Un’agenzia, poche righe, molto stupore: Haftar è in viaggio verso Roma. Da quando il dispaccio è entrato nel circuito mediatico nella serata di martedì, l’effetto sorpresa oramai consueto quando di mezzo c’è il generale uomo forte della Cirenaica non è certamente mancato. Molte le domande circa una visita di certo non molto attesa. Haftar è già stato a Roma ad ottobre, mentre meno di un mese fa a Palermo fino alla fine ha fatto parlare di sé spuntando soltanto all’ultimo momento tra i presenti nel vertice tenuto presso il capoluogo siciliano. Dunque, come mai questo nuovo volo che dalla sua Bengasi lo ha fatto atterrare nuovamente (e, più o meno, improvvisamente) nella capitale? 

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Occhi puntati sui contemporanei spostamenti di Al Sarraj ed Haftar 

La stessa natura del viaggio di Haftar poi, rimane ignota fino all’indomani mattina. Soltanto nelle prime ore di mercoledì infatti, inizia a serpeggiare la notizia del fatto che il generale prevede un incontro con Giuseppe Conte per giovedì mattina. Dunque non si tratta di visita lampo, nessuna toccata e fuga. Haftar è a Roma da martedì sera e rimane in città almeno fino a giovedì. E qui subentra un altro, l’ennesimo, giallo. Se il generale si vede con il presidente del consiglio soltanto giovedì, chi incontra nei primi due giorni di soggiorno nella capitale? Verrebbe facile rispondere con il nome del ministro degli Esteri, Enzo Moavero Milanesi. Ma il titolare della Farnesina martedì è a Bruxelles. Nella capitale belga, e questo è un dettaglio di non poco conto, vi è anche il “rivale” Al Sarraj. Il leader del governo riconosciuto dall’Onu si trova in Belgio dove non incontra soltanto le autorità dell’Unione europea, a partire dall’alto rappresentante per la politica estera Federica Mogherini. 

Al Sarraj martedì si reca in un altro punto nevralgico di Bruxelles, ossia presso la sede della Nato. Qui incontra direttamente il segretario generale dell’alleanza atlantica, Jens Stoltenberg. Non un incontro secondario, né nascosto. Anzi, sui quotidiani libici già nel tardo pomeriggio di martedì circolano le foto di Al Sarraj che stringe la mano al segretario della Nato. Come si legge su Libya Observer, i due parlano di collaborazione e, soprattutto, sicurezza. Il tema caro proprio ad Haftar, il quale aspira da anni a divenire l’unico attore libico responsabile della sicurezza ed unico interlocutore per tutto ciò che concerne esercito e difesa nel suo paese. Da Bruxelles a Roma, dall’Italia a Bengasi: le voci viaggiano su una sottile linea di informazioni ed indiscrezioni, che lasciano trapelare un certo malcontento da parte di Haftar per la sortita del suo rivale.

In un contesto del genere, inizia a nascere l’ipotesi che la visita del generale libico a Roma sia nata per bilanciare proprio gli effetti del colloquio avuto da Al Sarraj in Belgio con i vertici della Nato. Anche perchè, all’interno dell’alleanza atlantica, non tutti i paesi appoggiano Al Sarraj ed il governo riconosciuto dalle Nazioni Unite. Solo indiscrezioni però, di certo c’è ben poco. Del resto, come detto, quando di mezzo ci sono azioni riconducibili all’imprevedibile Haftar, ogni certezza appare quanto meno relativa. Nel frattempo però, qualche dettaglio ufficioso inizia ad avere crismi di ufficialità: il generale, nella sua prima giornata romana, avrebbe incontrato tra gli altri l’ambasciatore Usa a Tunisi. Si tratta di David Robinson, incaricato dalla Casa Bianca a seguire il dossier libico. 

Immigrazione sul tavolo di palazzo Chigi

A meno di altre sorprese, giovedì il colloquio tra il premier Conte ed Haftar si terrà regolarmente a palazzo Chigi. Sul piatto dell’incontro, come si legge su AgenziaNova, diversi argomenti delicati ma, su tutti, dovrebbe emergere quello relativo all’immigrazione. Da un lato la trattazione di questo tema con il governo italiano potrebbe sorprendere, visto che dalle coste della Cirenaica controllata da Haftar, non si registrano partenze e la preoccupazione riguarda maggiormente i porti tripolini. Dall’altro però, il tutto potrebbe comprendere una trattazione a 360 gradi delle principali tematiche in ballo tra Roma e l’est della Libia. Dalla sponda nordafricana del Mediterraneo infatti, si chiede da tempo (ed a farlo è soprattutto l’esercito guidato da Haftar) l’applicazione in toto degli accordi siglati a suo tempo da Berlusconi e Gheddafi per fermare le partenze dei migranti. 

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Il colloquio potrebbe dunque riservare anche argomentazioni più propriamente politiche. Ma potrebbe anche essere soltanto un modo, per l’Italia, di mostrare ottimi rapporti con l’est della Libia e dunque dare seguito alla recente strategia “inclusiva”. Così come per Haftar, come detto in precedenza, un modo per controbilanciare gli incontri in sede Nato ed Ue avuti da Al Sarraj. 

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