La decisione della Russia di vietare temporaneamente le importazioni di frutta e verdura dal Kazakistan dopo il rifiuto del Paese di aderire ai BRICS rappresenta un interessante sviluppo geopolitico che evidenzia le tensioni all’interno dell’Asia Centrale e le relazioni tra Mosca e i suoi vicini. Il Kazakistan, nonostante la sua storica vicinanza alla Russia e il suo ruolo centrale nell’Unione Economica Eurasiatica, ha scelto di mantenere una posizione indipendente rispetto all’adesione ai BRICS, preferendo puntare sulla riforma delle Nazioni Unite come strumento chiave per le relazioni internazionali.
Questo rifiuto è significativo poiché avviene in un contesto in cui la Russia, sotto la guida di Vladimir Putin, sta cercando di rafforzare i BRICS come piattaforma per sfidare l’egemonia occidentale e costruire un’alternativa multipolare al sistema dominato dagli Stati Uniti e dai loro alleati. L’adesione del Kazakstan ai BRICS avrebbe rappresentato un importante colpo di scena, rafforzando la coesione del blocco economico emergente e consolidando ulteriormente l’influenza della Russia nella regione. Tuttavia, la decisione del Kazakstan dimostra che, nonostante la sua dipendenza economica dalla Russia e le strette relazioni bilaterali, il Paese è interessato a mantenere una politica estera autonoma e a evitare di essere trascinato in una dinamica di contrapposizione frontale con l’Occidente.
Il divieto di importazione imposto da Mosca, ufficialmente giustificato con motivi fitosanitari, potrebbe essere interpretato come una misura di pressione economica per sottolineare il disappunto del Cremlino. Questa mossa potrebbe mettere alla prova la tenuta delle relazioni russo-kazake, soprattutto in occasione del vertice dei BRICS di Kazan, dove il presidente kazako Tokayev ha partecipato come ospite. La decisione di Mosca solleva interrogativi sulle strategie della Russia nel gestire i rapporti con i suoi alleati tradizionali, in un momento in cui sta cercando di costruire nuove alleanze e di sfidare l’ordine internazionale prevalente. Inoltre, mette in evidenza la complessità delle relazioni intra-asiatiche e il ruolo che il Kazakstan, come maggiore economia dell’Asia centrale, intende giocare nel contesto delle attuali dinamiche geopolitiche.
Il Paese sembra voler bilanciare la sua posizione tra la Russia e le potenze occidentali, mantenendo aperti i canali diplomatici con entrambe le parti, ma evitando al contempo di schierarsi apertamente in blocchi che potrebbero compromettere la sua sovranità o limitare le sue opzioni future. La Russia, dal canto suo, dovrà decidere se intensificare la pressione o cercare un compromesso che preservi l’integrità delle sue alleanze regionali, senza alienare un partner strategico cruciale come il Kazakistan.

