Nella lunga giornata elettorale greca, che come da pronostico incorona Nuova Democrazia e Kiriakos Mitsotakis alla guida del Paese, a far particolarmente rumore è il fragoroso tonfo dell’estrema destra di Alba Dorata, che dalla terza posizione conquistata nel 2015 precipita alla settima e, con il 2,96% dei suffragi, manca di poco la soglia del 3% necessaria per l’ingresso al Parlamento di Atene

Nel Paese spossato da anni di austerità e dalle dure riforme imposte dalla Troika ed eseguite dal governo di Alexis Tsipras il malcontento sociale e la crescente esclusione che colpiva la classe media impoverita sono stati per anni il terreno di coltura per la dura e radicale proposta di rottura del partito del meandro, formazione  che non ha mai fatto mistero dei suoi aperti riferimenti filonazisti, della sua filosofia incentrata sull’esaltazione del suprematismo etnico e della messa in discussione dell’assetto politico e sociale del Paese e di volersi considerare al di fuori di qualsiasi classificazione tradizionale, oltre il binomio destra-sinistra. Alba Dorata e i suoi consensi sono stati il termometro della disperazione sociale che attanaglia il Paese: i consensi diretti nei confronti del partito di Nikolaos Michaloliakos, “paria” del parlamento ellenico e del panorama politico europeo (tanto da non avere legami con le destre dell’Europarlamento, che rifiutano di imbarcarla come alleato) segnavano la misura della frustrazione, della rabbia e dell’insoddisfazione per uno stato di cose percepito come iniquo.

Alba Dorata, impossibilitata per la sua storia e per le sue caratteristiche ad essere ammessa nel sistema politico di negoziazione istituzionale, poteva al massimo puntare a massimizzare i suoi consensi e la sua visibilità. La crescente impopolarità di Alexis Tsipras e la capacità del partito di cavalcare il movimento anti-austerità hanno portato Alba Dorata a crescere nei sondaggi sino alla doppia cifra tra il 2017 e il 2018. Poi, repentino, il tracollo, con la discesa dal 9,39 al 4,88% alle Europee di maggio e il crollo dal 7 a meno del 3% del voto di ieri, che escluderà Alba Dorata dal Parlamento per i prossimi cinque anni. Per che motivo il partito è crollato verticalmente? Un primo motivo va ricercato dal ritorno a un bipolarismo classico, con Nuova Democrazia schierata contro la sinistra di Syriza, che ha drenato i consensi da Alba Dorata verso il partito di Mitsotakis in funzione anti-Tsipras.

In secondo luogo, Alba Dorata ha subito la concorrenza e il sorpasso a destra di Soluzione Greca, formazione conservatrice e nazionalista con un accentuato sostegno verso il legame tra la Grecia e la Russia di Vladimir Putin e un rispetto assoluto per la Chiesa Ortodossa. Come dice il nome, Soluzione Grecaporta la contestazione al sistema a un livello molto più pragmatico e concreto di quanto fatto da Alba Dorata. Si è intestata la protesta di destra contro gli accordi di Prespa con la Macedonia, propone nuovi assetti geostrategici per Atene nel Mediterraneo, il rilancio dell’industria energetica, campagne di ritorno sotto il controllo pubblico degli asset venduti da Tsipras, la difesa dei valori tradizionali dell’ortodossia. Nulla di più diverso dal movimentismo contestatario di Alba Dorata, ogni tanto reso più variopinto dalle esternazioni dei suoi leader. E infatti, al termine del voto del 7 luglio Soluzione Greca ha messo la freccia su Alba Dorata, riuscendo a strapparle i voti decisivi per guadagnare l’accesso al parlamento.

Dopo anni di disastri, i cittadini greci chiedono soluzioni, e la semplice protesta incarnata in maniera radicale da Alba Dorata attira sempre meno. Nuova Democrazia parla alle classi medie, Soluzione Greca tenta di proporre soluzioni ai problemi posti alla ribalta da Alba Dorata. Assieme la formazione vincente e la nuova entrante della destra ellenica hanno svuotato Alba Dorata. Ora ricondotta allo status di formazione extraparlamentare, e costretta a ripartire da zero. Per rimediare a anni di errori strategici che hanno dilapidato i consensi di quello che fino a pochi giorni fa era il terzo partito ellenico.