Futuro delle relazioni transatlantiche

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Dopo il faccia a faccia di ieri tra il presidente americano Donald Trump e i leader europei a Bruxelles, oggi alcuni funzionari della Casa Bianca hanno chiarito che Ted Malloch non sarà il futuro ambasciatore degli Usa presso l’Ue. Scelto da Trump per rappresentare gli Stati Uniti a Bruxelles, contro la sua nomina si era espresso duramente il Parlamento Europeo, deciso a rifiutargli le credenziali per le sue posizioni euroscettiche. Professore all’università di Reading, in Inghilterra e produttore televisivo, Malloch si è scagliato più volte contro l’euro e le istituzioni comunitarie ed ha incontrato i leader di molti partiti euroscettici europei, compreso Matteo Salvini. Lo abbiamo incontrato a Roma, dove è intervenuto ad un convegno organizzato alla Camera dei Deputati dal Centro Studi Machiavelli e dal deputato della Lega, Guglielmo Picchi.Polemiche sulla presunta nomina ad ambasciatore presso l’UeSecondo il Wall Street Journal, che cita funzionari della Casa Bianca, il diplomatico euroscettico non sarebbe mai stato in lizza per il posto da ambasciatore statunitense presso l’Ue. Una notizia, questa, per Ted Malloch, “falsa e non documentata”. “Chi sono questi funzionari? Dategli un nome”, risponde l’ex diplomatico alle indiscrezioni pubblicate dal quotidiano statunitense. Sulle polemiche attorno alla sua presunta nomina Malloch parla di “reazione eccessiva da parte di certi parlamentari europei”. L’ex diplomatico, che in una trasmissione televisiva aveva dichiarato di voler contribuire al “crollo” dell’Ue come per l’Unione Sovietica, chiarisce: “Non penso che l’Ue sia come l’URSS, penso che sia un’istituzione importante nel panorama europeo ma che al momento ci siano ipotesi molto diverse sulla forma che potrebbe assumere in futuro, da un’Unione con funzioni molto limitate ad una in cui gli Stati sovrani conferiscano la maggior parte delle loro prerogative a Bruxelles ed è su questo che bisognerebbe discutere”.Le nuove relazioni tra Usa e UeMalloch è convinto che all’incontro di ieri tra Donald Trump, Jean-Claude Juncker e Donald Tusk non seguirà “alcun cambiamento significativo nella politica degli Stati Uniti”. Anche se questa, aggiunge il professore, “sarà assolutamente diversa da quella dell’amministrazione Obama”. Sul piano delle relazioni commerciali, ad esempio, “il presidente Trump preferisce muoversi sul piano degli accordi bilaterali”. Per questo, spiega il professore, Washington si è ritirata dal TTP, l’accordo di libero scambio con il Canada e i Paesi del Pacifico, e il trattato transatlantico di liberalizzazione commerciale, TTIP, “è stato messo da parte, con poche possibilità di essere risuscitato”. Il futuro delle relazioni commerciali tra Usa e Ue, passa, quindi, secondo Malloch, per gli accordi commerciali bilaterali, sul modello di quello “proposto dal presidente americano alla premier britannica Theresa May, nel summit post-Brexit”.Il futuro della NatoLa questione dell’aumento delle spese per la difesa da parte dei membri della Nato, continuerà, invece, a pesare, secondo l’ex diplomatico, sui rapporti transatlantici e resterà “un punto di scontro importante nel breve termine”. Ad insistere su questo tema è stato lo stesso presidente americano, Donald Trump, ieri, in apertura del vertice dei capi di Stato dell’Alleanza Atlantica a Bruxelles. “Solo cinque membri della Nato mantengono l’impegno di tenere le spese per la difesa sopra la soglia del 2% del Pil”, spiega Malloch. “Trump crede nell’utilità della Nato, e non la ritiene un’istituzione obsoleta, se riprogettata verso il futuro e verso le nuove sfide e minacce, come la cyber security e il terrorismo internazionale, ma se vogliono questo, i membri della Nato dovranno pagare”, aggiunge l’ex diplomatico, “l’America non farà prestiti e questo significa che ogni stato membro dovrà aumentare la propria spesa”.“Sulla Brexit gli Stati Uniti pronti a sostenere il Regno Unito”Un altro tema caldo nei rapporti tra Europa e Stati Uniti, è quello della Brexit. Su questo, Malloch non ha dubbi. “Ci sono tutti gli elementi per pensare che gli americani sosterranno il Regno Unito” nel divorzio da Bruxelles. “Naturalmente gli Usa non interferiranno nei negoziati”, chiarisce, ma sono pronti a sostenere Londra con “un supporto di tipo morale ed economico”. Per quanto riguarda, invece, i rapporti tra Washington e Parigi, dopo la vittoria di Emmanuel Macron, Malloch è convinto che la Francia resterà un partner chiave degli Usa in Europa. “La Francia è un alleato degli Stati Uniti da lungo tempo, non penso che questo cambierà”, spiega Malloch, “per questo spero che ieri i due presidenti abbiano trovato delle affinità, nonostante le loro differenze ideologiche, ad esempio sul futuro dell’Ue”.Il G7 e le sanzioni alla RussiaNulla cambierà, secondo Malloch, sulle sanzioni alla Russia dopo la riunione del G7. “Penso che Trump voglia mantenere le sanzioni per rimuoverle lentamente, in attesa che il comportamento dei russi migliori”, spiega il professore statunitense. Allo stesso modo, però, “il presidente pensa che i russi possano essere estremamente utili per combattere il terrorismo internazionale e questo è particolarmente evidente nella lotta all’Isis in Siria”. Il Russiagate, lo scandalo che continua a tenere banco nella politica interna americana, e che in queste ore ha coinvolto anche il genero di Trump, Jared Kushner, ha “rallentato le azioni che erano in programma per resettare le relazioni con la Russia”, ha aggiunto Malloch, bollando lo scandalo come una “caccia alle streghe”.Il futuro dell’euroDopo la sconfitta dei partiti euroscettici in Francia e in  Olanda il rischio per la moneta unica “si è ridotto” secondo Malloch, che nel gennaio scorso sosteneva che l’euro “sarebbe potuto collassare entro 18 mesi”. “Le sorti dell’euro”, afferma Malloch, “ora sono legate alle decisioni dei Paesi più potenti dell’Eurozona”. In questo senso, commenta l’ex diplomatico, “le prossime elezioni in Italia potrebbero aprire a scenari interessanti per il futuro della moneta unica”.