Nelle scorse ore, l’Unione europea ha accusato la Russia di aver interferito con il sistema GPS dell’aereo che trasportava la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, costringendo il pilota a un atterraggio manuale con l’ausilio di mappe cartacee. Il presunto incidente, riportato dal Financial Times, sarebbe avvenuto domenica pomeriggio mentre l’aereo di von der Leyen si avvicinava all’aeroporto di Plovdiv, in Bulgaria.
Secondo tre fonti informate sull’accaduto citate dal Financial Times, il sistema GPS dell’intera area aeroportuale è stato “oscurato”, rendendo impossibile l’uso degli strumenti di navigazione elettronica. “L’intera area dell’aeroporto è rimasta senza GPS”, ha dichiarato una delle fonti al Financial Times. Dopo aver sorvolato l’aeroporto per circa un’ora, il pilota avrebbe deciso di effettuare un atterraggio manuale utilizzando mappe analogiche. “È stata un’interferenza inequivocabile”, ha aggiunto la fonte.
Smentite la Commissione europea e il Financial Times
La Bulgarian Air Traffic Services Authority ha confermato l’incidente in una dichiarazione al Financial Times, sottolineando che dal febbraio 2022 si è registrato un aumento significativo di episodi di jamming e spoofing GPS, tecniche che disturbano o bloccano i segnali satellitari, creando sfide operative per aerei e sistemi a terra. L’Autorità ha indicato che tali interferenze sono diventate più frequenti. Peccato però che a smentire questa storia che vede protagonista Ursula von der Leyen – curiosamente mentre a Tianjin, in Cina, si tiene il 25esimo vertice dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai (Sco), che vede la partecipazione di Xi, Putin, Modi e altri leader del “Sud globale” – sia Flightradar24, la nota piattaforma online e app che fornisce il monitoraggio in tempo reale dei voli aerei in tutto il mondo, che utilizza dati provenienti da transponder ADS-B (Automatic Dependent Surveillance-Broadcast) installati sugli aerei, che trasmettono informazioni come posizione, altitudine, velocità e identificativo del volo.
“Stiamo vedendo rapporti dei media su interferenze GPS che hanno colpito l’aereo che trasportava Ursula von der Leyen a Plovdiv, Bulgaria” riporta Flightradar24 in un post su X. “Alcuni rapporti affermano che l’aereo è stato in un circuito di attesa per 1 ora. Questo è ciò che possiamo dedurre dai nostri dati. Il volo era programmato per durare 1 ora e 48 minuti. Ha impiegato 1 ora e 57 minuti. Il transponder dell’aereo ha segnalato una buona qualità del segnale GPS dal decollo all’atterraggio“.
E ancora: “Il segnale del transponder trasmesso dall’aereo contiene un valore NIC. Il valore NIC codifica la qualità e la coerenza dei dati di navigazione ricevuti dall’aereo. Flightradar24 utilizza questi valori NIC per creare la mappa delle interferenze GPS su https://flightradar24.com/data/gps-jamming Il volo con Ursula von der Leyen a bordo ha trasmesso un buon valore NIC dal decollo all’atterraggio”.
Dunque smentita la ricostruzione della Commissione europea e del Financial Times secondo cui l’aereo avrebbe atteso più di un’ora per atterrare. Ma non è l’unico elemento che non torna in questa storia che sembra essere uscita da una serie tv stile 24.
La parola all’esperto, Stephen Bryen
Stephen Bryen, esperto di sicurezza e difesa con una lunga carriera come analista militare e funzionario del governo statunitense, smentisce la ricostruzione fornita da Ursula von der Leyen e dalle autorità europee riguardo a un presunto episodio di interferenza russa sul GPS del suo aereo durante un atterraggio a Plovdiv, in Bulgaria.

