Non c’è stato neanche il tempo che Sergei Shoigu rientrasse a Mosca dalla sua visita in Corea del Nord, che dalla Russia è subito partito un aereo militare, avvistato all’aeroporto di Pyongyang. Il viaggio segreto del velivolo, che sarebbe avvenuto senza preavviso, è ancora avvolto nel mistero. Non ne conosciamo il motivo, né chi c’era a bordo del mezzo.
È lecito supporre che l’intera vicenda possa essere collegata alla precedente trasferta del ministro della Difesa russo e, forse, ad alcuni accordi da lui presi con Kim Jong Un. Shoigu e il leader nordcoreano, ipotizzano alcuni analisti, potrebbero aver infatti concluso intese sulla consegna di armi alla Russia, mentre il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è andato ben oltre le semplici ipotesi, accusando nuovamente il Cremlino di “cercare disperatamente supporto e soprattutto armi in Corea del Nord” da utilizzare nella guerra contro l’Ucraina.
Shoigu ha promesso di rafforzare i legami militari con il governo nordcoreano nel corso di una trasferta a Pyongyang organizzata in occasione del 70esimo anniversario dell’armistizio della Guerra di Corea, durante la quale ha partecipato ad una parata militare e ammirato una mostra di armi.
L’aereo militare russo a Pyongyang
Flightradar24 ha rilevato un Il-62M dell’aeronautica russa con numero di registrazione RA-86559. Il velivolo è volato da Mosca a Pyongyang il primo giorno di agosto, arrivando a destinazione dopo le 8:00 orario locale. Il sito Nk News ha analizzato le immagini satellitari di Planet Labs certificando la presenza di un aereo davanti al terminal dell’aeroporto internazionale di Pyongyang, alle 11:28 del 2 agosto, che corrispondeva all’aspetto e alle dimensioni di un Il-62.
L’aereo russo è quindi partito dalla capitale nordcoreana dopo le 21:00, sempre ora locale, del 2 agosto, dopo esser rimasto a terra per circa 36 ore. Il mezzo in questione è un aereo solitamente utilizzato per trasportare delegazioni militari di alto livello. Nel luglio 2019, ad esempio, aveva portato il viceministro della Difesa russo, Alexander Fomin, e la sua delegazione a Pyongyang per colloqui militari.
Dato il tipo di mezzo, dunque, è altamente improbabile che la visita segreta possa esser stata realizzata da Mosca per ritirare sistemi d’arma nordcoreani. Attenzione però, perché non è da escludere la pista che porta a qualche forma di trasferimento di merci o pagamenti.
Come se non bastasse, nei giorni in cui l’II-62M era parcheggiato sulla pista dell’aeroporto nordcoreano, in città sarebbe stata ancora in corso la mostra di armi ammirata da Shoigu. È quindi teoricamente possibile che il ministro russo possa esser rimasto colpito da uno dei gioielli di Kim, al punto da aver chiesto ad una delegazione di valutarne un eventuale acquisto.
Mosca bussa alla porta della Corea del Nord
Intanto, l’ambasciata russa a Pyongyang ha ruotato il personale che era presente nel Paese sin dal 2019. Nell’ultima settimana, il governo nordcoreano ha consentito ai visitatori stranieri di entrare nella nazione, ma non è ancora chiaro quando avverrà il rimpiazzo dei funzionari di Mosca o, addirittura, se è già avvenuto. È infatti possibile che possa esser stato realizzato durante la visita di Shoigu o mediante l’invio dell’aereo misterioso.
“Le nostre informazioni indicano che la Russia sta cercando di aumentare la cooperazione militare con la Corea del Nord, ad esempio attraverso la vendita da parte di Pyongyang di munizioni di artiglieria”, ha dichiarato il portavoce del consiglio per la Sicurezza nazionale Usa, John Kirby, osservando che qualsiasi accordo sulle armi tra i due paesi violerebbe una serie di risoluzioni del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.
La Corea del Nord possiede un arsenale che fa gola al Cremlino, compresi missili balistici a corto raggio che assomigliano ai agli Iskander che le forze armate russe hanno ampiamente utilizzato in Ucraina. In attesa che emergano prove certe capaci di provare le affermazioni di Washington, quest’anno la Russia ha intensificato le spedizioni di grano verso la Corea del Nord. Lo scorso novembre, inoltre, la regione della Russia orientale di Primorsky Krai ha annunciato la ripresa del commercio ferroviario con il Nord per la prima volta negli ultimi tre anni.

