I 50 giorni più lunghi per Teheran

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Non era mai accaduto, dalla fondazione nel 1979 della Repubblica Islamica, che un mandato presidenziale terminasse anzitempo. Nemmeno per delle dimissioni di un capo del governo in carica. Basta questo per comprendere come mai la morte di Ebrahim Raisi, presidente eletto nel 2021, rischia di avere importanti conseguenze per l’Iran. E, soprattutto, per l’apparato di potere ruotante attorno le figure cardini della teocrazia sciita. In queste ore la prima preoccupazione in capo alla Guida Suprema, l’Ayatollah Khamenei, è garantire una normale transizione partendo da quanto previsto dalla costituzione: ossia, il passaggio di consegne al vice presidente Mohammad Mokhber, la gestione dell’ordinaria amministrazione e poi il voto entro 50 giorni. Ma le incognite si nascondono proprio dietro quello che si cercherà di far apparire come un tranquillo cambio di testimone: le prossime settimane potrebbero infatti apparire decisive per i futuri equilibri del Paese.

Chi gestirà la transizione in Iran

A Teheran, già alle 9 di questa mattina, il governo si è riunito. Nella sala dove ha sede il tavolo che ospita gli incontri dell’esecutivo due poltrone sono rimaste vuote: quella del presidente Raisi e quella del ministro degli Esteri, Hossein Amir-Abdollahian. Le due vittime eccellenti dell’incidente avvenuto tra i monti della provincia dell’Azerbaijan orientale nel primo pomeriggio di domenica. Nella riunione di governo, oltre alla commemorazione del presidente e del titolare della diplomazia, si è proceduto con i primi formali passaggi del dopo Raisi. Secondo la costituzione del 1979, il governo iraniano ha al suo interno almeno una decina di persone designate con il titolo di vice – presidenti. Tra di esse però, spicca la figura del cosiddetto “primo vice – presidente“, colui cioè che già dall’insediamento diventa il numero due del governo. E quindi, di conseguenza, il primo in linea di successione del presidente in caso di dimissioni o morte di quest’ultimo.

Nel 2021, Raisi ha nominato quale suo principale vice Mohammad Mokhber: spetta quindi adesso a lui esercitare le funzioni di capo del governo, assumere le decisioni in sua vece e soprattutto gestire il periodo pre elettorale. Mokhber infatti non potrà rimanere sulla poltrona più alta dell’esecutivo iraniano per più di 50 giorni. Le sue funzioni cesseranno non appena, entro quattro settimane, gli iraniani eleggeranno un nuovo presidente. Non per questo però, il ruolo del vice – presidente nel frattempo sarà solo quello di passacarte. In primo luogo, Mokhber non è sicuramente una figura politica carismatica ma, al tempo stesso, non rappresenta nemmeno l’ultimo arrivato nella gerarchia iraniana: prima di entrare nel governo, ha gestito per anni la fondazione Khamenei, ossia uno degli istituti economici più importanti del Paese dove vengono convogliati molti degli investimenti statali e non. Una vera e propria holding dunque, in grado di avere in mano una fetta non indifferente dell’economia iraniana.

In secondo luogo, una transizione del genere in un Paese come l’Iran non è certo facile da gestire. La Repubblica Islamica negli ultimi anni è stata profondamente scossa da eventi esterni e interni capaci di metterne a dura prova la tenuta: dall’uccisione di Soleimaini al braccio di ferro diretto con Israele, passando per le sanzioni e per le pesanti proteste scatenate dalla morte della giovane Mahsa Amini. Se da un lato a Teheran non ci sarà alcun vuoto di potere, dall’altro però la fine fisica e politica prematura di una presidenza rischia di rendere ancora più vulnerabile l’apparato governativo della teocrazia.

L’alleanza ancora più solida tra la Guida Suprema e l’apparato militare

Ma è chiaro comunque che molte delle decisioni, in questa delicata fase di passaggio, verranno prese direttamente dalla Guida Suprema. Da colui che, in base alla costituzione iraniana, sovrintende a ogni scelta di carattere politico e religioso, è a capo delle forze armate ed esercita la reazione funzione di capo dello Stato. Khamenei, Guida Suprema dal 1989, è molto avanti con gli anni e in tanti a Teheran da tempo dicono sia malato. Dunque, nonostante il suo importante peso politico, è difficile pensare che da solo riuscirà a puntellare e sigillare le attuali falle della Repubblica Islamica. In questo sarà coadiuvato, così come del resto accade da almeno quattro anni, dall’imponente apparato militare ricollegabile ai guardiani della rivoluzione. Dal 2020 infatti, dall’uccisione di Soleimaini, il potere è sempre più nelle mani degli uomini in divisa: sono loro ad aver preso il sopravvento, ad aver dettato l’agenda politica soprattutto in chiave estera. Il tutto passando da un solido benestare di Khamenei.

La morte di Raisi, potrebbe quindi portare a un istantaneo rafforzamento dell’asse tra i militari e la Guida Suprema. Entrambe le parti del resto, temono una repentina delegittimazione della Repubblica Islamica dopo l’incidente che ha coinvolto il presidente. C’è quindi interesse comune a blindare il Paese, sugellare la loro alleanza ed evitare possibili sorprese interne. Tutto questo potrebbe voler dire, in prospettiva futura, un Iran sempre più conservatore e con sempre meno colombe anche tra gli stessi conservatori.

Con Raisi scompare un possibile successore di Khamenei

A proposito poi delle sorti future della Repubblica Islamica, la morte di Raisi pone un serio problema sulla successione all’attuale Guida Suprema. In molti da Teheran davano quasi per certo che Khamenei avesse puntato su due figure: quella del figlio e, in alternativa, quella proprio di Raisi. Con quest’ultimo avvantaggiato per via dell’appoggio di chi, tra gli ayatollah e i principali chierici, vorrebbe evitare di dare alla Repubblica un aspetto dinastico. L’incidente di domenica lascia quindi scoperto uno dei nodi principali per la sopravvivenza dell’attuale sistema iraniano. A Teheran, da qui alle prossime settimane, si dovrà lavorare non solo per trovare un candidato idoneo alla presidenza ma anche per individuare una figura in grado di dare una successione poco traumatica all’ayatollah Khamenei.