Benché secondo i democratici e i suoi legali abbia pieno diritto all’anonimato, il nome della “talpa” della Cia (whisteblower) che ha denunciato il presunto abuso di potere esercitato dal presidente Donald Trump nei confronti dell’omologo ucraino Volodymyr Zelensky in una telefonata del 25 luglio scorso, dando di fatto inizio alla procedura di impeachment, è ormai noto alle cronache giornalistiche. Come ha rivelato nei giorni scorsi RealClear Investigations si tratterebbe Eric Ciaramella, già al servizio dell’ex vicepresidente Joe Biden e dell’ex direttore della Cia e arcinemico di Donald Trump, John Brennan.

Secondo RealClear Investigations, Ciaramella avrebbe lasciato il suo incarico presso il Consiglio della sicurezza nazionale alla Casa Bianca a metà 2017 perché avrebbe rivelato alcune informazioni riservate ai media. Da allora è tornato al quartier generale della Cia a Langley, Virginia. “È stato accusato di aver lavorato contro Trump e di aver fatto trapelare notizie contro il presidente”, ha spiegato un ex funzionario della Sicurezza nazionale, parlando a condizione di anonimato. “Tutti sanno chi è. La Cnn lo sa. Il Washington Post lo sa. Il New York Times lo sa. Il Congresso lo sa. La Casa Bianca lo sa. Persino il presidente sa chi è”, ha dichiarato Fred Fleitz, ex analista della Cia e funzionario nel consiglio per la sicurezza nazionale di Trump.

Ciaramella, il “whisteblower” che ha presentato la denuncia dopo la conversazione telefonica del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, avrebbe inoltre consultato il comitato di intelligence della Camera prima di procedere. Il presidente del comitato è il democratico Adam Schiff, che dunque era a conoscenza della denuncia del “whisteblower” contro il presidente Donald Trump prima che fosse resa pubblica, come ha reso noto il New York Times.

Quel pranzo con Biden, Obama… e Renzi

Ufficiale della Cia specializzato in Russia e Ucraina, Eric Ciaramella ha collaborato con il Consiglio di sicurezza nazionale dall’estate del 2015, lavorando sotto Susan Rice, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente Obama. Ha anche lavorato a stretto contatto con l’ex vicepresidente Joe Biden. I registri federali, riporta RealClear Investigations, mostrano che l’ufficio di Joe Biden ha invitato Ciaramella a un pranzo di stato nell’ottobre 2016 con l’allora premier italiano Matteo Renzi. Tra gli altri erano presenti John Brennan e l’allora direttore dell’Fbi James Comey, oltre all’allora direttore dell’intelligence nazionale James Clapper.

Secondo diversi funzionari statunitensi, è piuttosto insolito invitare a un pranzo di questo tipo un dipendente federale di livello “relativamente basso” come Ciaramella. Secondo gli ex funzionari della Casa Bianca, Ciaramella si occupava dell’Ucraina per conto dell’ex vicepresidente Biden nel 2015 e nel 2016, negli anni in cui lo stesso era il punto di riferimento di Obama su Kiev. Laureato a Yale, si dice che l’analista della Cia parli russo, ucraino e arabo. Fu promosso da John Brennan. Come ipotizza Antonio Grizzuti su La Verità, potrebbe essere un legame fra Ciaramella, lo Spygate che coinvolge anche l’Italia e l’impeachment contro Trump. “Cosa ci faceva Ciaramella, esperto di Ucraina, alla cena di Renzi insieme allo stato maggiore dell’intelligence Usa?” osserva. “La talpa ha forse qualche collegamento con il versante italiano dello Spygate? Dopo una prima disponibilità a testimoniare di fronte al Congresso l’informatore ha fatto retromarcia, alimentando così i dubbi sul suo ruolo nell’intera vicenda”.

“La talpa deve testimoniare”

C’è un’altra prova che sembra inchiodare Ciaramella, la presunta talpa della Cia che ha denunciato Trump. Come riporta Breitbart, il nome di Eric Ciaramella compare in una serie di mail governative dell’era Obama rilasciate dal Dipartimento di Stato nell’ambito di due precedenti richieste del Freedom of Information Act. Al momento degli scambi, Ciaramella era direttore degli affari del Baltico e dell’Europa orientale per il Consiglio di sicurezza nazionale di Barack Obama. Ora è un’analista della Cia.

Ciaramella era in copia quando i funzionari dell’amministrazione Obama celebravano la firma di un prestito da un miliardo di dollari Usa verso l’Ucraina. E ora i repubblicani sono pronti a fare il suo nome, come ha annunciato il senatore Rand Paul. “Sono più che disposto a farlo, e probabilmente lo farò ad un certo punto”, ha dichiarato a The Hill. “Non esiste una legge che impedisce a chiunque di pronunciare quel nome”. Ora conosciamo anche il nome dell’informatore, ha aggiunto durante un comizio con il presidente Donald Trump. “L’informatore deve presentarsi come testimone perché ha lavorato per Joe Biden mentre Hunter Biden stava ottenendo denaro da oligarchi corrotti. Per quanto ne sappiamo potrebbe aver viaggio con Joe Biden e Hunter in Ucraina“. Sul tema è intervenuto anche il deputato Jim Jordan: “Sei settimane fa, Adam Schiff disse che il whistleblower avrebbe testimoniato. Ora ha cambiato idea. Cosa è successo nel frattempo? Solo due cose: abbiamo appreso che l’individuo ha incontrato il personale di Schiff e conosciamo il suo pregiudizio politico”.