I dem perdono i giovani: i numeri che preoccupano Biden e la sinistra

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L’effetto calmieratore della generazione Z, che alle precedenti elezioni di metà mandato aveva salvato i Democratici da una temibile red wave, starebbe svanendo. Alle prossime elezioni negli Stati Uniti, dunque, le carte in tavola si starebbero nuovamente rimescolando tra un’udienza del caso Donald Trump e uno scivolone di Joe Biden.

L’importanza elettorale delle generazione Z

Affetti dal timore per il futuro della loro democrazia, sulle barricate per la giustizia climatica e dilaniati da un futuro finanziario incerto, i giovani americani tra i 18 e i 29 anni tendono ad essere – da sempre – uno dei gruppi politicamente più attivi negli Stati Uniti. Lo scorso novembre, gli elettori di questa fascia anagrafica che hanno votato per i Democratici sono stati il 28% in più rispetto al recente passato. A motivarli erano stati temi fondamentali come il diritto all’aborto, mentre i Repubblicani avevano goduto dell’appoggio degli ultra 65enni (+ 13%) e degli elettori tra i 45 e i 64 anni (+ 11%). Quella incredibile notte per il presidente Biden e i dem, il celebre sondaggista John Della Volpe aveva salutato così il risultato: “Io so una cosa: se non fosse stato per gli under 30, stasera ci sarebbe stata un’”onda rossa”.

Ed è egli stesso a tornare sul rapporto tra giovani americani e intenzioni di voto: Della Volpe, direttore dei sondaggi all’Istituto di Politica della Harvard Kennedy School, sottolinea come il partito progressista sia destinato ad avere difficoltà tra gli elettori della fascia di età in esame. “Quasi tutti i segnali che in passato mi avevano reso fiducioso sull’affluenza dei giovani – ha scritto nella sua analisi sul voto del 2024 – adesso mostrano indicazioni allarmanti”. Secondo l’analista, quando un candidato democratico prende più del 60% del voto dei giovani, la Casa Bianca è automaticamente dei dem. Nella storia recente lo hanno confermato sia Barack Obama (con il 66% nel 2008 e il 60% nel 2012), che Biden nel 2020 con il 60%.

L’affiliazione democratica dei giovani in calo

Recenti sondaggi indicherebbero che il numero di giovani pronti ad indentificarsi come democratici sarebbero in calo, mentre il presidente Biden assiste ad una riduzione significativa del sostegno della fascia demografica che lo aveva condotto alla Casa Bianca nel 2020. Il senso di lealtà verso i partiti si starebbe erodendo proprio negli gen Z, che si sentono lasciati indietro e dimenticati: da qui nascerebbe la voglia di dare un’occhiata a cosa l’intera offerta politica offre e di concedere il voto a candidati appassionati, pronti a fare il “lavoro sporco” anche per le giovani generazioni.

Per Della Volpe questa è un’occasione imperdibile per il partito democratico, che dovrebbe approfittare di tre dati di fatto: la generazione Z e i giovani millennial votano molto di più dei “vecchi” millennial, della generazione X e perfino dei baby boomers alla loro età; il sostegno dei giovani a programmi tendenzialmente progressisti; la diffusa idiosincrasia per il Maga e i suoi contenuti politico-culturali. Ma la speranza da sola non basta: si tratta di tendenze da tradurre in voti reali e da far convergere verso la piattaforma democratica.

Aumento degli Indipendenti e calo dei consensi per Biden

Non si deve dimenticare che Gallup ha registrato dal 2009 un aumento drastico degli Indipendenti, legato soprattutto alle scelte della generazione X e dei millennial che, “invecchiando”, tendono a mantenere il proprio status di indipendenti, a differenza delle vecchie generazioni per le quali la senilità solitamente corrispondeva all’adesione a un partito. Inoltre, sempre secondo i dati della Harvard Kennedy School, la percentuale di coloro i quali “voteranno sicuramente” è scesa dal 55% (calcolato nello stesso periodo delle scorse presidenziali) a un preoccupante 51%. Nonostante la tendenza ad abbandonare le tessere di partito, l’elettorato under 30 si è rivelato fondamentale nel far registrare un solido sostegno ai Democratici negli ultimi tre cicli elettorali: secondo l’ultimo Harvard Youth Poll, Biden fa registrare un 36% di gradimento per questa fascia d’età, segnando un calo di tre punti rispetto all’autunno e di ben 5 rispetto alla scorsa primavera.

Una generazione spaventata ma progressista

Nello stesso sondaggio, i giovani americani hanno rivelato nel 48% dei casi di sentirsi poco sicuri, a scuola come in strada, temendo spesso di cadere vittime all’interno di uno scontro a fuoco nell’anno maledetto da una media di due scontri a fuoco al giorno. In calo anche la fiducia nelle istituzioni: rispetto alla primavera del 2018,ad esempio, la fiducia nella Corte Suprema è calata di dieci punti percentuali. E il futuro? Assolutamente incerto. Il 73% dei giovani americani dichiara di temere un futuro da homeless: quasi un terzo della fascia 18-29 (il 32%), teme di poter diventare un senzatetto, un giorno. Un’ipotesi che viene percepita come qualcosa che “può capitare a chiunque”. Il dato più preoccupante è quello esistenziale: il 47% degli americani under 30 dichiara di sentirsi depresso e senza speranza e il 24% si sarebbe spinto a dichiarare di preferire la morte o di desiderare di farsi male in qualche modo come reazione a queste sensazioni.

Nell’ultimo quesito del sondaggio, quello che maggiormente dovrebbe attirare le politiche elettorali dei Dem, vi sono quattro aree che hanno fatto registrare uno spostamento dei giovani elettori verso tematiche progressiste: l’assicurazione sanitaria, il costo dei beni di prima necessità, la povertà, il cambiamento climatico. Di fronte al numero di tessere che cala e a fosche previsioni sull’astensionismo, a Biden e ai suoi il compito di fare il miracolo. nei prossimi 15 mesi.