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I leader delle più importanti formazioni politiche canadesi si sono sfidati in un infuocato dibattito televisivo, in lingua francese, che ha avuto luogo presso il principale canale televisivo del Quebec. Il primo ministro Justin Trudeau, membro del Partito Liberale, Andrew Scheer per i Conservatori, Jagmeet Singh del New Democratic Party (socialdemocratico) ed Yves-Francois Blanchet, leader del partito secessionista francofono Bloc Quebecois hanno avuto così modo di confrontarsi in vista delle elezioni federali del 21 ottobre. I sondaggi stimano  i Conservatori ed i Liberali molto vicini, tra il trenta ed il trentacinque per cento dei consensi, mentre il New democratic party è molto staccato, intorno al quindici per cento. Scheer è stato attaccato, sin dall’inizio del dibattito, dagli altri tre rivali che hanno ricordato le posizioni controverse dei Conservatori sul cambiamento climatico e la volontà del partito di costruire un oleodotto in Quebec.

Un premier in difficoltà

Justin Trudeau ha mostrato, nel corso del confronto, un atteggiamento aggressivo anche per cercare di recuperare quei consensi persi dopo le ultime vicende che lo hanno visto coinvolto. Su tutte lo scandalo Snc-Lavalin e gli episodi del blackface. Nel caso Lavalin Trudeau era stato accusato, in seguito alla pubblicazione di un’inchiesta giornalistica, di aver fatto pressioni sull’allora procuratrice generale del Quebec affinché favorisse la società, che ha rapporti di amicizia con i Liberali, nel corso di un processo. La Commissione Etica del Parlamento era poi giunta alla conclusione che Trudeau avesse agito scorrettamente ma quest’ultimo aveva rifiutato di dimettersi. Il primo ministro non aveva negato le conclusioni dell’ inchiesta ed aveva affermato di aver agito per tutelare i posti di lavoro dei dipendenti dell’azienda che, in caso di condanna, sarebbero stati a rischio. Gli episodi del blackface fanno invece riferimento ad alcune vecchie foto e ad un video in cui un Trudeau ventunenne aveva il volto dipinto di nero per simulare di essere un afroamericano. Questa forma di travestimento è considerata razzista. Alcuni ritengono che il blackface possa danneggiare il premier tra le minoranze etniche ma non è chiaro se si rivelerà effettivamente un argomento decisivo. Nel corso del dibattito Trudeau, noto sostenitore di posizioni ambientaliste, è stato anche attaccato per l’uso, da parte del suo partito, di due aerei diversi nel corso della campagna elettorale

Le posizioni e gli scenari

Il sistema elettorale canadese è un maggioritario di tipo first past the post e tende pertanto a favorire l’alternanza politica bipartitica tra Conservatori e Liberali, con questi ultimi al potere dalle consultazioni del 2015. Andrew Scheer spera di invertire il trend e di riportare Ottawa su posizioni di centro-destra. Margaret Thatcher e Ronald Reagan sono le due figure politiche per lui più rappresentative ed è considerato vicino alla fazione più socialmente conservatrice del suo movimento. I Conservatori canadesi tendono ad avere un approccio severo in materia di sicurezza, ad essere in favore di un ruolo più marginale per il governo federale e ad appoggiare riduzioni delle tasse. I Liberali di Justin Trudeau ed il New Democratic Party sono schiacciati su posizioni molto più progressiste tanto in materia ambientale quanto fiscale ed il movimento socialdemocratico rischia di sottrarre voti importanti, nei collegi, ai Liberali. I separatisti del Bloc Quebecois, invece, vorrebbero l’indipendenza per la regione francofona del Quebec e tendono ad avere un ruolo più marginale nella formazione degli esecutivi. Trudeau punterà molto sul suo carisma personale per convincere gli elettori a concedergli un secondo mandato mentre Scheer potrebbe sperare in un aiuto indiretto da parte del New Democratic Party. L’amministrazione di Donald Trump auspica, con tutta probabilità, una vittoria dei Conservatori per tornare ad avere ottimi rapporti con Ottawa che, al momento, si sono raffreddati. Il progressismo di Trudeau e il conservatorismo di Trump appaiono infatti inconciliabili, come inconciliabili sono i loro diversi modi di intendere la gestione della vita politica.

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