Non bastavano il Kashmir e le tensioni con l’India quasi sfociate in una guerra. In Pakistan si è aperto un nuovo fronte: quello del Balochistan. Forniamo subito una cornice per capire di cosa stiamo parlando, cos’è il Balochistan e chi, ma soprattutto per quale ragione, ha generato un terremoto politico.
Il Belucistan (o Balochistan) non è uno Stato indipendente, bensì una regione geografica e culturale abitata per lo più dal popolo beluci (o baloch). L’area è controllata da tre differenti Paesi: l’Iran, dove il territorio in questione coincide con la provincia di Sistan e Baluchestan; l’Afghanistan, ovvero con le province Nimruz, Helmand e Kandahar; il Pakistan, con la provincia chiamata proprio Balochistan.
Attenzione però, perché esistono movimenti separatisti, soprattutto in Pakistan, che chiedono l’indipendenza del Balochistan pakistano e spingono per la creazione di un fantomatico Free Balochistan, uno Stato indipendente e autonomo. Islamabad considera questi gruppi armati alla stregua di terroristi e li reprime duramente.
Arriviamo al 14 maggio, quando tale Mir Yar Baloch, un leader separatista baloch noto per la sua opposizione al governo pakistano e per il suo ruolo di comandante della Baloch Liberation Army (Bla), ha dichiarato unilateralmente (sui social…) l’indipendenza del Balochistan.

Cosa succede nel Balochistan
Mir Yar Baloch, attivissimo sui social media, ha giustificato la sua uscita con il fatto che la regione non è mai stata parte del Pakistan parlando anni di crimini di guerra e violazioni dei diritti umani da parte di Islamabad.
Questo signore, tra l’altro, è lo stesso che ha gestito, all’inizio di maggio, l’operazione militare lanciata dalla Bla e denominata Operation Herof 2.0. L’offensiva ha visto 78 attacchi coordinati in 58 località del Balochistan, principalmente contro posizioni militari e infrastrutture di sicurezza pakistane, e ha causato numerosi morti e feriti, segnando un’escalation significativa nel conflitto tra il movimento separatista baloch e Islamabad.

“I baluci di tutto il Balochistan occupato dal Pakistan sono scesi in piazza e questa è la loro sentenza nazionale: il Balochistan non è il Pakistan e il mondo non può più essere uno spettatore silenzioso”, ha scritto su X. E ancora: “La data di indipendenza del Balochistan verrà dichiarata quando l’esercito pakistano lascerà il suolo beluci? Abbiamo già dichiarato la nostra indipendenza l’11 agosto 1947, quando gli inglesi stavano lasciando il Balochistan e il subcontinente”.
In una serie di post, Mir ha affermato che il Balochistan ha dichiarato l’indipendenza dal Pakistan e chiesto all’India di riconoscere la nuova repubblica, la Repubblica Democratica del Balochistan, consentendo la creazione di un’ambasciata a Nuova Delhi. La situazione è in realtà tesa da settimane. Lo scorso 11 marzo, per esempio, i militanti del Bla hanno dirottato un treno con circa 400 passeggeri nella regione montuosa tra Quetta e Sibi, scontrandosi duramente con l’esercito pakistano.
Doppio fronte per il Pakistan
La situazione, per il Pakistan, risulta alquanto spinosa. Già, perché Islamabad si trova ad affrontare una sfida enorme sul fronte interno, con l’emergere della resistenza dei separatisti, che si somma al dossier ancora più scottante del Kashmir.
I media indiani hanno coperto e rilanciato la notizia giocando presumibilmente di sponda con Mir Yar Baloch, che dal canto suo ha espresso pieno sostegno alla posizione di Delhi sul richiamato dossier Kahsmir.
Fonti locali scrivono che il Bla avrebbe preso il controllo della città di Mangochar, nel distretto di Kalat, adottando tattiche che avrebbero incluso il blocco delle autostrade, la cattura delle stazioni di polizia, l’attacco ai convogli militari e l’arresto del personale di polizia locale.
Un guaio per il Pakistan, visto che proprio dal Balochistan dovrebbe passare il Corridoio Economico Cina–Pakistan (Cpec), un progetto infrastrutturale parte della Nuova Via della Seta cinese, dal valore di oltre 60 miliardi di dollari, formato da strade, oleodotti, ferrovie. L’obiettivo del Cpec? Collegare la città cinese di Kashgar con lo strategico porto di Gwadar, che si trova sulla costa del Belucistan pakistano, affacciato sull’Oceano Indiano. I separatisti baloch hanno più volte attaccato i lavoratori cinesi e rallentato il piano. Che ancora oggi è work in progress.

Il Kashmir. La guerra tra India e Pakistan. Gli interessi della Cina e la Nuova Via della Seta. E ora anche i progetti indipendentistici del Balochistan. Nessuno ti fa viaggiare tra le complicate dinamiche etniche che, religiose e politiche dell’Asia come InsideOver. Unisciti a noi, abbonati oggi!
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