Se Caligola aveva destinato al suo cavallo un posto nel Senato romano, il neo presidente argentino Mauricio Macri ha offerto al suo cane la poltrona presidenziale. E ha immortalato in una foto il suo fedele amico, provocando una forte indignazione in coloro che credono ancora nel valore delle istituzioni.

Ma per Macri pare diventato un obbligo, quello di épater les bourgeois, di sbalordire i benpensanti argentini. Così, dal balcone della Casa Rosada, ha provocato gli avversari festeggiando l’elezione con un balletto mentre la vice presidente si esibiva cantando in stile karaoke. Lo stesso balcone che aveva visto i discorsi di Evita Peron, e gli argentini non hanno gradito la caduta di stile. Come sono rimasti allibiti davanti alla “rottamazione” dei quadri che raffiguravano le grandi figure dell’America Latina, immagini sostituite con arte contemporanea.

Era solo l’inizio. Dopo un incontro con il presidente colombiano per discutere di lotta al narcotraffico, Macri in un’intervista ha raccontato di aver discusso di calcio, dopo un vertice in Svizzera con il presidente messicano ha spiegato ad una giornalista di aver illustrato i suoi passi di danza che tanto interessavano al collega del Messico.

Uno stile che lascia immaginare la totale mancanza di spessore e di idee. Ma sarebbe un errore, un grave errore, fidarsi delle apparenze. Macri ha scelto volutamente di apparire superficiale proprio mentre sta intervenendo pesantemente nella società argentina. La polizia ha già cominciato a sparare proiettili di gomma su chi scendeva in piazza per protestare, sono già stati avviati i licenziamenti di migliaia di lavoratori e la riduzione dei posti di lavoro è destinata a proseguire per lasciare spazio agli amici ed ai fedelissimi del nuovo presidente. Il prossimo mese potrebbero scattare i rincari della bolletta della luce, con aumenti sino al 300%.  Sono in programma anche interventi contro gli allevatori di bestiame e le tensioni, in Argentina, cominciano a manifestarsi. Non ancora in modo drammatico, anche perché il Paese è ancora in periodo di vacanze estive. Ma il ritorno al lavoro non sarà sereno. E non lo sarà neppure nelle scuole, perché si preannunciano tagli anche in questo settore nevralgico e determinante per lo sviluppo dell’Argentina. 

Alessandro Grandi

Fotografo e storico

Mauro Margoni

 

Corrispondente del think tank “Il Nodo di Gordio” a Buenos Aires

www.NododiGordio.org