Alla vigilia delle elezioni politiche in Israele anche la Germania apre un’indagine sulla compravendita dei sottomarini prodotti dalla ThyssenKrupp che potrebbe “silurare” Benjamin Netanyahu per la corsa al suo prossimo mandato alla Knesset . Secondo le accuse dell’opposizione, l’attuale premier dello Stato ebraico avrebbe tratto profitto personale dalla commessa: guadagnando titoli azionari immediatamente liquidati in denaro in cambio della decisione di acquistare – senza appalto – nove sottomarini militari classe Dolphin da destinare alla flotta israeliana.
L’annuncio di un dossier che potrebbe “affondare” Netanyahu e portare la procura tedesca ad un traguardo fuori portata per la procura israeliana arriva proprio in concomitanza con la battuta d’arresto dell’inchiesta invocata dalla coalizione di opposizione Kachol-Lavan. Il ritiro delle dichiarazioni del testimone chiave Miki Ganor, uomo vicino all’entourage di Netanyahu investito del ruolo di intermediario con l’azienda tedesca, ha vanificato ogni sforzo degli antagonisti politici del Likud per far tentare di fare luce sull’”affaire ThyssenKrupp”, che secondo Benny Gantz nasconde un giro di tangenti da ricondurre direttamente al ministro Netanyahu.
L’avvio delle indagini in Germania è stato provocato da un’attenta analisi delle informazioni acquisite dalla stampa internazionale, ha spiegato la procura di Bochum che ha aperto un’indagine per corruzione contro ignoti alla fine di marzo.
Al centro dello scandalo la commessa per i sottomarini classe Dolphin II prodotti dalla Thyssen Krupp Marine System, che prevedeva la fornitura di nove vascelli divisa in tre tranche da completare entro il 2027. Ad oggi cinque sottomarini sono già stati consegnati, tre sono in fase di consegna (anche se al momento congelata per via dell’inchiesta) e uno è in produzione nei cantieri ThyssenKrupp.
L’inizio dell’indagine in Germania – che ha sostenuto le spese di un terzo dell’importo di due miliardi di dollari come dimostrazione dell’impegno assunto dal popolo tedesco nella difesa di Israele – ora rischia di mettere a repentaglio non solo la commessa e la perdita da parte della ThyssenKrupp del suo migliore cliente, ma anche la rielezione di Benjamin Nethanyahu, che nonostante le dichiarazioni dell’opposizione che si ritiene prossima alla vittoria, sarebbe ancora da considerarsi il favorito nelle elezioni che si terranno domani.
Le indagini condotte dalla parte israeliana, che hanno coinvolto personalità vicine al primo ministro come David Schimron, suo avvocato e parente, e Miki Ganor, l’intermediario israeliano nella fase di acquisto dei sottomarini tedeschi dal 2009 e il 2017, si sono fermate dopo il ritiro di alcune dichiarazioni rilasciate in precedenza dallo stesso Ganor – diventato il testimone chiave che aveva portato la procura di Tel Aviv alla chiusura dell’indagine con un patteggiamento che attestava la sua colpevolezza. Il cambio di versione dell’intermediario israeliano ha così riportato le indagini ad un punto morto.
Adesso però il quotidiano di economia e finanza tedesco Handelsblatt ha rivelato di essere entrato in possesso di un dossier con informazioni riservate della Thyssen Krupp Marine System, che fa menzione di una “corresponsione” erogata ad un ex militare pluridecorato israeliano per “impieghi utili” risalente al 2005, ossia prima che Ganor divenisse l’intermediario. Secondo il quotidiano questo frase contenuta nei documenti va considerata come espressione per indicare l’esistenza di una “tangente”. Non viene fatta menzione invece delle fantomatiche azioni che il premier Netanyahu avrebbe ottenuto in cambio della scelta dell’affare Thyssenkruppr, poi liquidate prima di tornare in carica nel 2009.