Interpellato da InsideOver, l’ex sottosegretario durante l’amministrazione Reagan e già presidente di Finmeccanica North America (oggi Leonardo), spiega che la versione riportata da Reuters, che cita il governo bulgaro secondo cui “il segnale GPS è stato perso mentre l’aereo di von der Leyen si avvicinava alla città meridionale di Plovdiv, spingendo i controllori del traffico aereo a passare a sistemi di navigazione terrestri per garantire un atterraggio sicuro”, non regge a un’analisi tecnica. “La Russia avrebbe dovuto far volare un disturbatore vicino all’aereo di Ursula, dato che l’aereo non stava sorvolando il territorio russo. In alternativa, sarebbe stato necessario un disturbatore potente nel punto in cui si presume che l’aereo sia stato disturbato”, afferma Bryen.
L’esperto sottolinea inoltre che un aereo commerciale, come quello utilizzato da von der Leyen, opera sotto “controllo positivo” da parte dei controllori del traffico aereo (ATC), il che significa che la sua rotta, altitudine e posizione sono monitorate tramite segnali di atterraggio come il VOR (VHF Omnidirectional Range) e altri marcatori radio-elettronici, come il segnale Outer Marker, e non dipendono esclusivamente dal GPS.
“Presumo che l’aereo fosse sotto controllo positivo, quindi le sue rotte, altitudine, ecc. sarebbero state controllate da segnali di atterraggio provenienti da VOR e altri marcatori radio-elettronici, non dal GPS” spiega. Inoltre, Bryen evidenzia che tutti gli aerei di livello commerciale sono dotati di sistemi di navigazione inerziale (INS), che rendono il GPS non essenziale. “In relazione a ciò, tutti gli aerei di livello commerciale hanno sistemi di navigazione inerziale (INS), quindi non hanno bisogno del GPS” aggiunge. Questi aerei dispongono anche di transponder, che emettono un codice identificativo unico, permettendo agli operatori ATC di conoscere in tempo reale posizione, velocità e altitudine. “Gli aerei hanno anche transponder che emettono un codice identificativo unico, quindi gli operatori ATC conoscono la posizione, la velocità e l’altitudine degli aerei, specialmente nelle aree di controllo positivo” precisa.
Bryen mette in discussione l’utilità di un’eventuale interferenza GPS, sottolineando che “non ci sarebbe assolutamente alcun motivo per disturbare il GPS di un aereo commerciale (ammesso che sia possibile), poiché non otterrebbe nulla, data la pletora di aiuti all’atterraggio e sistemi di backup, o, in altre parole, non influenzerebbe le operazioni dell’aereo”. Nota inoltre che il GPS non è infallibile e può perdere la connettività con i satelliti, ma i moderni ricevitori GPS, come quelli utilizzati sugli aerei, possono accedere a più sistemi satellitari, inclusi il GPS americano, il BeiDou cinese, il Glonass russo e il Galileo europeo. “La maggior parte dei ricevitori GPS moderni, come quelli nei cellulari, può leggere i segnali dai satelliti GPS americani, dal GPS BeiDou cinese e dal GPS Glonass russo. Ciò significa che se un set di satelliti viene perso, il tuo cellulare può utilizzare uno degli altri sistemi (gratuiti). L’Europa ha anche il sistema GPS Galileo, ma non so se sia stato utilizzato, poiché è un sistema a pagamento (gli altri sono gratuiti). Galileo è ancora più preciso delle offerte GPS gratuite”, chiarisce.
Un’ipotesi alternativa
Bryen suggerisce un’ipotesi alternativa: l’interferenza potrebbe essere legata ad attività militari locali. “Ci sono basi militari intorno a Plovdiv che potrebbero aver cercato di disturbare un presunto drone o un altro oggetto, o che stavano semplicemente esercitandosi con dispositivi di disturbo” osserba. In particolare, menziona la base aerea di Graf Ignatievo, situata a circa 10 km a nord di Plovdiv, utilizzata per i caccia dell’Aeronautica bulgara, e la base aerea di Krumovo, nella stessa regione. Inoltre, ricorda che la 68ª Brigata delle Forze Speciali bulgara ha il suo quartier generale a Plovdiv.
Concludendo, Bryen esprime il suo scetticismo circa la narrazione ufficiale, suggerendo motivazioni politiche dietro la storia. “Penso che sia una fabbricazione scadente“.
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