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C’è un’agenzia del governo degli Stati Uniti che sta pianificando di monitorare attivamente i social media per individuare e analizzare tutte le discussioni in cui emergono critiche rivolte alla sua operatività. Si tratta dell’ICE, l’U.S. Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale responsabile dell’applicazione delle leggi sull’immigrazione e del controllo doganale.

L’ICE, che opera sotto il Dipartimento della Sicurezza Interna (DHS, Department of Homeland Security), ha il compito di identificare, arrestare ed espellere le persone che violano le norme sull’immigrazione. Tuttavia, secondo documenti ottenuti da The Intercept, l’agenzia starebbe cercando di ampliare il proprio raggio d’azione, contemplando il monitoraggio delle opinioni espresse online. L’agenzia è sotto i riflettori in questa fesa per via del grande piano di espulsioni di immigrati irregolari promosso dall’amministrazione Trump.

Il piano di monitoraggio e sorveglianza di massa dell’ICE

Il piano descritto da The Intercept prevede l’utilizzo di strumenti avanzati per scansionare i social media alla ricerca di contenuti “negativi” o potenzialmente minacciosi nei confronti dell’ICE e dei suoi funzionari. Questo sistema, che potrebbe includere anche semplici critiche (ovvero sia, opinioni su come l’ICE conduce la sua attività), solleva alcuni interrogativi sulla libertà di espressione e di pensiero sancita dalla costituzione americana.

L’obiettivo dichiarato dell’agenzia è “prevenire minacce reali verso i propri agenti e strutture”, ma i dettagli del progetto rivelano un approccio invasivo, che include l’analisi di dati personali, la ricostruzione delle identità offline e persino l’uso di tecnologie di riconoscimento facciale.

Preoccupazioni sulla libertà d’espressione online

Nell’ambito della sua mission di proteggere l’agenzia attraverso un “monitoraggio proattivo delle minacce”, il contractor selezionato non si occuperà solo di segnalare commenti minacciosi, ma dovrà anche fornire “monitoraggio e analisi del sentiment comportamentale e dei social media (ad esempio, positivo, neutro e negativo)”. Questo include aggiornamenti regolari sul “numero totale di riferimenti negativi all’ICE trovati sui social media” su base settimanale.

Intervistata da The Intercept, Cinthya Rodriguez, un’organizzatrice del gruppo per i diritti degli immigrati Mijente, ha dichiarato che i tentativi dell’ICE di monitorare e giudicare il “sentiment” delle persone su internet sono “estremamente preoccupanti”. Ha sottolineato come questa iniziativa rientri nella storia più ampia di sorveglianza di massa dell’agenzia, che include la raccolta di informazioni da account social media personali e ritorsioni contro attivisti per i diritti degli immigrati. Rodriguez ha avvertito che l’obiettivo dell’ICE di avere “occhi e orecchie” ovunque, sia online che offline, dovrebbe suonare come un campanello d’allarme per tutti.

Insomma, un vero e proprio programma di sorveglianza di massa di orwelliana memoria che verrebbe attuato da un’amministrazione che fa del free speech (anche sui social) e della libertà personale una bandiera e un pilastro della propria proposta politica.

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