Sono molti i filmati di propaganda dell’Isis che mostrano l’Italia nel mirino jihadista. Filmati di propaganda, appunto. Volti soprattutto a dare la carica e a motivare i “lupi solitari” che si trovano nel nostro Paese. Come Isis, anche i miliziani jihadisti libici puntano a colpire il nostro Paese. Innanzitutto perché l’Italia punta a stabilizzare in maniera (si spera) definitiva la Libia e poi perché un attacco in Italia rappresenterebbe un duro colpo al cuore dell’Europa.
Ora Wikilao.com, il portale specializzato in sicurezza e della geopolitica, riferisce dell’esistenza “di un warning specifico su Paolo Serra, il consigliere militare dell’inviato dell’Onu, Martin Kobler”.
Il nome del generale italiano sarebbe “nella lista dei possibili obiettivi stilata in una serie di incontri ai quali hanno partecipato personaggi contrari agli accordi del mese scorso a Shikrat. Il braccio operativo del piano di attacco – secondo quanto riportato – sarebbe formato da elementi di diversa provenienza, anche geografica. Ve ne sarebbero alcuni – si legge su Wikilao.com– arrivati in Libia dall’estremo oriente asiatico”. In particolare, ci assicura una fonte, si tratta di filippini.
“A tramare contro le intese marocchine” sono indicati, fra gli altri, “il solito Nouri Abu Sahmain e il falco radicale misuratino Salah al-Badi, che avrebbe messo a disposizione la sua milizia per ‘contrastare attivamente’ il governo di unità nazionale e tutti coloro che lo appoggiano. Negli incontri sarebbe stato anche deciso di installare il quartier generale delle operazioni di questa variegata alleanza anti-intesa in uno dei penitenziari di Tripoli“.
“La capitale libica – nei piani della comunità internazionale – dovrebbe essere protetta da un contingente a guida italiana di migliaia di uomini, concentrati prevalentemente nel centro della città. In una cintura più esterna – ricordaWikilao.com– dovrebbero essere gli stessi libici a garantire la sicurezza e a co-gestire il processo di ammassamento delle armi pesanti che teoricamente dovrebbero essere consegnate dalle diverse milizie”.
Serra è nel mirino di tutta la galassia jihadista, che va da Al Qaeda all’Isis. Una minaccia sottile, legata più ad azioni di intelligence che a quelle di lupi solitari.



