Il Covid-19 potrebbe rivoluzionare la politica tedesca

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Gli equilibri politici della Germania sono sempre più compromessi. L’esecutivo di Grande Coalizione, guidato dalla Cancelliera Angela Merkel e sostenuto dai cristianodemocratici della Cdu-Csu e dai socialdemocratici della Spd, non ha ancora adottato una linea netta per ciò che concerne il contenimento della pandemia di Covid-19 e ciò potrebbe determinare risvolti preoccupanti sulla tenuta del sistema. L’aumento esponenziale dei nuovi casi giornalieri nel Paese è impressionante: si è passati dai 401 dell’11 marzo ai 2993 del 19 marzo per finire con i 4528 del 20 marzo. Un trend che deve essere fermato altrimenti, come segnalato da alcuni funzionari sanitari, c’è il rischio che il virus infetti 10 milioni di tedeschi entro tre mesi. Il governo tedesco non ha il potere d’imporre rigide misure di quarantena e distanziamento sociale nel Paese e sebbene siano stati chiuse le scuole, i ristoranti ed i negozi le persone continuano a radunarsi nei caffè e nei parchi.

Rischio caos

La Germania, avendo un assetto costituzionale di tipo federale, rischia di affrontare la pandemia in ordine sparso e confuso. Diversi Stati, infatti, hanno introdotto restrizioni e misure contenitive che non sono, però, uniformi: la Baviera ha adottato l’approccio più duro imponendo una chiusura quasi totale delle principali attività mentre, la Renania-Palatinato ha vietato gli assembramenti di più di cinque persone e chiuso i ristoranti, la Bassa Sassonia ha chiuso anche i caffè mentre il Baden-Württemberg punirà con particolare severità, alcuni anni di carcere e multe fino a 25mila euro, i trasgressori delle violazioni. Il rischio è che una situazione del genere, vista anche l’impotenza del governo federale, ritardi l’implementazione delle restrizioni e faccia degenerare la situazione. Le ricadute per Berlino, in questo caso, sarebbero enormi e potrebbero anche portare alla scomparsa politica della Cdu e della Spd, che già non gode di ottima salute. Ad approfittarne potrebbero essere da un lato i sovranisti di Alternative Fur Deutschland (Afd) e dall’altro i Verdi.

Cosa si aspetta ora la Germania

La prospettiva di una Germania in preda ad un’epidemia fuori controllo è poco incoraggiante: le ricadute in termini di vite umane ed economiche rischiano di essere molto pesanti non solo per Berlino ma anche per buona parte d’Europa. Il collasso dei partiti tedeschi tradizionali, ormai caduti in disgrazia, aprirebbe la strada a nuove forze politiche e, per quanto riguarda le destre, ad uno scenario “alla francese”. Come in Francia la destra moderata verrebbe cannibalizzata dai movimenti sovranisti e radicali, in questo caso rappresentati dall’Afd o da partiti ancora più estremisti. Il quadro politico tedesco tenderebbe a polarizzarsi ed è possibile che sempre più elettori, attratti dalle sirene rassicuranti del sovranismo, deciderebbero di schierarsi con l’Afd. Sulla sponda opposta, invece, dovrebbero essere i Verdi a raccogliere l’eredità politica dell’Spd: uno sviluppo, quest’ultimo, che sta già avvenendo e che è certificato da numerosi sondaggi elettorali. Una crescita esponenziale dei consensi dell’Afd, in ogni caso, potrebbe rivoluzionare anche le dinamiche dell’Unione Europea: Berlino, il motore d’Europa, potrebbe ritrovarsi con una destra radicale sempre più potente ed influente.

L’esecutivo di Angela Merkel ha ancora del tempo per evitare che le previsioni più fosche possano realizzarsi: per far questo, però, deve sollecitare i diversi Land tedeschi ad armonizzare i propri interventi restrittivi per evitare un approccio poco chiaro ed in fondo inefficace. La sopravvivenza politica della Cdu e forse di buona parte della classe dirigente di Berlino sono ora nelle mani della Cancelliera che, proprio poco prima dell’auto-pensionamento anticipato, si troverà a gestire una vicenda spinosa e complessa.