Alla partenza del 16° vertice dei BRICS, che si tiene a Kazan in Russia, le ambizioni di cooperazione nello spazio e nell’osservazione della Terra tra i membri del blocco emergono come un’area chiave di interesse strategico. Tuttavia, nonostante gli sforzi per consolidare una collaborazione in questo campo, la divergenza degli interessi tra le nazioni coinvolte rappresenta ancora un ostacolo significativo. In particolare, la Cina continua a mantenere una posizione di leadership dominante, ponendo sfide a un coordinamento più equilibrato tra i membri del gruppo.
Il blocco “storico” dei BRICS, composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, cui si sono aggiunti in tempi più recenti Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia e Iran, ha visto una crescente cooperazione su vari fronti, inclusi il commercio, la tecnologia e la politica. Lo spazio e le tecnologie legate all’osservazione della Terra sono stati individuati come settori strategici per lo sviluppo di capacità autonome che consentano di monitorare risorse naturali, gestire disastri naturali, affrontare il cambiamento climatico e migliorare la sicurezza alimentare. Tuttavia, le dinamiche interne del gruppo riflettono gli squilibri di potere e gli interessi nazionali distinti, con la Cina che emerge come il principale attore tecnologico e finanziario.
La leadership cinese nel settore spaziale
La Cina ha investito pesantemente nel proprio programma spaziale negli ultimi decenni, sviluppando una vasta gamma di capacità, inclusi lanci di satelliti, missioni lunari e un programma di stazione spaziale che punta a stabilire una presenza umana permanente nello spazio. Il China National Space Administration (CNSA) è diventato uno dei leader mondiali nella tecnologia spaziale, in grado di lanciare satelliti per l’osservazione della Terra, telecomunicazioni e monitoraggio meteorologico con una regolarità che supera quella di molti altri Paesi. L’infrastruttura tecnologica avanzata cinese rende Pechino un partner attraente ma anche dominante nel contesto dei BRICS.
La Cina ha spinto per una maggiore cooperazione tra i Paesi BRICS nel settore spaziale, proponendo una rete condivisa di satelliti per l’osservazione della Terra e l’elaborazione dei dati, con lo scopo di ridurre la dipendenza dalle tecnologie occidentali e migliorare l’autonomia del gruppo. Questo sistema consentirebbe ai membri di monitorare e raccogliere dati su clima, agricoltura e gestione delle risorse naturali, cruciali per lo sviluppo economico sostenibile.
Le sfide di coordinamento tra gli altri membri
Nonostante il potenziale della cooperazione, permangono difficoltà significative nel conciliare gli interessi e le priorità dei vari Paesi membri. India e Russia, anch’essi dotati di programmi spaziali avanzati, competono indirettamente con la Cina in questo settore, cercando di mantenere una certa indipendenza nelle proprie capacità spaziali. L’India, attraverso l’Indian Space Research Organisation (ISRO), ha ottenuto importanti successi con missioni come il programma lunare Chandrayaan e le missioni marziane, e intende mantenere la propria autonomia tecnologica. Tuttavia, la Cina continua a superare l’India in termini di risorse e infrastrutture disponibili.
La Russia, storicamente una potenza spaziale, sta affrontando un calo delle risorse e della capacità tecnologica a causa delle sanzioni internazionali e della crisi economica interna. Sebbene Mosca abbia mantenuto la propria esperienza e infrastruttura spaziale, come la base di lancio di Baikonur e i suoi programmi di collaborazione internazionale, la sua capacità di influenzare il blocco BRICS nello spazio è diminuita rispetto a quella cinese.
Il Brasile e il Sudafrica, pur avendo programmi spaziali in fase di sviluppo, non dispongono della stessa esperienza o infrastruttura tecnologica avanzata di Cina, Russia e India. Tuttavia, entrambi i Paesi vedono la cooperazione BRICS nello spazio come un’opportunità per colmare il divario tecnologico e rafforzare la loro capacità di monitorare i cambiamenti climatici e la gestione delle risorse naturali. Il Brasile, con la sua vasta foresta amazzonica, è particolarmente interessato a sviluppare capacità di monitoraggio ambientale, mentre il Sudafrica punta a migliorare la propria infrastruttura satellitare per la sorveglianza delle risorse e la prevenzione di disastri naturali.
La visione cinese di una cooperazione asimmetrica
La Cina ha cercato di posizionarsi come leader naturale nel settore spaziale BRICS, offrendo tecnologie avanzate e assistenza economica per favorire la collaborazione. Tuttavia, questa posizione dominante ha anche generato preoccupazioni tra gli altri membri del blocco, che temono che Pechino possa utilizzare la cooperazione spaziale come uno strumento per consolidare la propria influenza geopolitica all’interno del gruppo. In effetti, la Cina ha spinto per una maggiore condivisione dei dati satellitari e l’integrazione delle infrastrutture, ma sotto la sua guida, il che potrebbe marginalizzare le altre nazioni.
Le differenze tra le priorità nazionali, il livello di sviluppo tecnologico e le risorse disponibili hanno reso difficile per i BRICS raggiungere una piena integrazione nel settore spaziale. Nonostante i numerosi incontri e memorandum d’intesa firmati tra i membri, la cooperazione effettiva rimane limitata e dominata dalla Cina.
Alla vigilia del vertice di Kazan, la cooperazione spaziale dei BRICS riflette le sfide di un gruppo che tenta di coordinare ambizioni divergenti. La Cina, con la sua vasta infrastruttura e capacità tecnologica, mantiene una posizione dominante, ma la volontà di mantenere un equilibrio di potere e di preservare l’autonomia nazionale nei rispettivi programmi spaziali crea tensioni all’interno del blocco. Tuttavia, nonostante queste difficoltà, lo spazio rimane un’area di collaborazione potenziale, in cui i BRICS potrebbero trovare un terreno comune per affrontare le sfide globali legate al cambiamento climatico, alla gestione delle risorse naturali e allo sviluppo sostenibile.

