Un’intenzione ventilata che però potrebbe presto assumere i contorni di un clamoroso gesto politico: buona parte dei vescovi degli Stati Uniti è disposta davvero a vietare la concessione della comunione al presidente Joe Biden. O quantomeno a lanciare un segnale all’inquilino della Casa Bianca.

L’ultima novità è arrivata con l’esito di una votazione interna: la maggioranza dei consacrati americani ha deciso di esprimersi democraticamente su un documento. Lo stesso documento che potrebbe disporre un’ inaspettata, almeno per i correnti buoni uffici tra Santa Sede e Casa Bianca, limitazione. Se ne parla da un po’, adesso però è ufficiale: i vescovi voteranno. L’autunno è la stagione individuata per la consultazione definitiva. Il testo verterà sull’eucarestia e sulle regole per la partecipazione al sacramento: era nell’aria. Ma come siamo arrivati  a questo punto? E perché, per quanto Biden venga citato in maniera mediata e vellutata, il destinatario della mossa dei presuli è proprio il Commander in Chief?

Tutto nasce nel momento in cui il successore di Donald Trump ha approvato i primi provvedimenti della sua amministrazione liberal-democratica: i presuli americani, che in campagna elettorale si erano appiattiti sul candidato dei Dem o comunque non lo avevano osteggiato troppo, specie per via degli attriti col Gop – quelli dovuti alle politiche migratorie del tycoon ed ai rapporti non proprio sinergici tra Trump e la Santa Sede – , hanno iniziato a monitorare Biden e la sua “incoerenza”. Che l’ex vicepresidente di Obama si dichiarasse cattolico era noto. Così com’era noto, però, che le posizioni di Biden in materia di aborto, eutanasia e “teoria gender” fossero tutto fuorché cattoliche nel senso dottrinale. L’entusiasmo per il primo presidente cattolico dopo John Fitzgerald Kennedy, insomma, è durato poco.

Contro ogni previsione, la Conferenza episcopale a stelle e strisce si è così riunita in una commissione ad hoc. Quella che più di qualche commentatore ha chiamato la “Biden”. I vescovi si sono messi a ponderare il da farsi, mentre Biden approvava provvedimenti capaci di scardinare le politiche pro life trumpiane. Non solo: in questa storia c’entrano anche la “teoria gender” e la sua proliferazione nel mondo occidentale. Papa Francesco stesso è contrario, nonostante dal Vaticano abbiano fatto sapere che non è il caso di negare al presidente della nazione più importante tra quelle occidentali il sacramento della comunione. Lo ha fatto la Congregazione per la Dottrina della Fede con una nota ufficiale. I vescovi Usa però tirano dritto.

Era difficile prevedere, durante il confronto tra Biden e Trump, che i vescovi sarebbero stati cosi fermi. Si è trattato di un improvviso scatto d’orgoglio, forse, dell’episcopato americano. Fatto sta che dalle prime mosse di Biden in poi le cronache internazionali hanno iniziato a raccontare di come i vescovi avessero intenzione di discutere il diritto di Biden di ricevere l’eucarestia. La questione è antica: sappiamo come la pensa il cardinale conservatore Raymond Leo Burke, che aveva iniziato a porre il problema in tempi non sospetti. Una posizione semplice e cristallina: se sei abortista o pro eutanasia, allora non puoi partecipare al sacramento della comunione. Burke non è solo: l’intero emisfero tradizionalista propende per questa soluzione. Anche perché le risultanze concrete farebbero clamore: immaginiamoci la scena del presidente Usa che non può ricevere la comunione durante una cerimonia cattolica.

168 sì e 55 no: questi sono i numeri riportati dall’Agi. Il primo dato è relativo ai vescovi che sì, vogliono votare quel documento. Tutto lascia supporre che centosessantotto membri della Conferenza episcopale americana siano favorevoli al segnale di cui sopra. Se le cose stessero davvero così, allora non si potrebbe parlare di frangia tradizionalista, perché le proporzioni interne all’organo sarebbero schiaccianti. I “no”, invece, rendono bene l’idea di quanto Biden stia divenendo ostile alla base cattolica americana: cinquantacinque voti, considerando le premesse e l’humus culturale che si è respirato in questi anni negli States – quello ferocemente anti-trumpiano – sono davvero pochi. Biden abbandonato dai cattolici prima del tempo. Può finire in tanti modi, perché il Vaticano potrà tentare ancora di frenare l’iniziativa, ma un primo exit-pool c’è.

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