Roberto Gualtieri è l’unico ministro che non si è ancora presentato dinanzi al Copasir, il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica. Quando si insedia un nuovo governo il Copasir, infatti, convoca di prassi tutti i membri del Cisr, il Comitato interministeriale per la sicurezza della Repubblica, un organismo di consulenza, proposta e deliberazione sugli indirizzi e le finalità generali della politica dell’informazione per la sicurezza. Si tratta di un comitato che delibera sulla ripartizione delle risorse finanziarie e sui bilanci preventivi e consuntivi di Dis, Aise e Aisi e indica il fabbisogno informativo necessario ai ministri per svolgere l’attività di governo, di cui fanno parte, fra gli altri, il Presidente del Consiglio, il Ministro degli Esteri, il Ministro dell’Interno e il titolare del Mef. Ma Roberto Gualtieri, nonostante le partite delicatissime in gioco – come il 5G, il golden power ai settori bancari e assicurativi – riporta La Verità, non si fa vedere: è l’unico ministro che, ad oggi, non si è ancora presentato.

La denuncia di Adolfo Urso: “Grave latitanza di Gualtieri”

Il vicepresidente del Copasir, il senatore di Fratelli d’Italia Adolfo Urso, denuncia la “latitanza” di Gualtieri: “Credo sia assolutamente necessaria e non più rinviabile l’audizione del ministro Gualtieri al Copasir, unico ministro del Cisr che è sino ad ora sfuggito al confronto con il Comitato parlamentare che ha il compito di vigilare sulla Sicurezza Nazionale” sottolinea in una nota. “Latitanza tanto più grave perché gran parte delle tematiche riguardano proprio il suo dicastero, come dimostra l’estensione della Golden power ai settori bancari e assicurativi, le vicende di Consob/Borsa Italiana, Mediobanca, quindi Assicurazioni Generali, così come quella altrettanto importante della rete a fibra ottica e del 5G. In tutte queste vicende di grande rilievo per la Sicurezza nazionale, emergono posizioni contraddittorie nel governo che vanno certamente chiarite nelle sedi istituzionali preposte. E’ passato quasi un anno ed ancora aspettiamo che il ministro ci illustri il suo indirizzo politico”.

Ci sono vicende delicatissime sulle quali il governo tace e non prende iniziativa. Per esempio, per quanto concerne le notizie secondo cui la Borsa di Londra potrebbe mettere sul mercato la Borsa Italiana, nei giorni scorsi il presidente del Copasir Raffaele Volpi, aveva invitato il governo “a considerare immediate ed improrogabili valutazioni sugli strumenti utili da mettere in campo per intervenire in senso proattivo in questa vicenda. Ritengo importante che sia il nostro Paese a decidere il destino di Borsa italiana evitandone smembramenti e riacquisendone il controllo potendone poi decidere alleanze e posizionamenti. Il governo non consenta ad altri di decidere su piattaforme finanziarie essenziali all’interesse del Paese”.

Il riferimento al Decreto Agosto e al golden power

A preoccupare il Copasir non c’è solamente la vicenda legata alla Borsa Italiana. Nel decreto Agosto è saltata la norma per tutelare Mediobanca dalla scalata di Leonardo Del Vecchio? Il senatore Gilberto Pichetto Fratin, capogruppo di Forza Italia in commissione Bilancio di palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Finanze e bilancio del suo partito, interpellato da Agenzia Nova, spiega che si dovrà “attendere la pubblicazione per averne la certezza”. Tuttavia, l’esponente azzurro chiarisce: “Il golden power deve servire per interessi nazionali e strategici nei confronti di soggetti esteri e Del vecchio non mi pare con tali caratteristiche”.

Dal canto loro, i deputati del movimento cinque stelle sottolineano che “prevedere la golden power all’interno del decreto Agosto è di fondamentale importanza per il mantenimento dei presidi del Paese, tutelandoli dalle mire degli altri Paesi europei. La stabilità del nostro Paese viene prima di ogni cosa”. Peccato che, secondo quanto riportato dalla Verità, per volontà del Mef, l’articolo 67 sarebbe – per il momento – sparito. Dentro erano previste norme specifiche di golden power sugli asset di Borsa italiana e su altre società finanziarie. Quale linea all’interno della maggioranza giallorossa prevarrà? L’ennesima contraddizione all’interno del governo che dovrebbe essere chiarita. E in fretta.

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