizzato che anche Sars-CoV-2 sia emerso in questo modo.

Tutto ciò che occorre fare per confermare tale ipotesi è individuare il meccanismo e le condizioni che hanno permesso il salto di specie. Questo tipo di approccio a priori conferisce inevitabilmente alla teoria del contagio naturale la supremazia su qualsiasi ipotesi alternativa di diffusione non naturale. Ma nel caso di Sars-CoV-2, le sue numerose particolarità sono tali che altre possibilità dovrebbero essere studiate indipendentemente (e in parallelo) dalla teoria del contagio naturale.

In altri termini significa che fino a quando non si trovano prove inconfutabili del contagio naturale, la teoria del contagio innaturale, e in questo caso quella della fuoriuscita dal laboratorio, deve essere perseguita e valutata con serietà, indipendentemente da qualsiasi risultato intermedio pubblicato a sostegno della teoria del contagio naturale. Anche se la credibilità scientifica dell’idea del contagio naturale sembra a volte aumentare, ciò non deve andare ad alterare la possibile validità di un contagio innaturale. Tale possibilità, nel caso di Covid-19, è del tutto autonoma in quanto afferisce alla sfera dell’intelligence oltre che a quella scientifica.

La possibilità che l’epidemia da Covid-19 abbia avuto origine in un contagio non naturale deriva da una serie di coincidenze eccezionali che hanno preceduto la sua comparsa a Wuhan nel 2019. Tutte insieme queste coincidenze dipingono un quadro complesso che apre le porte alla possibilità che effettivamente il virus sia fuoriuscito dal laboratorio cinese. Un analista del Besa (Begin-Sadat Center for Strategic Studies), istituto di ricerca e analisi israeliano, ha elencato puntualmente quali sono queste coincidenze che mantengono aperta la possibilità del contagio non naturale.

Innanzitutto viene fatto notare come, poco dopo l’inizio della pandemia, l’istituto di virologia di Wuhan (Wiv), affiliato all’accademia cinese delle scienze, sia stato “militarizzato” con l’arrivo del generale Wei Chen, un importante esperto cinese di guerra biologica affiliato all’istituto militare di biotecnologia di Pechino, che è stato nominato capo del settore di livello di biosicurezza Bsl-4 (il più alto livello di biosicurezza), dove sono detenuti vari virus simili alla Sars.

Proprio questo settore è stato costruito sotto la supervisione di una società francese, e la Cina ha arbitrariamente posto fine alla collaborazione con la Francia quando la costruzione è stata completata nel 2017.

Proprio nel 2017 c’è stato un curioso balzo in avanti nella ricerca scientifica del Wiv per quanto riguarda i coronavirus simili alla Sars. Quell’anno, infatti, è stata completata una tesi di dottorato sul “sistema genetico inverso dei coronavirus simili alla Sars dei pipistrelli e funzione di Orfs” che ha ottenuto il risultato della definizione di “uno schema per sostituire la proteina S (spike) senza lasciare tracce”.

Inoltre, il Wuhan Institute of Biological Products ha lavorato con virus simili alla Sars presso il National Engineering Technology Research Center for Combined Vaccines, in collaborazione con il Wiv dal 2017 sino a tutto il 2019. Durante il periodo di costruzione del settore Bsl-4 del Wiv, il centro è stato trasferito a 200 metri da esso. Le due strutture sono diventate essenzialmente una, quindi non c’è modo di sapere quali caratteristiche di sicurezza siano state adottate nel nuovo settore così come non possiamo sapere a cosa si stesse lavorando.

Il 24 febbraio 2020 è stato depositato un brevetto per un vaccino contro Sars-CoV-2 dal ricercatore senior Yusen Zhou, scienziato del Pla (People’s Liberation Army) che ha lavorato su di esso con l’ausilio del Wiv. Zhou morì tre mesi dopo in circostanze sconosciute. Le tempistiche della presentazione del brevetto risultano alquanto sospette.

C’è di più. Sars-CoV-2 è stato trovato ampiamente pre-adattato all’uomo (soprattutto in termini di trasmissibilità) dall’inizio della pandemia. Sperimentazioni in tal senso, ovvero volte al raggiungimento della funzione che potrebbe portare a un virus pre-adattato, sono state tentate presso il Wiv negli ultimi anni, incluso il 2019.

Un virus simile alla Sars originaria, naturalmente adattato all’uomo, è stato trasmesso dai pipistrelli all’uomo nel 2012, infettando e uccidendo i minatori nel sud-ovest della Cina. Quel virus è stato successivamente “adottato” dal Wiv insieme a virus correlati isolati nella stessa miniera. L’identità e il destino di quei virus sono stati nascosti, nonostante siano stati esaminati e sperimentati fino al 2019. Mesi prima dell’ufficiale insorgere dell’epidemia di Covid-19, il settore Bsl-4 del Wiv ha richiesto preventivi per importanti lavori di rinnovamento dei sistemi di sicurezza dell’areazione e di trattamento dei rifiuti, un fatto strano per strutture di ricerca operative da meno di due anni.

Il 12 settembre 2019 è stato rimosso dall’istituto un database fondamentale relativo ai virus raccolti. La rimozione è stata spiegata (molto dopo) da uno scienziato senior del Wiv come un passo compiuto “durante la pandemia di Covid-19… per prevenire attacchi informatici”.

Le autorità cinesi affermano che il paziente zero (la prima persona infetta della pandemia) è apparso a Wuhan l’8 dicembre 2019, tuttavia i rapporti di intelligence e i risultati scientifici indicano il periodo che va tra l’inizio di ottobre e la metà di novembre 2019 come il vero inizio della pandemia.

Aggiungiamo che, secondo un rapporto del Dipartimento di Stato americano, c’è stata una collaborazione segreta tra il Wiv e l’Esercito cinese cominciata almeno dal 2017 che ha incluso “esperimenti su animali da laboratorio” (cioè topi con polmoni “umanizzati”).

L’analista israeliano afferma che l’elenco completo delle coincidenze avvenute nei laboratori di Wuhan dal 2017 al 2020 è molto più lungo di quello riportato e afferisce alla sfera dell’intelligence, comprendendo quella informativa (inclusa l’open source) e quella estimativa e che non sappiamo nemmeno la mole di informazioni classificate raccolte.

Tuttavia possiamo fare deduzioni sensate basate su prove circostanziali che portano a pensare che tutte queste coincidenze, messe insieme, suffragano l’ipotesi della fuga del virus dal laboratorio di Wuhan. Del resto il principio del rasoio di Occam, ovvero che a parità di risultati la spiegazione più semplice è anche quella più corretta, resta sempre valido. Quindi è più semplice che un nuovo virus che non si trova in natura si sia sviluppato grazie a salti di specie (non identificati) a poche miglia da un laboratorio biologico dove vengono effettuati esperimenti segreti su coronavirus o che sia fuoriuscito da quest’ultimo per un errore umano? Ai posteri l’ardua sentenza.