Si chiamano «The EU Censorship Files» e accusano l’Unione europea di aver condotto una campagna decennale volta a censurare internet. Il rapporto, redatto dal House Judiciary Committee del Congresso Usa (il Comitato giudiziario della Camera), controllato dai repubblicani, rappresenta una dura accusa nei confronti di Bruxelles, accusata di aver forzato le Big Tech (inclusa TikTok) a cambiare regole per conformarsi al controverso Digital Service Act, con conseguenze anche sugli utenti americani e sulla libertà di parole e di espressione. Un’accusa motivata politicamente da un organo vicino al presidente Trump? Il bue che dà del cornuto all’asino? Può essere, ma il contenuto di questi documenti dovrebbe comunque far riflettere gli utenti europei.
Motivo? Partiamo dal caso della Romania. Secondo i documenti della commissione guidata dal repubblicano Jim Jordan, le accuse di interferenza russa che portarono all’annullamento dei risultati da parte della Corte Costituzionale rumena sono totalmente infondate. Il primo turno, tenutosi il 24 novembre 2024, vide un risultato sorprendente: l’indipendente di estrema destra Călin Georgescu, noto per le sue posizioni nazionaliste, anti-UE e filorusse, ottenne circa il 22,9% dei voti, superando candidati più affermati come il premier socialdemocratico Marcel Ciolacu e posizionandosi davanti a Elena Lasconi del partito centrodestra USR. Tuttavia, il 6 dicembre 2024, appena due giorni prima del ballottaggio previsto tra Georgescu e Lasconi, la Corte Costituzionale rumena annullò l’intero processo elettorale. La decisione fu basata su documenti declassificati dal Consiglio Supremo di Difesa Nazionale, che accusavano la Russia di interferenze ibride, inclusi attacchi cibernetici e una campagna coordinata su TikTok coinvolgente circa 25.000 account attivati improvvisamente per promuovere Georgescu
Secondo il documento, infatti, «TikTok ha dichiarato alla Commissione europea di non aver trovato “alcuna prova” di una campagna coordinata dalla Russia per promuovere il candidato vincitore Calin Georgescu, la principale accusa avanzata dalle autorità rumene, e ha informato le autorità di questa scoperta. Da allora, la cronaca pubblica ha dimostrato che la presunta campagna russa TikTok era in realtà finanziata da un altro partito politico rumeno».

È noto, infatti, che il partito rumeno che ha finanziato la campagna su TikTok, inizialmente attribuita a un’interferenza russa per promuovere Călin Georgescu nelle elezioni presidenziali del 2024, è il Partito Nazionale Liberale (PNL), di centro-destra e pro-europeo. Secondo un’inchiesta dell’agenzia fiscale rumena (ANAF) rivelata a fine dicembre 2024 dall’outlet investigativo Snoop.ro, e poi ripresa da vari media internazionali, il PNL ha pagato una campagna social su TikTok attraverso l’agenzia di comunicazione Kensington Communication. In quell’occasione, il PNL ha negato intenzioni deliberate, sostenendo che la campagna è stata manipolata senza il loro consenso.
Del resto, come abbiamo sottolineato in tempi non sospetti su InsideOver, l’accusa di aver impiegato account falsi su TikTok per ottenere consensi e diffuso “disinformazione” proveniva dall’Association for Technology and Internet, che è a sua volta membro dell’European Digital Rights (EDRi), che si definisce “la più grande rete europea che difende i diritti e le libertà online”. Ma la parte più interessante riguarda i finanziatori di questa rete, come la solita Open Society Foundations del magnate liberal George Soros, l’Omidyar Network del fondatore di eBay Pierre Omidyar, la Ford Foundation, la MacArthur Foundation, e molte altre.
Nei mesi scorsi, il giornalista Premio Pulitzer Glenn Greenwald, in un thread pubblicato sulla piattaforma X, ha criticato duramente l’Unione Europea in materia di libertà di stampa, inquadrando il Digital Service Act (DSA) in un’escalation di “censura statale sempre più dispotica”. Greenwald sottolinea come l’UE abbia collaborato con Reset, un’organizzazione finanziata dal già citato Pierre Omidyar. Reset si presenta come esperta nella “lotta alla disinformazione” la quale in un recente studio, ha accusato le piattaforme Big Tech, e in particolare X, di non censurare adeguatamente contenuti classificati come “propaganda filo-russa”. Trattasi, in realtà, di una strategia più ampia di controllo sull’informazione.
Come ha svelato il giornalista investigativo statunitense Lee Fang su Substack, infatti, le critiche di Georgescu rivolte all’Alleanza Atlantica durante la campagna elettorale, “hanno allarmato i funzionari statunitensi e della NATO. Attualmente – nota Lee Fang – la Romania è il punto di partenza per i programmi di addestramento della NATO destinati ai piloti ucraini e ospita un progetto di costruzione che porterà alla realizzazione della più grande base NATO in Europa“, che sorgerà nei pressi dell’attuale base militare “Mihail Kogalniceanu“, che verrà ampliata, vicino a Costanza.
A quel punto, ha osservato il noto giornalista, think tank e ONG finanziate dagli Stati Uniti – attraverso i programmi di aiuti esteri dell’USAID, il National Endowment for Democracy (NED) e il Dipartimento di Stato” – si sono mosse velocemente per influenzare la decisione della Corte Suprema della Romania e alimentare la narrazione della presunta ingerenza russa, denunciata da organizzazioni come GlobalFocus e Funky Citizens. Si tratta di ONG finanziate da USAID, NED e dall’Ambasciata statunitense a Bucarest. Nei giorni precedenti alla sentenza della Corte Suprema, queste organizzazioni – tutt’altro che super partes, evidentemente – hanno sostenuto narrative volte a delegittimare il risultato elettorale, con accuse rivolte a piattaforme social come TikTok per la diffusione di contenuti pro-Georgescu. Prove che questi presunti account sui social abbiano davvero determinato il risultato elettorale a favore del candidato indipendente di destra? Nessuna, come ora sostiene anche il Comitato giudiziario degli Stati Uniti.
Noi di InsideOver ci mettiamo cuore, esperienza e curiosità per raccontare un mondo complesso e in continua evoluzione. Per farlo al meglio, però, abbiamo bisogno di te: dei tuoi suggerimenti, delle tue idee e del tuo supporto. Unisciti a noi, abbonati oggi!

