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Angela Merkel non intende lasciarsi travolgere dalle problematiche riguardanti la gestione della pandemia di Covid-19 e gli errori della campagna vaccinale che hanno pregiudicato i successi iniziali della Germania contro la pandemia. Nè, colpita dalla stanchezza manifestata dalla popolazione tedesca, intende trasformare gli ultimi mesi del suo quarto mandato da Cancelliera in un viale del tramonto, in un cupio dissolvi che trascini con sé le prospettive della sua Cdu di mantenere la Cancelleria anche dopo le elezioni autunnali.

La Cancelliera è donna capace di grandi errori e altrettanto notevoli rilanci della sua azione politica ed è intenzionata a dare una scossa alla campagna contro la pandemia. Per far ciò, la Merkel ha posto in essere due importanti cambi di passo operativi, da un lato scavalcando l’Unione Europea nell’avvio di trattative dirette per ottenere la fornitura del vaccino russo Sputnik V e dall’altro imprimendo un generalizzato livellamento alla gestione della campagna di immunizzazione con l’avvio di misure che ridurranno drasticamente i poteri dei governi degli Stati federali (i Lander). Una duplice mossa che riporta l’attenzione e le responsabilità sullo Stato centrale e sulla Cancelleria federale e spinge la Merkel a prendere in mano direttamente la situazione fattasi sempre più critica. Mentre agli occhi degli stessi tedeschi va sgretolandosi anche il mito della presunta “infallibilità” teutonica.

Si accelera su Sputnik

Nella giornata del 9 aprile durante una riunione informale tra i ministri della Salute dell’Unione Europea, il tedesco Jens Spahn, tra i fedelissimi della Cancelliera, ha segnalato ai suoi colleghi che i negoziati tra Berlino e Mosca sul tema Sputnik V sono in corso, che la Germania aspetterà il responso dell’Ema ma si vuole premunire capendo in che misura il Russian Direct Investment Fund (Rdif) che finanzia e gestisce la produzione del siero potrà contribuire alla campagna di immunizzazione dei Paesi europei. Nella stessa giornata un’accelerazione è arrivata dal leader bavarese Markus Soder, che appena sarà giunto il parere positivo dell’Ema circa 2,5 milioni di dosi saranno prodotte nello stabilimento di Illertissen.

Lo stabilimento è di proprietà di R-Pharm, società controllata da Alexej Repik, 41enne imprenditore russo che l’ha rilevata nel 2014. “Uno dei legami che Rupnik ha tessuto negli ultimi tempi è con Kirill Dmitriev, il direttore del fondo d’investimenti statale Rdif, che ha impegnato le sue risorse per lo sviluppo di Sputnik V”, nota StartMag.Dmitriev è l’uomo che pubblicizza il vaccino russo in giro per il mondo, rintuzza le critiche di europei e americani, tratta con governi e agenzie del farmaco locali, stipula contratti”. La Merkel, nelle scorse settimane, è stata una dei leader europei più espliciti a formalizzare un’apertura a Sputnik e sul fronte dei legami con la Russia continua a sostenere l’abbraccio con il governo di Vladimir Putin sul fronte del gasdotto North Stream 2. Di valenza geopolitica comparabile a quella dei vaccini anti-Covid. E attorno a questo asse, come insegna il caso bavarese, si forgiano anche rapporti economici attivabili a fini strategici.

Lander esautorati?

Mentre preme sulla diversificazione per aumentare il numero di frecce a disposizione al suo arco, il governo tedesco non dimentica la gestione a tutto campo della pandemia, che dopo l’inizio di aprile non ha dato segno di miglioramenti. La media settimanale di casi, sotto i 10mila al 17 di marzo, era pari a 14.352 al 9 aprile; il numero di ricoverati in terapia intensiva è cresciuto del 5% in un giorno nella stessa giornata, nel Paese restano solo 3mila letti per la rianimazione liberi, da gennaio in avanti con 44 mila morti Berlino è 10mila decessi oltre quelli registrati per il Covid da marzo a dicembre del 2020 (78mila in tutta la pandemia).

Pertanto la Cancelliera è pronta a una scelta decisiva per contrastare l’avanzata del contagio: accentrare sull’esecutivo le prerogative legate alle decisioni su aperture o chiusure per contrastare l’avanzata del Covid-19. Parliamo di un vero e proprio “esautoramento dei Lander” – cosi’ lo definisce lo Spiegel – fondato su un compromesso: i governatori regionali saranno accontentati con l’accelerazione delle trattative su Sputnik, richiesto da tutte le forze politiche, ma vedranno alcune prerogative sottratte dal govenro centrale ora che la Merkel si prepara a modificare le misure e le restrizioni a livello federale imponendo per mezzo di decreti legge soglie precise di contagio e incidenza del Covid associate a chiusure ben precise. Un modo per dare un ordine preciso alla Babele di oridnanze e contro-proposte dei governi federali, un cambio di passo che la Merkel vorrebbe avviare dopo aver “azzerato” tutto con il rilancio del confinamento nazionale inizialmente proposto per Pasqua. Sul piano sanitario, nota Il Fatto Quotidiano, ” il federalismo tedesco ha portato a un processo decisionale caotico – mentre la pandemia impone provvedimenti rapidamente – e a una situazione costantemente disomogenea tra i vari Länder, ultimo esempio la riapertura delle scuole. Il governo, meglio tardi che mai, vuole una nuova soluzione che eviti di ritrovarsi punto e a capo ogni due settimane”.

Ribadire la leadership

La Merkel assume dunque un piglio maggiormente decisionista, e la ragione appare sanitaria oltre che politica.

In poco più di due mesi, l’Unione Cdu/Csu ha perso 10 punti nei sondaggi in vista delle elezioni autunnali, passando dal 37 al 27% e vedendo il vantaggio sui Verdi passare da oltre 15 a circa 6 punti di media. La possibilità di una coalizione che escluda i cristiano-democratici in futuro è tutt’altro che remota, e la Merkel intende dare una spinta politica alla sua formazione aprendo la strada a un recupero del consenso del Paese verso un partito ritenuto a lungo dall’opinione come il più “responsabile” nell’esercizio del potere. In gioco c’è, dunque, anche il giudizio storico sul suo operato e sulla sua esperienza di governo. Logico che, una volta di più, come tipico dei momenti più duri la Merkel non si tiri indietro.

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