La notizia emersa qualche giorno fa, secondo cui l’amministrazione Trump avrebbe intenzione di rivedere il processo di assistenza militare da 250 milioni di dollari all’Ucraina, mobilita un gruppo di senatori bipartisan a sostegno di Kiev. A darne notizia è The Hill. I senatori Rob Portman, Jeanne Shaheen, Dick Durbin, Richard Blumenthal e Ron Johnson hanno preparato una missiva per il direttore dell’Ufficio Usa per la gestione e il bilancio, Mick Mulvaney, sottolineando che “questi finanziamenti sono cruciali per la stabilità di lungo periodo dell’Ucraina, e il Congresso ha sempre sostenuto e approvato tale pratica. Vi chiediamo con urgenza di sbloccare questi finanziamenti nell’immediato”.
“L’Ucraina – scrivono i senatori – continua a combattere quotidianamente sul suo confine orientale contro i separatisti sostenuti dalla Russia nelle province di Donetsk e Luhansk, e oltre 10.000 soldati e civili ucraini hanno perso la vita in questa guerra”, hanno scritto. “L’assistenza degli Stati Uniti ha già contribuito a invertire la tendenza in questo conflitto ed è necessario garantire la sovranità di questo giovane Paese, andando avanti”.
“Finanziamento cruciale per l’Ucraina”
Secondo i firmatari della lettera inviata a Mick Mulvaney, “è un finanziamento cruciale per la stabilità a lungo termine dell’Ucraina che ha il sostegno e l’approvazione del Congresso degli Stati Uniti. Vi raccomandiamo di impegnare immediatamente questi fondi”, hanno aggiunto i senatori. Come riportava Politico qualche giorno fa, il presidente Donald Trump ha chiesto alla sua squadra di sicurezza nazionale di rivedere il programma di finanziamento, noto come Ukraine Security Assistance Initiative, al fine di garantire che il denaro venga utilizzato nel migliore interesse degli Stati Uniti. L’amministrazione Trump, nel 2017, ha approvato la vendite letali di armi in Ucraina, un passaggio che Barack Obama non aveva mai autorizzato durante la sua amministrazione.
Il Dipartimento della Difesa statunitense ha annunciato a giugno i programmi per fornire 250 milioni di dollari all’Ucraina in fondi per la cooperazione di sicurezza. Come si legge in un comunicato del Dipartimento Usa, le risorse verrebbero destinate ad addestramento, equipaggiamento e consulenze per rafforzare le capacità dell’esercito ucraino. In questo modo, prosegue la nota, “viene riaffermata la relazione di difesa di lungo periodo fra gli Stati Uniti e l’Ucraina e porterà il valore totale dell’assistenza Usa a Kiev a 1,5 miliardi di dollari a partire dal 2014″.
Tramite i nuovi fondi verrebbe garantito equipaggiamento per sostenere i programmi di addestramento attualmente in corso e le esigenze operative, incluse le capacità da rafforzare: la conoscenza della situazione marittima e delle operazioni, come parte degli sforzi statunitensi nel supporto alla Marina ucraina e alla fanteria navale; le capacità difensive delle forze di terra e delle unità per le operazioni speciali attraverso la fornitura di fucili di precisione, lanciarazzi portatili e radar anti-artiglieria; comando e controllo; rilevazione della guerra elettronica e messa in sicurezza delle comunicazioni; mobilità militare; visione notturna e trattamento medico in battaglia. “Questa cooperazione in materia di sicurezza è resa possibile grazie ai continui progressi dell’Ucraina nell’adozione delle riforme fondamentali in termini di difesa, per adeguarsi agli standard euro-atlantici”, si legge ancora nel comunicato del Dipartimento della Difesa Usa.
Le rassicurazioni di Pence e le aperture di Trump alla Russia
Come spiegavamo in questo articolo, è toccato al vicepresidente Mike Pence confermare il pieno sostegno di Washington all’integrità territoriale dell’Ucraina e il sostegno americano a Kiev nella guerra del Donbass. Pence e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky hanno avuto un incontro bilaterale l’altro ieri a Varsavia, dove si trovavano entrambi per prendere parte alle commemorazioni dell’80° anniversario dello scoppio della Seconda guerra mondiale. Il vicepresidente era a Varsavia al posto del presidente Donald Trump, il quale non era presente alle commemorazioni, come invece annunciato alla vigilia, a causa dell’arrivo dell’uragano Dorian. Ma secondo un retroscena del Washington post, Trump non era affatto entusiasta del viaggio e il suo staff aveva cominciato a discutere della sua cancellazione già dall’inizio della settimana.
Pence non ha risposto alle domande sulle voci circa il possibile taglio di 250 milioni di dollari in aiuti militari che il Presidente Donald Trump starebbe valutando in queste ore. Il vicepresidente si è limitato a dire che “e relazioni fra i due Paesi non sono mai state così forti”, ma non ha commentato tale indiscrezione. Il vicepresidente americano ha inoltre dichiarato che il popolo americano “sta con l’Ucraina”, ma che le nazioni europee dovrebbero fare di più per aiutare l’ex repubblica sovietica.
Quella di Trump non è la classica riluttanza all’impegno americano all’estero, quanto più una presa di posizione estremamente realistica. È davvero nell’interesse nazionale degli Stati Uniti armare fino ai denti Kiev in funzione anti-russa? Oppure la Casa Bianca dovrebbe avere tutto l’interesse ad aprire a Mosca, dato che il vero avversario strategico degli Usa non è la Federazione Russa ma la Cina?
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